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Psicosi da foto profilo WhatsApp: l’inutilità della rimozione per aumentare la sicurezza

Serve a poco l'ansia da foto profilo WhatsApp, nel tentativo di aumentare la sicurezza

Ci sono diverse testimonianze in Rete che confermano una sorta di usanza, anche nel nostro Paese, da un paio di settimane a questa parte, con la rimozione delle foto profilo WhatsApp da parte di tantissimi utenti. Andiamo con ordine, perché la storia nasce proprio a maggio 2019, con la vicenda dello spyware che evidentemente ha creato una sorta di psicosi per gli utenti sul tema sicurezza. E così, dopo aver analizzato le strade da seguire per capire se siamo stati e se siamo ancora vittime del suddetto attacco, tocca concentrarsi su un altro aspetto di questa storia.

foto profilo WhatsApp
foto profilo WhatsApp

Cosa sappiamo sulla vecchia psicosi da foto profilo WhatsApp e sull’inutilità della rimozione

Temendo che qualcuno possa entrare in possesso della foto profilo WhatsApp, creando un account terzo con altro numero e con l’immagine in questione, ci sono tantissimi utenti in Italia che stanno procedendo con la sua rimozione. Serve realmente una manovra di questo tipo? Come sostiene bufale.net, assolutamente no. Si tratta di questioni separate ed il rischio di duplicazione di un profilo WhatsApp esiste da sempre, indipendentemente dalla vicenda spyware di cui si parla da un po’ di tempo a questa parte.

Qualora si abbiano dubbi sul fatto che altri utenti possano duplicare la nostra utenza, la soluzione è alla portata di tutti, senza arrivare a rimuovere la foto profilo WhatsApp. A tal proposito, non dovrete fare altro che accedere alle impostazioni dell’app e successivamente nell’area “privacy”. Lì è possibile attivare l’opzione tramite la quale solo gli utenti che avete nella vostra lista contatti possano visualizzare l’immagine.

Insomma, occorre tenere separate le cose, senza cadere nell’ansia della rimozione della foto profilo WhatsApp. Staremo a vedere quali saranno le prossime novità in arrivo in questo frangente, per gli utenti che tengono particolarmente alla questione sicurezza con le app di messaggistica.

La paranoia legata alla visibilità della foto profilo su WhatsApp ha rappresentato un fenomeno di massa emblematico nei primi anni di diffusione della messaggistica istantanea. La scomparsa improvvisa di un’immagine o il suo repentino cambio venivano sistematicamente interpretati come segnali indubitabili di blocco, rottura di un rapporto o crisi personale. In un’epoca priva delle attuali impostazioni avanzate sulla privacy, gli utenti analizzavano compulsivamente i dettagli grafici altrui per decifrare dinamiche relazionali, alimentando ansie ingiustificate per semplici aggiornamenti tecnici o banalissimi cambi di preferenza estetica. Quella vera e propria psicosi collettiva dimostra come l’introduzione di nuovi strumenti digitali abbia inizialmente sovraccaricato di significati emotivi elementi grafici del tutto marginali.