Nuove norme per la privacy sulle app: i big del settore mobile si accordano

Accordo nuove norme per la privacy sulle app

Tenendo conto del continuo insorgere di polemiche, specie nel corso delle ultime settimane, tra produttori e sviluppatori di applicazioni per device mobile relativamente alla trasmissione ai responsabili dei dati sensibili degli utenti ben sei delle principali aziende operanti in tal ambito hanno deciso di stabilire un apposito accordo comune in modo tale da poter fornire maggiori dettagli circa la privacy.

L’accordo coinvolge Apple, Google, Microsoft, Research in Motion, Amazon e Hewlett-Packard e, nello specifico, obbliga tutte e sei le società e coloro che sviluppano applicazioni su una delle piattaforme virtuali ad esse associate a fornire un maggior quantitativo di informazioni circa la modalità mediante cui verranno impiegati i dati dell’utente conseguenzialmente all’esecuzione del download di una data app.

Questo, in altri termini, sta quindi a significare che prima ancora di effettuare il download di una data app ciascun utente potrà conoscere anticipatamente tutti i dettagli sulla privacy ad essa relativi ed in maniera ben più accurata ed approfondita rispetto a quanto reso disponibile sino a questo momento.

Microsoft denuncia Motorola all’Antitrust europeo: non bisogna approfittare degli standard

Microsoft denuncia Motorola alla Commissione Europa

Nel corso delle ultime ore Microsoft ha annunciato di aver depositato presso la Commissione Europea una denuncia nei confronti di Motorola e Google per l’utilizzo che la ben nota azienda statunitense recentemente acquisita da big G fa delle tecnologie legate agli standard necessari alla connessione wireless ed alla produzione di video H.264.

Microsoft, utilizzando parole abbastanza forti, accusa quindi Motorola di abusare dei suoi brevetti legati a standard tecnologici non rispettando quindi gli impegni che, conseguenzialmente alla loro registrazione, quest’ultima si era dichiarata disposta ad assolvere.

Mediante un utilizzo improprio delle licenze FRAND (fair, reasonable, and non-discriminatory), inoltre, secondo Microsoft, Motorola, a lungo andare, andrà a ledere il settore dei video online uccidendolo, spazzando via tutti i possibili concorrenti di YouTube e bloccando qualsiasi device in grado di trasmettere filmati.

Ubuntu for Android, Canonical propone la soluzione per trasformare gli smartphone in computer desktop

Ubuntu for Android

Qualche tempo addietro si era iniziato a parlare della possibilità, concessa entro un paio d’anni, di utilizzare Ubuntu, il sistema operativo basato su Linux, sotto forma di piattaforma per smartphone e tablet grazie alla realizzazione ed alla successiva diffusione di un’apposita versione ad hoc.

Seppur non esattamente in questi termini i tempi di diffusione di Ubutnu per il settore mobile sembrerebbero essere stati anticipati: Canonical, la società fondata da Mark Shuttleworth, l’imprenditore che si occupa del finanziamento e dello sviluppo del progetto Ubutu, ha infatti parlato di un’interessante novità tutta dedicata ai possessori di smartphone Android di fascia alta.

Partendo dall’idea di una docking station, ovvero la piattaforma hardware su cui è possibile “appoggiare” lo smartphone e che risulta equipaggiata di appositi connettori per collegare eventuali periferiche, gli utenti avranno la possibilità di connettere al proprio device Android monitor, mouse e tastiera visualizzando quindi un desktop che risulterà estremamente familiare a tutti coloro che si servono delle versioni più recenti della distribuzione Linux Ubuntu.

Si tratta, nello specifico, di Ubuntu for Android e sarà possibile effettuarne l’installazione su un device mobile equipaggiato, appunto, di Android e ogni qual volta rileverà la presenza della docking station permetterà di visualizzare l’interfaccia Unity direttamente sul monitor collegato sfruttando un connettore HDMI.

USB Oblivion, cancellare tutte le informazioni relative ai device USB che sono stati collegati al PC

I sistemi operativi Windows, come già sapranno alcuni tra voi lettori di Geekissimo, tengono traccia di tutti i device USB che sono stati collegati a quel dato computer archiviando le informazioni di questione direttamente nel registro di sistema.

Qualora ci si ritrovi a dover condividere la postazione multimediale oggetto dell’attenzione con altri utenti ed al fine di incrementare la propria privacy o, ancora, per svariate altre ragioni, si potrebbe desiderare di rimuovere le informazioni in questione.

Per effettuare in maniera semplice e rapida tale tipo d’operazione è possibile ricorrere all’utilizzo di USB Oblivion, un software totalmente gratuito, di natura portatile (utilizzabile quindi senza dover effettuare alcuna installazione!) e perfettamente compatibile con tutti i sistemi operativi Windows (sia a 32-bit sia a 64-bit) che, una volta avviato, permette appunto di rimuovere tutte le informazioni facenti riferimento alle unità USB che sono state collegate sul computer in uso.

Page Stickies, aggiungere tanti post-it colorati alle pagine web

A tutti, almeno una volta nella vita, sarà capitato di dimenticare un evento, un’operazione da eseguire o quant’altro a causa delle innumerevoli attività nelle quali si è impegnati, giorno dopo giorno, navigando online.

Nel caso in cui quanto appena accennato vada a verificarsi in maniera occasionale di certo non si corre il rischio di andare incontro ad eventuali problemi ma qualora una situazione di questo tipo dovesse ripetersi in modo piuttosto frequente allora, in tal caso, appare necessario cercare di porvi rimedio nel miglior modo possibile.

A tal proposito, qualora venga impiegato Google Chrome come bowser web potrebbe essere un’ottima idea ricorrere all’impiego di Page Stickies.

Il fondatore di Megaupload è stato scarcerato su cauzione

Kim Schmitz, il fondatore dell’impero Megaupload meglio conosciuto come Kim Dotcom, è stato scarcerato, nel corso delle ultime ore, previo versamento di una cauzione.

Messo in carcere dopo il blitz condotto dall’FBI per l’oramai ben nota questione Megaupload e per la violazione dei diritti d’autore ad essa relativa, era stato arrestato in Nuova Zelanda circa 30 giorni addietro ed al terzo tentativo attuato dai suoi legali Schimtz è riuscito ad ottenere nuovamente la libertà.

Infatti, dopo che i beni di Schimtz sono stati posti completamente sotto sequestro, i giudici hanno ritenuto che la misura detentiva adoperata non fosse più proporzionata e, inoltre, secondo quanto disposto dalla Corte l’accusa non sarebbe stata in grado di dimostrare chiaramente che l’imputato sia in possesso di ulteriori proprietà nascoste alle indagini degli inquirenti.

iPhone 4 e antennagate: la questione si chiude con una custodia o con un rimborso

Antennagate iPhone 4

È passato un bel po’ di tempo da quando la questione antennagate che interessò l’iPhone 4 subito dopo il suo lancio sul mercato iniziò ad impazzare tra la vasta utenza ma, nonostante ciò, da qualche ore a questa parte è stato necessario tornare a discutere nuovamente di tale faccenda, questa volta, però, in maniera definitiva, o almeno così pare

Apple, infatti, ha riferito di aver raggiunto un accordo per chiudere la class action statunitense mediante cui la celebre azienda di Cupertino era stata accusata di aver immesso sul mercato device aventi difetti di ricezione.

A suo tempo, infatti, a causa di un errore nella progettazione dell’antenna, il segnale dell’iPhone 4, a seconda dell’impugnatura, veniva disturbato creando non pochi problemi durante le comunicazioni.

Microsoft accusa Google: aggirate anche le impostazioni per la privacy di IE

Google aggira impostazioni privacy IE

Alcuni giorni fa sulle pagine del Wall Street Journal ha fatto la sua comparsa un dossier nel quale veniva illustrata la modalità mediante cui Google, il gran colosso di Mountain View, ha provveduto ad aggirare le impostazioni per la privacy di Safari.

A quanto pare, però, la mossa “indiscreta” di big G non sarebbe limitata soltanto al browser web reso disponibile dalla celebre azienda di Cupertino: Google, infatti, avrebbe scavalcato anche i controlli di ulteriori browser web come nel caso di Internet Explorer, così come fatto notare da Microsoft stessa mediante un apposito post sul suo blog ufficiale.

Google, nello specifico, ha adottato lo standard W3C denominato Platform for Privacy Preferences, indicante come quel dato sito web andrà ad utilizzare quegli specifici cookies, per poter bypassare i controlli sulla privacy di Internet Explorer provvedendo inoltre a tracciare gli utenti.

Dean Hachamovitch, vice presidente Internet Explorer per Microsoft, spiega nel post sul blog dell’azienda redmondiana come Google si serva di un buco nelle specifiche P3P che gli permette di aggirare le preferenze di gestione dei cookie e come utilizzando questo apposito codice big G sia in grado di aggirarne la protezione permettendo quindi la gestione di cookie da terze parti.

Recent Tabs, selezionare ed accedere rapidamente alle ultime schede aperte in Google Chrome

Anche se Google Chrome, come di certo sapranno gli utenti che se ne servono abitualmente, consente di riaprire tutte le schede chiuse di recente (una funzione questa che risulta particolarmente utile in tutti quei casi in cui la finestra del browser web viene chiusa in maniera accidentale!), non offre alcun sistema altrettanto conveniente grazie al quale aprire in maniera semplice e veloce le schede visualizzate di recente.

Tenendo conto di quanto appena accennato, coloro che si ritrovano ad aprire, per un motivo o per un altro, un gran numero di schede diverse durante la medesima sessione di navigazione online potrebbero quindi trovare molto utile ricorrere all’utilizzo di una recente estensione quale Recent Tabs.

Recent Tabs, nello specifico, una volta installata, permetterà infatti di passare rapidamente tra le ultime schede aperte mediante la visualizzazione di un’apposita finestra popup, così come illustrato anche nello screenshot d’esempio presente ad inizio post, previa pressione dell’apposita combinazione di tasti di scelta rapida Ctrl + Q.

ClipboardZanager, ottimizzare la gestione degli appunti e conservarli anche dopo il riavvio di Windows

Diverse altre volte, qui su Geekissimo, abbiamo avuto modo di fare la conoscenza di interessanti ed appositi applicativi grazie ai quali ottimizzare la gestione degli elementi copiati nella clipboard di Windows.

A tal proposito, quest’oggi, andiamo a dare uno sguardo ad un’altra risorsa rientrante nella categoria in questione che va però a distinguersi da tutte le altre proposte sino a questo momento per un’utile ed interessante caratteristica extra.

La risorsa in questione è ClipboardZanager, un software completamente gratuito ed utilizzabile senza alcun tipo di problema su tutti i sistemi operativi Windows (sia a 32-bit sia a 64-bit) che, una volta in uso, permetterà di gestire con maggiore facilità la clipboard di Windows consentendo di salvare più elementi simultaneamente, sia che si tratti di semplice testo che di immagini, il tutto sfruttando le classiche hotkey rese disponibili di default dal sistema.

Multiple Windows Media Player, eseguire istanze multiple di Windows Media Player 12 su Seven

Chi utilizza un OS Windows avrà senz’altro avuto modo di sperimentarlo personalmente: Windows Media Player, il lettore multimediale predefinito dei sistemi operativi redmondiani, è una valida risorsa mediante cui riprodurre file audio e video ma, purtroppo, di default, risulta manchevole di alcune importanti ed utili caratteristiche.

Utilizzando Windows Media Player, ad esempio, non vi è alcuna possibilità di aprirne più istanze simultaneamente rivelandosi quindi una gran bella scomodità in svariate circostanze.

Agendo dalle impostazioni di Windows Media Player non è possibile ovviare in alcun modo a quanto appena accennato ma ricorrendo invece all’utilizzo di una semplice ed apposita risorsa quale Multiple Windows Media Player si!

Questo programmino, completamente gratuito e di natura portatile (potrà quindi essere impiegato senza dover effettuare alcuna installazione), permetterà infatti, una volta in uso, di eseguire più istante di Windows Media Player 12 su Windows 7.

L’App Store si avvicina ai 25 miliardi di download ed Apple organizza un apposito concorso

App Store 25 miliardi di download

Per Apple il nuovo anno, a quanto pare, è iniziato davvero bene in fatto di cife e dopo la trimestrale da record ora la ben nota azienda di Cupertino si prepara a celebrare un ulteriore traguardo: i 25 miliardi di app scaricate dall’App Store.

Il negozio virtuale di applicazioni targato Apple, infatti, è sul punto di raggiungere l’impotante traguardo in questione il che va a configurarsi come uno straordinario record se si considera il fatto che soltanto un anno fa la celebre azienda di Cupertino si ritrovava a festeggiare il superamento dei 10 miliardi di download e che per raggiungere tale cifra sono stati necessari ben 21 mesi mentre invece per passare al raddoppio ne sono occorsi soltanto 12.

Per celebrare l’importante traguardo Apple ha quindi deciso di lanciare un apposito concorso online volto a premiare l’utente che effettuerà il fatidico download e che, di conseguenza, permetterà di segnare il record.

Sony Ericsson diventa ufficialmente Sony Mobile Communications

Sony Mobile Communications

Della scissione di Sony ed Ericsson se ne era già iniziato a parlare da qualche mese a questa parte ma l’ufficializzazione dell’operazione era attesa soltanto per l’inizio dell’anno corrente, così come poi, nel corso delle ultime ore, si è effettivamente verificato.

Mediante un apposito comunicato stampa, infatti, Sony ha dichiarato ufficialmente di aver rilevato il 50% delle azioni possedute dal suo partner divenendo quindi, in tal modo, l’unico e solo titolare del marchio Sony Ericsson e confermando inoltre il pagamento pari a 1,29 miliardi di dollari, vale a dire circa 1,05 miliardi di euro, per l’acquisizione delle azioni detenute dalla ben nota azienda svedese.

Tab Expose: ovvero Exposè, o quasi, per Google Chrome

Coloro che, giorno dopo giorno, si ritrovano ad avere a che fare con una gran quantità di schede aperte nella finestra del browser web sicuramente ben sapranno quanto possa risultare difficile, almeno nella maggior parte dei casi, riuscire a gestire correttamente il tutto senza dover andare incontro ad eventuali confusioni e perdite di tempo.

Qualora però venga impiegato Google Chrome come strumento mediante cui navigare online e nel caso in cui foste alla ricerca di una valida risorsa grazie alla quale porre rimedio alla sopracitata situazione allora, sicuramente, sarete più che felici di poter fare la conoscenza di Tab Expose.