Che la rete cinese venga puntualmente monitorata e censurata dalle autorità competenti non è certo un mistero. Ma ovviamente da qualche settimana le maglie della censura sono ancora più strette, dato il grande impatto mediatico che sta avendo la protesta in Tibet. Tutto questo però non sorprende certamente Rob Deiber, diretto del Citizien Lab di Toronto, centro di ricerca sul monitoraggio della censura online.
“I siti sull’indipendenza tibetana sono sempre stati oscurati in Cina”, dice Deibert. E sopratutto in momenti come questo, è più facile per il governo cinese bloccare l’accesso a determinati siti, in quanto i loro filtri sono installati direttamente sulle dorsali di internet, negli internet service provider e negli internet caffè, il che oltre a essere tecnicamente efficace produce un clima di autocensura.”