WebCacheImageInfo, ottenere info sulle immagini nella cache dei browser

WebCacheImageInfo, ottenere info sulle immagini nella cache dei browser

WebCacheImageInfo, ottenere info sulle immagini nella cache dei browser

A seconda di quanto si è attivi online la cache del browser, progettata per permettere di aprire successivamente in maniera più veloce ciò che viene visualizzato in rete, tende a riempirsi più o meno rapidamente.

La cache va dunque ad occupare spazio utile disponibile sull’hard disk e consente di ottenere info in merito alla navigazione online.

Tenendo conto di ciò alcuni tra voi lettori di Geekissimo potranno senz’altro trovare interessante uno strumento quale WebCacheImageInfo.

Si tratta di un software, totalmente gratuito, utilizzabile su tutti i sistemi operativi Windows (sia a 32-bit sia a 64-bit) e di natura portatile (per potersene servire non è necessario effettuare alcuna installazione) che, una volta in uso, va ad analizzare i dati della cache dei browser web installati sul computer e consente di visualizzare i dettagli di eventuali immagini JPEG che contengono metadati interessanti.

L'iPhone nuoce alla salute dei volatili

L’iPhone nuoce alla salute dei volatili

L'iPhone nuoce alla salute dei volatili

Un nuovo anno è appena cominciato e, a quanto pare, anche tutta una serie di nuove polemiche hanno iniziato a circolare online, e non solo.

Nel corso delle ultime ore, infatti, sono finiti nell’occhio del ciclone l’iPhone, l’App Store e… i volatili (canarini, corvi, acquile e pennuti di qualsivoglia specie!) per la cui sussistenza, a detta di alcuni, il tanto chiacchierato melafonino e le app per il birdwatching risulterebbero dannosi.

Google Glass, indiscrezioni su prezzo e data di uscita

Google Glass, indiscrezioni su prezzo e data di uscita

Google Glass, indiscrezioni su prezzo e data di uscita

Robert Scoble non ha dubbi, o quasi: i Google Glass, gli occhiali per la realtà aumentata del colosso delle ricerche in rete, saranno un insuccesso e tra le motivazioni che hanno portato l’esperto di tecnologia a far questa considerazione vi è in primis la questione prezzo, ritenuto, quello stimato, troppo elevato per i più.

A tal proposito, a distanza di qualche ora dalle dichiarazioni di Scoble spuntano in rete alcune e forse concrete indiscrezioni in merito alla data di uscita dei Google Glass ed al loro prezzo una volta immessi sul mercato.

CES 2014, YouTube presenterà il codec VP9 per lo streaming dei video 4K

CES 2014, YouTube presenterà il codec VP9 per lo streaming dei video 4K

CES 2014, YouTube presenterà il codec VP9 per lo streaming dei video 4K

Tra le varie novità che saranno presentate in occasione del CES 2014 che si terrà a Las Vegas nei prossimi giorni ce ne sarà anche una particolarmente interessante relativa a YouTube.

Stando a quanto reso noto nel corso delle ultime ore il team alle spalle del celebre servizio di video sharing mostrerà, proprio in occasione della tanto attesa fiera tecnologica di inizio anno, le potenzialità del codec VP9 per quanto concerne lo streaming dei filmati 4K fornendone quindi una prima dimostrazione.

Il codec VP9 è un nuovo standard che durante i prossimi anni andrà ad imporsi sul mercato rendendo obsoleto il Full HD oggi ampiamente utilizzato ed apprezzato. Il VP9 è inoltre il successore del codec VP8 lanciato da Google nel 2010 nel tentativo di diffondere un’alternativa royalty free a soluzioni come H.264.

I Google Glass non avranno successo, Robert Scoble spiega perché

I Google Glass non avranno successo, Robert Scoble spiega perché

I Google Glass non avranno successo, Robert Scoble spiega perché

Secondo Robert Scoble, esperto di tecnologia nonché uno tra i primi ad aver avuto l’onore di indossare gli occhiali per la realtà aumentata di big G, i Google Glass non otterranno il successo auspicato dal colosso di Mountain View, almeno non quando durante il corso del nuovo anno appena cominciato saranno introdotti sul mercato.

A motivare quanto affermato da Scoble vi sono tutta una serie di ostacoli che l’ambizioso progetto dovrà affrontare, in primis il prezzo di vendita, considerato troppo elevato, e le alte aspettative dei consumatori.

Snapchat: rubati 4,6 milioni di username e numeri telefonici

Snapchat: rubati 4,6 milioni di username e numeri telefonici

Snapchat: rubati 4,6 milioni di username e numeri telefonici

Poco prima che il 2013 volgesse al termine il gruppo di hacker “etici” Gibson Security ha pubblicato un report testimoniante la non totale sicurezza di Snapchat in fatto di privacy degli utenti.

Nel corso delle ultime ore i “sospetti” di Gibson Security si sono però trasformati in realtà trovando riscontro in un attacco hacker tanto preoccupante quanto degno di nota. I numeri di telefono ed i nomi di oltre 4,6 milioni di utenti Snapchat del Nord America sono stati pubblicati online.

Su SnapchatDB, un sito web non ufficiale gestito da un team di hacker anonimi, è stato infatti concesso l’accesso per parecchie ore a due file contenti dettagli sugli utenti che utilizzano la celebre app di instant messagging.

iPhone, venduto un prototipo del primissimo modello a 1.500$ su eBay

iPhone, venduto un prototipo del primissimo modello a 1.500$ su eBay

iPhone, venduto un prototipo del primissimo modello a 1.500$ su eBay

Questo 2013 si conclude in maniera decisamente molto fortunata ed anche sufficientemente dispendiosa per l’utente di eBay che proprio nel corso delle ultime ore è riuscito ad aggiudicarsi un prototipo funzionante del primissimo modello di iPhone sborsando all’asta la cifra non esattamente misera di 1.500 dollari.

Pubblicato sulla sezione australiana di eBay dall’utente identificato con il nickname “applefancollector” il dispositivo vede precaricata una versione di test di un decisamente primordiale sistema operativo di Apple specifico per device mobile avente le fattezze di un tool di diagnostica mediante cui monitorare lo stato del Wi-Fi e della connettività in generale unitamente al display, alla batteria e ai sensori touchscreen non permettendo però né di effettuare telefonate né di navigare online. Sulla superficie posteriore del dispositivo sono invece presenti i valori raggiunti su tutte le frequenze GSM compatibili per il Bluetooth unitamente alla dicitura “Ver 1.1.1″.

Amazon, per i Kindle Fire è stato un Natale incredibile

Amazon, per i Kindle Fire è stato un Natale incredibile

Amazon, per i Kindle Fire è stato un Natale incredibile

Le festività natalizie sono da sempre, o quasi, sinonimo di incremento delle vendite dei device tech. Tenendo conto di ciò ci sarebbe dunque ben poco da stupirsi del gran successo riscosso dai dispositivi Amazon per il Natale appena trascorso ma considerando l’incredibile picco di attivazioni che sono state registrate i dati emersi online nel corso delle ultime ore lasciano comunque di stucco.

Stando a quanto riportato dalla società di analisi Flurry durante quoto periodo i tablet della gamma Kindle Fire sono infatti stati attivati ben 24 volte in più rispetto ad una tipica giornata di dicembre. Trattasi dunque di una cifra decisamente molto più alta rispetto a quello raggiunta dai dispositivi rivali, in primis di Apple, Samsung ed Acer.

Nokia ha rimosso l'app HERE Maps da App Store

Nokia ha rimosso l’app HERE Maps da App Store

Nokia ha rimosso l'app HERE Maps da App Store

Circa un anno fa, quando sul fronte iOS si discuteva a più riprese delle problematiche e delle imprecisioni legate al rinnovato servizio mappe di Cupertino, Nokia aveva annunciato la versione per device Apple di HERE Maps.

Nonostante le numerose promesse fatte di rilasciare aggiornamenti frequenti per la sua app e di far fronte ai numerosi bug in essa presenti Nokia, però, non ha mai rilasciato update. Il dato in questione unito alla recente disponibilità di iOS 7 ha portato l’app dedicata al neo servizio di mappe lanciato dalla finlandese alla rimozione da App Store. Da pochi giorni, infatti, HERE Maps non è più presente sul marketplace specifico per device mobile Apple.

Nel suo comunicato Nokia indica che alla base della scelta fatta di rimuovere HERE Maps da App Store vi sono stati, appunto, i cambiamenti applicati alla piattaforma mobile di Apple con l’introduzione di iOS 7 che hanno portato l’app ad essere incompatibile con il sistema.

Snapchat, privacy degli utenti a rischio hacker

Snapchat, privacy degli utenti a rischio hacker

Snapchat, l’app per smartphone con la quale è possibile inviare messaggi a tempo e che nel corso degli ultimi tempi sta riscuotendo gran successo al punto tale da aver attirato anche l’attenzione del buon Zuck (e non solo), ha cominciato a destare qualche preoccupazione in fatto di privacy e sicurezza. Già da qualche tempo, infatti, circolano in rete diverse voci in merito all’esistenza di una vulnerabilità che permetterebbe ad eventuali malintenzionati di recuperare facilmente informazioni sui contatti presenti all’interno del device sui quali l’app è in uso.

Tali voci hanno ora trovato conferma in un report recentemente pubblicato da Gibson Security, un gruppo di cosiddetti “hacker etici”, secondo cui, appunto, Snapchat sarebbe tutt’altro che un’app sicura e che qualora lo volesse un hacker potrebbe riuscire ad individuare, mediante la funzione Trova amici, ben 10.000 contatti in soli 7 minuti racimolando addirittura altri 5.000 numeri in un solo minuto aggiuntivo.

Add2Run, lanciare qualsiasi applicazione dal comando Esegui di Windows

Add2Run, lanciare qualsiasi applicazione dal comando Esegui di Windows

Add2Run, lanciare qualsiasi applicazione dal comando Esegui di Windows

Il run dialog di Windows, altrimenti conosciuto anche molto più semplicemente come comando Esegui, permette, appunto, di eseguire comandi ed applicazioni di sistema in maniera estremamente semplice e rapida.

Chi, tra voi lettori di Geekissimo, ha l’abitudine di utilizzare di frequente il run dialog quest’oggi sarà sicuramente felice di poter fare la conoscenza di un tool quale Add2Run.

Si tratta di un software totalmente gratuito, di natura portatile (per poter essere impiegato non è quindi necessario effettuare alcuna installazione!) ed utilizzabile su tutti i sistemi operativi Windows (sia quelli a 32-bit sia quelli a 64-bit) che, una volta in uso, va a potenziare ulteriormente il run dialog aggiungendo qualsiasi applicazione a quelle eseguibili semplicemente scrivendone il nome nella finestra del comando Esegui.

Evokeys: creare hotkey per lanciare programmi, file, cartelle ed utility

EvoKeys: creare hotkey per lanciare programmi, file, cartelle ed utility

EvoKeys: creare hotkey per lanciare programmi, file, cartelle ed utility

Chi predilige l’utilizzo della tastiera a quello del mouse e chi ha l’abitudine di sfruttare le varie hotkey di default di Windows unitamente a quelle disponibili per i singoli programmi in uso sarà sicuramente ben felice di poter fare la conoscenza di EvoKeys.

Si tratta di un software totalmente gratuito ed utilizzabile senza alcun tipo di problema su tutti i sistemi operativi Windows (sia quelli a 32-bit sia quelli a 64-bit) che consente di lanciare qualsiasi programma, file, cartella o utility di sistema mediante l’utilizzo di combinazioni di tasti di scelta rapida personalizzate.

Con EvoKeys, quindi, ciascun utente ha la possibilità di creare combinazioni i tasti di scelta rapida a piacere per aprire uno o più elementi e per poter effettuare svariate altre operazioni tra cui anche lo spegnimento, il riavvio, l’ibernazione e la messa in standby del computer. Il software consente inoltre di disconnettersi e di passare ad un altro utente.

Mercato computer, il 2013 è stato l'anno dei Chromebook

Mercato computer, il 2013 è stato l’anno dei Chromebook

Mercato computer, il 2013 è stato l'anno dei Chromebook

Pur essendo il settore PC in crisi a quanto pare le vendite dei Chrombook, i laptop basati sul sistema operativo Chrome OS, sembrano procedere bene e potrebbero essere in rialzo nel corso dei prossimi mesi.

Stando infatti all’ultimo report di NPD durante questo 2013 oramai prossimo alla fine i Chromebook hanno rappresentato circa il 21% delle vendite dei notebook commercializzati nei primi undici mesi dell’anno raggiungendo una percentuale complessiva nel mercato dei computer e dei tablet pari a circa il 9,6%. Trattasi di cifre che risultano decisamente ben superiori a quelle dello scorso 2012 per il quale, appunto, la percentuale di diffusione dei dispositivi con Chrome OS era risultata inferiore all’1%.