
Forse un po’ meno rispetto ai sistemi di casa Microsoft, ma anche Ubuntu Linux necessita, di tanto in tanto, di una bella “pulizia generale“. Quindi, al bando le ciance, e vediamo subito insieme come fare, sfruttando svariati strumenti disponibili gratuitamente (come ovvio).
Da pacchetti “orfani” a file “doppioni“, passando per GRUB e tante altre procedure, con questi 8 modi per mantenere pulito il sistema potrete dormire sonni più che tranquilli:
Analizzare lo spazio utilizzato su HD

Il primo passo da compiere per mantenere pulita la propria copia di Ubuntu Linux, è quello di controllare in che modo è stato utilizzato lo spazio disponibile sui propri hard disk. Recandosi nel menu Applicazioni > Accessori > Analizzatore di utilizzo del disco è possibile accedere ad uno strumento integrato di default nella distro, che permette proprio di fare ciò.
Una volta analizzata la situazione, è possibile quindi procedere (manualmente) alla cancellazione di file inutili e/o obsoleti.
Cancellare i file doppioni

Nella stessa ottica dell’operazione appena descritta (ossia, cancellare i file inutili ed i collegamenti simbolici corrotti dal disco fisso), è possibile utilizzare l’ottima applicazione FSlint, che svolge tutto il lavoro di ricerca in automatico, per poi consentire all’utente di cancellare i cosiddetti file “doppioni“. Per installare il programma (poi rintracciabile nel menu Applicazioni > Strumenti di Sistema), basta dare nel Terminale il comando sudo apt-get install fslint.
Rimuovere pacchetti inutili

Quando si installano/disinstallano numerose applicazioni, è molto probabile che il sistema sia pieno zeppo di file relativi alle dipendenze ormai obsoleti. Ecco qualche comando utile (da dare dal Terminale) per rimuoverli:
- Per pulire la cache dei programmi disinstallati: sudo apt-get autoclean
- Per pulire la cache del gestore dei pacchetti: sudo apt-get clean
- Per eliminare i file relativi alle dipendenze ormai obsoleti: sudo apt-get autoremove
Eliminare i pacchetti di configurazione residua

Quando si aggiornano i programmi installati sul sistema, spesso rimangono in quest’ultimo dei pacchetti di configurazione residua, che, come facilmente immaginabile, non servono a niente. Per eliminarli, occorre recarsi nel Gestore di pacchetti Synaptic, cliccare sul pulsante Stato, poi sulla voce Non installato (configurazione residua) e rimuoverli manualmente (selezionandoli uno ad uno, o insieme, per la rimozione).
Rimuovere i pacchetti orfani

Un’altra delle mosse principali per mantenere pulita la propria copia di Ubuntu Linux, è rimuovere i cosiddetti “pacchetti orfani“, ovvero quelli che risultano inutili dopo la disinstallazione di una determinata applicazione. Per fare ciò, occorre installare il programma GtkOrphan, dando da terminale il comando sudo apt-get install gtkorphan (il software risulterà poi accessibile dal menu Sistema > Amministrazione > Rimuovi pacchetti orfani).
Controllare gli elementi installati

Il programma Debfoster (installabile dando il comando sudo apt-get install debfoster da Terminale) traccia tutti gli elementi installati/disinstallati, consentendo all’utente di non lasciare pacchetti orfani nel sistema. Per utilizzarlo occorre:
- Creare il file iniziale (dove conservare le informazioni): sudo debfoster -q
- Forzare il sistema ad utilizzarlo: sudo debfoster -f
- Controllare se ci sono pacchetti orfani: sudo debfoster
Rimuovere file relativi alle lingue

Dando il comando sudo apt-get install localepurge da Terminale, è possibile rimuovere i file inutili relativi alle altre lingue, nelle quali è disponibile Ubuntu.
Pulire il menu di GRUB

Ultimo accorgimento che vi segnaliamo oggi, è quello relativo alla “pulizia” del menu del boot manager GRUB. Per farlo, è possibile sfruttare l’ottimo programma Startup Manager, installabile dando da Terminale il comando sudo apt-get install startupmanager, e poi accessibile dal menu Sistema > Amministrazione.
Via | MakeTechEasier





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