Geekissimo

Oggi si vota la legge bavaglio per i blog, anche Wikipedia protesta

 
Andrea Guida (@naqern)
29 Ottobre 2012
1 commento

Oggi il Senato dovrebbe esprimere il suo giudizio definitivo sulla cosiddetta legge bavaglio, una norma realizzata sull’onda emotiva del caso Sallusti (il direttore del quotidiano Il Giornale condannato a 14 mesi di reclusione per motivi di diffamazioni a mezzo stampa) che da una parte dovrebbe depennare il carcere per i giornalisti ma dall’altra, andando contro ogni regola di buonsenso, potrebbe obbligare i blogger a rettificare quanto scritto sui propri siti in caso di richieste avanzate da eventuali “parti lese”, pena una multa fino a 25.000 euro.


Ad introdurre l’assurda norma, che in pratica assimila qualsiasi blog indipendente a testate cartacee con milioni di entrate pubblicitarie e sovvenzioni statali, è stato un emendamento presentato il 26 ottobre dal Senatore Mugnai del Pdl ed approvato nella stessa giornata dall’assemblea di Palazzo Madama. Il suo testo recita chiaramente che tutti i “prodotti editoriali diffusi per via telematica, con periodicità regolare e contraddistinti da una testata” hanno l’obbligo di rettifica di cui sopra.

Tanto è bastato affinché la Rete italiana piombasse nuovamente nell’angoscia di una legge ammazza-blog e crescesse l’indignazione dei blogger, sempre più convinti di trovarsi nel Paese sbagliato indipendentemente da chi sieda nella stanza dei bottoni. Anche Wikipedia si è mossa contro l’assurdità delle nuove norme ed in tutte le pagine della sua versione italiana ha pubblicato il seguente messaggio:

Gentile lettore, gentile lettrice,
ancora una volta l’indipendenza di Wikipedia è sotto minaccia.
In queste ore il Senato italiano sta discutendo un disegno di legge in materia di diffamazione (DDL n. 3491) che, se approvato, potrebbe imporre a ogni sito web (ivi compresa Wikipedia) la rettifica o la cancellazione dei propri contenuti dietro semplice richiesta di chi li ritenesse lesivi della propria immagine o anche della propria privacy, e prevede la condanna penale e sanzioni pecuniarie fino a 100 000 euro in caso di mancata rimozione. Simili iniziative non sono nuove, ma stavolta la loro approvazione sembra imminente.
Wikipedia riconosce il diritto alla tutela della reputazione di ognuno e i volontari che vi contribuiscono gratuitamente già si adoperano quotidianamente per garantirla. L’approvazione di questa norma, tuttavia, obbligherebbe ad alterare i contenuti indipendentemente dalla loro veridicità. Un simile obbligo snaturerebbe i principi fondamentali di Wikipedia, costituirebbe una limitazione inaccettabile alla sua autonomia e una pesante minaccia all’attività dei suoi 15 milioni di volontari sparsi in tutto il mondo, che sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per “non avere problemi”.
Wikipedia è la più grande opera collettiva della storia del genere umano: in 12 anni è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. L’edizione in lingua italiana ha quasi un milione di voci, che ricevono 16 milioni di visite ogni giorno, ma questa norma potrebbe oscurarle per sempre.
L’Enciclopedia è patrimonio di tutti. Non lasciamo che scompaia.

A rendere il tutto ancora più grave (e per certi versi grottesco) è una recente sentenza dei Giudici della Corte di Cassazione secondo la quale un blog, per esistere, non deve essere registrato obbligatoriamente al Tribunale della Stampa. Insomma, un blog non è un giornale tradizionale, ma a quanto pare ai promotori della legge bavaglio questo concetto, che a noi pare così elementare, non riesce proprio ad entrare testa. Chissà perché, forse perché noi, cittadini, abbiamo a cuore la libertà di espressione e qualcun altro no? Misteri tutti italiani.

[Via | Guido Scorza] [Photo Credits | agenziami]

Potrebbe interessarti anche
Articoli Correlati
Legge-bavaglio per il Web: ci risiamo, ancora una volta

Legge-bavaglio per il Web: ci risiamo, ancora una volta

A pochi giorni dalla proposta di legge firmata dall’On. Pino Pisicchio, incredibile per un Paese normale ma vero, siamo di nuovo qui a parlare di bavaglio per Internet e di […]

Presentata una nuova proposta di “legge-bavaglio” per il Web

Presentata una nuova proposta di “legge-bavaglio” per il Web

A sei mesi dall’ultimo grido d’allarme, siamo costretti a registrare un nuovo tentativo da parte dei parlamentari italiani di introdurre una legge-bavaglio per il Web. L’On. Pino Pisicchio del Gruppo […]

Legge bavaglio, stop e rinvio in commissione

Legge bavaglio, stop e rinvio in commissione

Nella giornata di ieri, in seguito alle dimissioni della relatrice del Pd Silvia Della Monicail, il Senato ha rispedito in commissione Giustizia il ddl sul reato di diffamazione a mezzo […]

Norma “ammazza blog”, obbligo di rettifica solo per testate registrate

Norma “ammazza blog”, obbligo di rettifica solo per testate registrate

FLASH NEWS – Apprendiamo dal sito di Repubblica che la norma ammazza blog è passata ma è stata ristretta alle sole testate registrate. Avranno obbligo di rettificare entro 48 ore solo […]

Anche Wikipedia minacciata dalla norma “ammazza blog”

Anche Wikipedia minacciata dalla norma “ammazza blog”

La norma “ammazza blog” recentemente riesumata e riproposta dal Governo Berlusconi nel DDL sulle intercettazioni non smette di far paura. Lo scellerato provvedimento che equipara i blog personali alle testate registrate, […]

Lista Commenti
Aggiungi il tuo commento

Fai Login oppure Iscriviti: è gratis e bastano pochi secondi.

Nome*
E-mail**
Sito Web
* richiesto
** richiesta, ma non sarà pubblicata
Commento

  • #1Raziel

    Se non rompono i cosiddetti non sono loro purtroppo.
    Mi stanco pure di commentare sempre ste notizie perchè la sostanza è sempre la stessa: invece di fare leggi utili si ammazzano di fatica nel rompere inutilmente.

    29 Ott 2012, 7:08 pm Rispondi|Quota