La polizia giapponese chiede il blocco di Tor

Mentre in Italia si discute di Twitter, la sua importanza nello scenario politico nazionale e la voglia di oscurarlo da parte di qualche giornalista notoriamente sopra le righe, in Giappone si parla in maniera decisamente più seria di Tor. Il celebre servizio di navigazione anonima è al centro delle polemiche per alcuni fatti di cronaca recenti e la National Police Agency giapponese (la FBI locale) vorrebbe chiedere agli ISP di bloccarlo per tutti gli utenti che ne fanno un uso “sospetto”, ossia particolarmente intenso.


Tutto è nato quando, lo scorso anno, la polizia nipponica è stata protagonista di una caccia all’hacker cattivo che ha dimostrato tutta la sua impreparazione in campo tecnologico. Un certo Demon Killer, infatti, ha messo in apprensione tutto il Paese pubblicando una serie di minacce e allarmi bomba su forum pubblici, il tutto utilizzando dei PC infetti guidati da remoto e un sistema di navigazione anonima (Tor, per l’appunto).

Dopo l’arresto di quattro persone poi rivelatesi innocenti, la NPA è riuscita a catturare il vero autore dei messaggi (il trentenne Yusuke Katayama) ma questo non ha placato le polemiche sull’inadeguatezza delle forze dell’ordine nell’affrontare il cyber-crime. O per meglio dire, ha costretto la polizia nipponica ad ammettere l’impossibilità di combattere alcune tipologie di crimini informatici e richiedere, per questo, l’oscuramento di Tor.

Il comunicato della polizia riportato da Mainichi parla chiaro in questo senso: “Un gruppo di esperti della NPA, che è alla ricerca di misure per combattere i reati che abusano del sistema Tor, ha redatto una relazione in data 18 aprile affermando che il blocco delle comunicazioni online a discrezione degli amministratori dei siti sarà efficace nel prevenire tali crimini. Sulla base di tale raccomandazione, la NPA esorterà gli Internet provider e altri enti a compiere sforzi volontari in tal senso.”

È difficile commentare notizie del genere in poche righe, sarebbe sicuramente troppo facile fare gli indignati e addossare tutte le colpe all’incompetenza delle autorità del sol levante ma è innegabile, come dice Matteo Flora bloccare Tor per prevenire i crimini online sarebbe un po’ come bandire la vendita dei coltelli da cucina come deterrente agli omicidi all’arma bianca. Non è questa la strada giusta da seguire.

[Photo Credits | Thomas Haugen]