Diventa fondamentale in questo particolare momento storico prestare molta attenzione a determinati messaggi su WhatsApp, con un chiaro riferimento a quelli che arrivano da mittenti il cui numero è caratterizzato dal prefisso 855. Situazione da monitorare, anche perché i suddetti messaggi a quanto pare possono essere caratterizzati da contenuti differenti. Proviamo a scendere ulteriormente in dettagli, ben sapendo che già in passato alcune catene con mittenti dal prefisso straniero hanno generato non poche insidie per il pubblico, stando anche ad alcuni report che abbiamo avuto modo di portare alla vostra attenzione.

Bisogna cancellare i messaggi WhatsApp con prefisso 855: analizziamo le ultime segnalazioni
Per quale motivo invito tutti i nostri lettori a cancellare i messaggi WhatsApp con prefisso 855? Le ultime segnalazioni sotto questo punto di vista ci dicono chiaramente che si alternino messaggi di natura differente da questa utenza. Da un lato, infatti, abbiamo chi parla di testi incentrati sul classico “ciao mamma“. Si tratta di una truffa tramite la quale il mittente si spaccia per il figlio di una donna, annunciando che il suo telefono sia rotto e che gli occorra un pagamento immediato. Nel momento in cui avviene il trasferimento di denaro, qualora si creda a questa storia, purtroppo viene a materializzarsi il fattaccio.
La seconda variante della truffa riguarda la mancata consegna di un pacco da parte di un noto corriere, con tanto di link per reimpostare la spedizione. Possibile che all’utente venga richiesto un piccolo addebito per evitare di perdere il prodotto, ma è tutto falso, in quanto si tratta solo di un modo per ottenere i dati sensibili della propria carta di credito. Tendenza confermata anche da altre fonti in passato, a testimonianza del fatto che stiamo vivendo un’altra ondata di messaggi del genere.
Dunque, occhi aperti ai messaggi WhatsApp con prefisso 855, con le due versioni da valutare con attenzione. L’allerta sulle chiamate WhatsApp è massima nel 2026: i cybercriminali sfruttano prefissi stranieri (come +62, +234 o +91) e tecniche di vishing per sottrarre account e denaro. Una chiamata persa o un messaggio inatteso possono essere l’esca per installare malware o rubare il codice di verifica a sei cifre, necessario per il furto d’identità digitale.
Per difendersi, la Polizia Postale suggerisce di attivare la verifica in due passaggi e di non richiamare mai numeri sconosciuti. Se il contatto appare noto ma avanza richieste insolite, è fondamentale verificare l’identità tramite un altro canale. La prudenza resta l’unico firewall efficace contro le frodi.




