WhatsApp, stop alla raccolta dei dati

Alla fine di agosto dell’anno corrente, il team di WhatsAp ha annunciato la modifica della policy sulla privacy andando ad innescare grandi polemiche non solo tra gli utenti ma anche tra le autorità competenti in vari paesi.

A questo proposito, il garante italiano ha avviato un’istruttoria mentre il gruppo formato dai garanti europei ha chiesto a Facebook di interrompere la raccolta dei dati in attesa che le indagini si concludendo.

Per chi non ne fosse a conoscenza ricordiamo che quando WhatsApp è stata acquisita da Facebook nel 2014, il co-fondatore Jan Koum aveva promesso che nessun dato degli utenti sarebbe stato condiviso con il social network di Mark Zuckerberg. Come già accennato, sul finire di agosto la situazione è però cambiata, Jan Koum è venuto meno alla promessa fatta e all’avvio dell’applicazione è comparso un avviso che, in modo poco chiaro, illustra la novità.

In soldoni, se l’utente accetta la nuova policy sulla privacy, WhatsApp passerà a Facebook diverse informazioni personali (tra cui numero di telefono, nome, stato online e altro ancora) co l’obiettivo – dichiarato – di migliorare le esperienze con le inserzioni e i sistemi anti-spam.

Nella lettera indirizzata a Jan Koum viene chiesto a WhatsApp di comunicare le esatte informazioni raccolte, la fonte dei dati, l’elenco dei destinatari e gli effetti della condivisione sugli utenti stessi e su terze persone. Per evitare che l’elaborazione di questi dati venga effettuata senza rispettare la legislazione europea, Article 29 Working Party (WP29), il gruppo formato dai rappresentanti delle authority per la protezione dei dati personali di 28 paesi europei, ha chiesto a WhatsApp di non procedere alla condivisione dei dati fino al termine dell’indagine.

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