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SOPA: la legge ammazza-Internet made in USA si blocca, ma Wikipedia annuncia l’oscuramento di protesta

 
Andrea Guida (@naqern)
17 Gennaio 2012
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In tutto il mondo si sta facendo ancora un gran parlare del SOPA (Stop Online Piracy Act), la controversa legge in discussione presso la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti che potrebbe conferire alle autorità americane il potere di oscurare i siti ritenuti responsabili di pirateria audiovisiva. La norma è stata aspramente criticata da cittadini, organizzazioni e grandi nomi della Rete, come Google e Facebook, ma il suo percorso di approvazione non sembra averne risentito. Almeno fino a ieri, quando c’è stato il colpo di scena che in molti aspettavano.

In seguito a un comunicato ufficiale della Casa Bianca con il quale l’amministrazione Obama ha annunciato il suo no preventivo a “leggi che riducono la libertà di espressione, aumentano i rischi relativi alla cyber-sicurezza o minano il dinamismo e l’innovazione di Internet a livello mondiale“, uno dei principali promotori del SOPA, il Repubblicano Eric Cantor, ha fatto sapere di voler bloccare la discussione sul disegno di legge fin quando non si raggiungerà un consenso più ampio sulle norme da adottare. Ma non è tutto bene quel che finisce bene.


Come sottolineato da molte delle voci che in queste settimane si stanno opponendo all’approvazione del SOPA, questo fermo momentaneo potrebbe essere solo un escamotage studiato per prendere tempo e tornare all’attacco quando le acque si saranno calmate. Inoltre, non bisogna dimenticare che se alla Camera dei Rappresentanti il SOPA si sta fermando – o quantomeno annacquando – al Senato è ancora in fase di approvazione il Protect IP Act, un’altra versione dello Stop Online Piracy Act che oltre all’oscuramento dei siti pirati a mezzo DNS imporrebbe ai motori di ricerca e ai servizi di pubblicità online di rimuovere qualsiasi riferimento ai siti incriminati.

Alla luce di uno scenario ancora molto controverso come questo, il popolare sito di social news Reddit ha lanciato un’iniziativa a tutela della libertà in Rete che domani (18 gennaio) lo vedrà fermarsi per 12 ore. Qualche ora fa, anche Wikipedia ha annunciato che parteciperà al “blackout” oscurando la versione inglese del suo sito dalle 5 alle 17.00 di venerdì mercoledì prossimo (non sappiamo se la cosa riguarderà anche altre versioni dell’Enciclopedia, ma crediamo di sì) e non è escluso che altri grandi nomi della Rete possano fare la stessa cosa. Citofonare Google, Facebook e Twitter per conoscere i prossimi programmi.

[Via | Examiner] [Photo Credits | justgrimes]

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