Big Data e politica, quando i candidati diventano social

I Big Data, vale a dire quella mole di informazioni tratta da Internet che a detta dei più potrebbe via via andare a sostituire i ben “classici” sondaggi, sono ormai diventati un punto di riferimento imprescindibile per conoscere in maniera più o meno precisa l’opzione pubblica in rete.

Facebook, Twitter, Instagram, i blog tematici, le lettere inviate ai giornali, i Big Data sono insomma tutto ciò che viene postato in rete su base quotidiana, sono dunque gli internauti stessi. Evidente dimostrazione di tutto ciò è lo studio sui principali canditi a sindaco per le elezioni amministrative a Roma che si terranno il prossimo 5 giugno 2016.

A condurre lo studio è stata la società privata I Say Data, il periodo di riferimento è quello che va dal 15 al 20 maggio dell’anno corrente. I dati analizzati sono 56.500, solo sui cinque principali sfidanti, prendendo in considerazione Facebook, Twitter, Instagram, YouTube, Notizie online, quotidiani, periodici, blog, forum, televisione/radio, altro.

In testa la Raggi (13.600 menzioni), poi Fassina (12.100 menzioni), Marchini (10.900 menzioni) e eseguire Meloni (10.200 menzioni). Ultimo Giachetti (con 9.770 menzioni). La competizione è quasi tutta su Twitter, dove Raggi e Fassina dominano. La più “social” è ancora la Meloni, che pubblica in media 9,07 post e 5 tweet al giorno. Chi dedica più tempo ad interagire con i suoi followers è invece Giachetti, con 7,7 risposte al giorno.

Lo studio ha inoltre provveduto a valutare il “sentiment” legato ai candidati ovvero il mondo in cui questi vengono citati (in positivo, in negativo o in maniera neutra). Quello che divide di più è Marchini che ha anche la percentuale più alta di commenti positivi (25,6%). Il più negativo è Fassina con 29,4.

Per quanto concerne invece l’incremento di fan o followers, su Facebook l’aumento più consistente nel periodo dato in termini percentuali è per Giachetti (+18,69%). Su twitter per la Raggi (+9,55%).