Wikipedia atto secondo (ed ultimo)

Siamo al secondo atto di una diatriba che vede sei importanti provider britannici contrapporsi a Wikipedia, accusata, come vi abbiamo raccontato, di diffondere pedopornografia.

Dopo la controversa inclusione di Wikipedia nella black list dei siti britannici, la Internet Watch Foundation è tornata sui suoi passi. Chiamata in causa qualche giorno fa per guidicare la pagina relativa un album dalla copertina discutibile, la commissione ci ripensa, revocando i precedenti provvedimenti di censura.


La decisione alla revoca è arrivata a seguito delle comprensibili lamentele da parte della Wikimedia Foundation e degli utenti stessi che hanno considerato la censura, sopratutto nel modo in cui era stata applicata, decisamente fuori misura rispetto al presunto illecito. Il ripensamento è stato motivato da “la lontana data di produzione dell’immagine e la sua ampia disponibilità“.

A nostro parere questa è una decisione dovuta e decisamente saggia, in fondo la colpa di Wikipedia è stata solo quella di mostrare un’immagine estremamente nota e diffusa. I contributori e i fruitori britannici dell’enciclopedia libera possono nuovamente utilizzarla senza incorrere nel pericolo di redirezioni da parte del proxy.