Facearound, la prima Facebook-app di ricerca geolocale che fa scuola

Di applicazioni accessibili da mobile e dedicate, appunto, a smartphone e tablet ne esistono oramai tantissime (circa 65 miliardi, così come emerso in occasione del CES 2013) ognuna delle quali in grado di rispondere alle più svariate esigenze dell’utenza e parecchie delle quali dedicate alla sfera social ed a quella della localizzazione.

Dal perfetto connubio dell’una e dell’altra Facearound è riuscita subito a farsi notare scalando rapidamente la classifica dell’App Store di Apple e facendo immediatamente parlare di sé.

Facearound, lanciata nel 2012, è infatti un’applicazione completamente integrata in Facebook per la ricerca geolocale di locali e la condivisione di suggerimenti, caratteristiche queste che hanno anticipato addirittura di molti mesi l’analogo servizio recentemente annunciato dallo stesso colosso in blu – Nearby – e che va a configurarsi come il fiore all’occhiello dell’italiana Business Competence, la società italiana alle spalle dell’app, dal 2007 specializzata in servizi ITC e Business Strategy.

Facearound, infatti, possiede alcune caratteristiche uniche come il design estremamente accattivante ed altamente intuitivo ma sopratutto un sistema integrato di dealing e couponing (le offerte riservate agli utenti dell’app) senza intermediazioni con i leader di settore nel campo dei gruppi di acquisto, un modello questo che va nella direzione di superare i più tradizionali Groupon, Groupalia, Tripadvisor etc.

Considerando il fatto che Facebook, allo stato attuale delle cose, è il social network per eccellenza e molto probabilmente resterà tale per ancora molti anni a venire, è logico che per poter crescere ulteriormente e, di conseguenza, per poter contare su un sempre maggior numero di utenti, Facebook deve continuare ad arricchirsi di nuovi ed utili servizi, come Facearound.

Lanciare una nuova risorsa social e non un nuovo social network, come ha fatto Business Competence con Facearound, significa dunque contribuire ad accrescere la piattaforma di social networking per eccellenza, che infatti ha sempre premiato e riconosciuto il valore aggiunto apportato dalle piccole e grandi società di sviluppatori. Chi investirebbe se no in sviluppo per Facebook se si rischiasse di venire schiacciati dal gigante?

Fare quanto fatto significa anche sfruttare l’affidabilità delle recensioni scritte dagli stessi utenti, che si conoscono tra loro e che possono anche essere contattati dagli esercenti che hanno ricevuto recensioni.

In questo modo è quindi possibile ridurre il numero di recensioni false e il boicottaggio competitivo.

I commercianti in cerca di visibilità online hanno dunque, per la prima volta, a loro disposizione una piattaforma tanto dinamica quanto, al contempo, libera all’interno della quale è possibile accedere quando lo si desidera, pubblicare nuove offerte o, ancora, modificare quelle già presenti, il tutto agendo direttamente in tempo reale.

A quanto pare, come dimostra il caso di Facearound, oggi l’Italia non ha niente da invidiare alle grandi corporation per tutto ciò che è social e mobile.