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L’era del Cloud Computing, a che punto siamo?

 
Fulvio Minichini
20 Ottobre 2009
5 commenti

cloud-computing

Una delle innovazioni principali dei nostri tempi è il cloud computing. Molti non sanno minimamente di cosa si stia parlando e pure ogni giorno ne utilizziamo i servizi e contribuiamo alla sua crescita.

La cloud, o nuvola, è composta dall’insieme di WebApp messe a nostra disposizione dalle varie compagnie web. Gmail, Zoho, Yahoo Answer, Greader, Facebook, etc. Tutti questi servizi sono indipendenti fra loro e possono funzionare stand-alone, allo stesso tempo però possono essere integrati attraverso l’utilizzo di varie tecnologie, una su tutte le API.

E così da Greader sarete in grado di inviare un articolo sfruttando il servizio di posta GMail, oppure di postare un link su Friendfeed che provvederà a feeddare il vostro stream di Facebook piuttosto che Twitter.

Il successo principale del cloud computing è dovuto alla sua scalabilità. Anziché allocare un determinato numero di risorse per ogni accesso, grazie al cloud computing è possibile rendere il consumo di risorse on-demand, con grande risparmio per le aziende e soprattutto con un’ottimizzazione delle risorse che rende possibile l’esecuzione di applicativi complessi senza appesantire la rete.


Secondo una ricerca della Zeus Technology la tendenza ad adottare la tecnologia cloud è sempre più diffusa fra le aziende, ma ancora soffre di alcuni colli di bottiglia. Se da un lato il cloud computing permette una maggiore saclabilità con relativo risparmio per le aziende, dall’altro pone dei problemi di gestione che frenano la sua diffusione.

Secondo il sondaggio fatto dalla Zeus Technology, gli imprenditori sono entusiasti di questo nuovo sistema, ma oltre la metà degli intervistati si ritiene preoccupata per due principali questioni. Una è il controllo dei costi, tipico problema dei consumi on-demand e l’altro, probabilmente il principale è il vendor lock-in, ovvero il patto insolubile che si crea fra un’azienda e il suo fornitore di servizi cloud.

La Zeud Technology promette di porre rimedio a questo problema grazie al suo applicativo, Zeus Traffic Manager 6.0. Un gestore di traffico in grado di interfacciarsi con qualunque piattaforma di cloud computing in tempo reale, fornendo agli imprenditori la capacità di controllo sul traffico generato, un’efficiente scalabilità ed aggirando il problema del vendor lock-in, dal momento che separa la gestione del traffico da coloro che lo forniscono.

Come sempre l’innovazione tecnologica deve fare i conti con il mercato ed adattarsi alle sue regole. Il web ha spesso incontrato questo problema essendo troppe volte in disaccordo con le più affermate dinamiche del mondo business. Soluzioni come queste aiutano a superare il GAP fra vecchia economia e New Economy, contribuendo alla creazione di regole ibride, adattabli e comprensibili sia per vecchi protagonisti, detentori del capitale, che per i nuovi, detentori delle idee.

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Commento

  • #1Lele

    Il Cloud Computing per il VCE (VmWare, EMC e Cisco): http://www.vceportal.comhttp://www.emc.com

    20 Ott 2009, 4:26 pm Rispondi|Quota
  • #2Alessandro

    fino a che non sistemano il problema della business continuity e di banda internet , te lo do io il cloud computing

    20 Ott 2009, 4:42 pm Rispondi|Quota
  • #3Luca

    Penso che nemmeno tu sai cosa sia il Cloud Computing. 🙁

    20 Ott 2009, 8:05 pm Rispondi|Quota
  • #4Alessandro

    @Luca
    sgrunt! ma fammi il favore va! solita frase fatta senza argomentazione. Ora dimmi tu che cos’ho sbagliato! Allora AT&T l’atra settimana ha perso una miriade di dati personali, basati su servizi cloud, per colpa di un banale backup dati non eseguito (a detta di loro) a seguito di un aggiornamento. Ti pare poco questa notizia?
    Gente che paga per avere il servizio e poi i dati personali, puff, spariti per colpa di una dimenticanza…

    Si banda larga! C’è gente che gira ancora con il 56k perchè o non arriva l’adsl o non ha soldini per permettersi una chiavetta internet (che sinceramente odio perchè espone i pc a rischi elevati, avere un ip pubblico direttamente sul proprio pc vuol dire farsi male). Credi che con 56k riesci a fare quello che vuoi??

    Aspetto una tua risposta Luca!

    21 Ott 2009, 10:23 am Rispondi|Quota
  • #5Luca

    >Oksgrunt! ma fammi il favore va! solita frase fatta senza argomentazione. Ora dimmi tu che cos’ho sbagliato!
    1) Non hai ben definito il cloud computing. Il cloud computing non e’ solo Gmail, Facebook Zoho o Yahoo Answer. E’ qualcosa di piu’, un qualcosa che puo’ essere implementato a livello di applicazione (OK le applicazioni inserite, peccato che manca Skype o applicativi non solo web) ma anche come piattaforma(PaaS) o infrastruttura(IaaS).

    Non mi dilungo, c’e’ gia’ molto scritto in giro, su Wikipedia trovi molto. Piu’ in dettaglio in inglese http://en.wikipedia.org/wiki/Cloud_computing oppure in italiano http://it.wikipedia.org/wiki/Cloud_computing

    2) Per quanto riguarda il fattore di “successo principale” del cloud computing non direi che e’ la scalabilita’ (dove sembra il fattore principale essendo ben evidenziato in grassetto). Menzionerei in grassetto anche COSTI, OTTIMIZZAZIONE DELLE RISORSE HARDWARE E SOFTWARE, FLESSIBILITA’ e altro (vedi i Key Characteristics della versione inglese di Wikipedia).

    3) Mancano i “numeri” della ricerca (un trend al 30% e’ ben differente rispetto ad un 70%) ed un link diretto alla stessa.

    4) Non menzioni se la ricerca e’ basata sul mercato USA (come al solito), EMEA o su quello Italiano

    5) “interfacciarsi con qualunque piattaforma di cloud computing in tempo reale”. Ehmmm, dubito… forse la maggior parte delle applicazioni di cloud computing, mi sembra abbastanza pretenzioso. In un prodotto simile, sempre della Zeus, vedo solo il supporto di alcune piattaforme di cloud computing.

    6) “Come sempre l’innovazione tecnologica deve fare i conti con il mercato ed adattarsi alle sue regole”, mi sembra che Skype, Facebook, Google, Amazon(sia Amazon.com che AWS), Wikipedia, Digg, Mint.com e tanti altri non si sono adattati, ma hanno creato un nuovo modo di “generare flussi di denaro, business models e regole di mercato”.

    7) Piu’ che un articolo sul cloud computing mi sembra un gran bella pubblicita’ alla Zeus Technology e al suo Zeus Traffic Manager.

    8) Il prodotto si interfaccia solo con alcune tecnologie e comunque e’ piu’ o meno un “proxy avanzato” tra te e il servizio di coud computing applicativo.

    >Allora AT&T l’atra settimana ha perso una miriade di dati personali, basati su servizi cloud, per colpa
    >di un banale backup dati non eseguito (a detta di loro) a seguito di un aggiornamento. Ti pare poco questa notizia?
    Wow, l’altro giorno ho perso il backup della mia cloud installata sul portatile. Ho capito, e’ colpa del cloud computing !?!?
    A parte gli scherzi. Per prima cosa, il perdere quei dati per un “banale” backup prima di un upgrade (anche
    se possibile) mi sembra una grossa fesseria. Solitamente quando fai una migrazione di dati (pochi o tanti) si effettua
    sempre un backup (E SI CONTROLLA CHE FUNZIONI!). Secondo, il cloud computing e’ semplicemente un mezzo da utilizzare. Che sia infrastruttura,
    applicazione o servizio. Non vediamola come una “cosa” che risolve tutti i problemi. I backup non sono il cloud computing, MA possono
    essere fatti su una infrastruttura di cloud computing. C’e’ una grossa differenza!!!

    >Gente che paga per avere il servizio e poi i dati personali, puff, spariti per colpa di una dimenticanza…
    Puff… capita anche che aziende serie forniscono un servizio di backup software online e da un giorno all’altro sospendono
    il servizio. Non e’ certo colpa del cloud computing ma di politiche aziendali, di backup e/o progettazione.

    >Si banda larga! C’è gente che gira ancora con il 56k perchè o non arriva l’adsl o non ha soldini
    >per permettersi una chiavetta internet (che sinceramente odio perchè espone i pc a rischi elevati, avere
    >un ip pubblico direttamente sul proprio pc vuol dire farsi male).
    Se ci si fa male vuol dire non aver un firewall o comunque aver disabilitato il firewall di default del sistema operativo(se non ricordo
    male Win, OSX e Linux dovrebbero averlo installato di default).

    E comunque avere una chiavetta USB per poter lavorare quando e dove ci pare non mi sembra una cattiva idea.

    >Credi che con 56k riesci a fare quello che vuoi??
    Sicuramente non guardarsi siti come facebook, youtube, google maps, ma (quello che faccio) gestirmi un sito con quasi un milione di pageview. SI.

    >Aspetto una tua risposta Luca!
    Detto fatto. Ora vado fare pappa. Ciao!

    21 Ott 2009, 8:54 pm Rispondi|Quota