iPhone 4: 10 motivi per non comprarlo, secondo The Inquirer

Il nuovo iPhone 4 è stato finalmente presentato. È bello, introduce tante funzionalità interessanti, avrà successo (perché avrà successo), ma non tutti ne sono contenti. Al punto che Nick Farrell di The Inquirer, uno dei siti tecnologici più seguiti a livello internazionale, ha stilato un decalogo sul perché comprare iPhone 4 è una cattiva idea.

Noi ve lo proponiamo in versione integrale, comprese palesi inesattezze e chiare provocazioni, qui sotto. Voi leggetelo attentamente e diteci cosa ne pensate attraverso i commenti.

  1. Le solite limitazioni: la maggior parte dei problemi associati al piccolo-grande “orticello” di Apple sono ancora tutti presenti. Steve Jobs decide cosa gli utenti possono o non possono fare con i prodotti della sua azienda, e se, ad esempio, per lui Flash Player non va bene, noi non possiamo vedere i contenuti di almeno metà della Rete.
  2. Non è 4G: nonostante il nome, iPhone 4 è ancora un dispositivo 3G che non può usufruire dei nuovi standard di connettività wireless.
  3. Problemi con il Wi-Fi: il nuovo melafonino, così come i suoi predecessori, soffre di problemi legati alla connettività con Internet senza fili. Anche durante la presentazione ufficiale, Jobs non è riuscito a far connettere il suo iPhone 4 alla rete wireless, incolpando di ciò i troppi dispositivi connessi contemporaneamente alla medesima. Chissà se era davvero colpa loro.

Flash Player 10.1, maggiore sicurezza e accelerazione hardware: aggiornate!

Adobe finalmente si è decisa. Dopo mesi e mesi di estenuante attesa, quella che è da molti considerata come la nuova azienda leader dell’insicurezza informatica, ha rilasciato al pubblico la nuova versione del suo celeberrimo player per i contenuti sul Web: Flash.

Flash Player 10.1 segue a Flash Player 10.0.45.2 e apporta diverse migliorie rispetto a quest’ultimo. Prima fra tutte, l’accelerazione hardware, che dovrebbe migliorare sensibilmente le prestazioni del software, ma solo su Windows. Gli utenti di Mac OS X e Linux dovranno pazientare un altro po’ per godere di questa nuova “feature”.

Corrette, con questa release, la bellezza di 32 falle di sicurezza, che portavano al crash dell’applicazione o, addirittura, al controllo remoto del PC da parte di malintenzionati. Per avere maggiori dettagli su questo aspetto, non esitate a consultare il bollettino ufficiale di Adobe presso questa pagina Web.

Convertire immagini in icone: 4 strumenti per farlo gratis (on-line e off-line)

Ogni settimana – ormai dovreste saperlo bene – siamo soliti proporvi una selezione delle migliori icone gratis disponibili sul Web. Ve ne abbiamo segnalate tantissime, di tutti i generi, i colori e i formati. Eppure, capita sempre più spesso che l’icona più bella, quella che si desidererebbe tanto vedere sul proprio desktop, sia una semplicissima immagine JPG salvata sul PC: la foto di un proprio caro, piuttosto che un bel paesaggio o chissà quale altra cosa.

È proprio questo il motivo che oggi ci ha spinti, oggi, a cambiare abito alla nostra rubrica domenicale e usarla non per proporvi nuove icone, ma 4 praticissimi strumenti per convertire immagini in icone. Due sono programmi gratis, altri due servizi online free. Non vi resta che scegliere quello più adatto alle vostre esigenze e usarlo per creare le vostre icone ultra-personalizzate!

SimplyIcon

Praticissimo programma gratis che permette di creare icone da immagini con un semplice drag-and-drop (ossia il trascinamento del file all’interno della finestra principale del software). Non necessita di installazioni per poter funzionare ed è in grado di generare file ICO grandi fino a 128×128 pixel. Nelle icone generate, vengono incluse automaticamente le versioni a 32×32, 24×24 e 16×16 pixel delle stesse.

Mondiali streaming, i migliori siti per vederli gratis

Mondiali streaming

Calze, mutande, vestaglione di flanella, tavolinetto di fronte al televisore, frittatona di cipolle, birra gelata, tifo indiavolato e rutto libero.  Alzi la mano chi non vorrebbe seguire così, alla maniera di Fantozzi, tutte le partite dei mondiali di calcio che hanno appena preso il via in Sudafrica. La realtà, però, è molto diversa. Siamo ancora a giugno e, visto che il lavoro ci chiama, molti di noi sono costretti a “guardicchiare” le partite con mezzi di fortuna, magari usando il PC del lavoro (ma solo durante le pause, non fate i furbacchioni!) o lo smartphone di qualche collega per vedere i mondiali in streaming.

Ecco, allora, pronta per voi una bella lista con tutti i migliori siti dove seguire i mondiali streaming. Magari a qualità non eccelse, con commenti in lingue non sempre comprensibilissime (ci riferiamo a Bagni, ovviamente), ma senza spendere il becco di un quattrino e con la possibilità di farlo con qualsiasi computer e browser abbiate sotto mano. Si parte per la grande avventura!

Rai TV

A meno che non si trovi in uno dei suoi (piuttosto frequenti) momenti di down, il sito della Rai è sicuramente il migliore per noi italiani che vogliamo seguire i mondiali streaming. Funziona attraverso la tecnologia Silverlight e assicura una qualità delle immagini piuttosto accettabile. L’unica pecca è che, come molti di voi ben sapranno, il servizio pubblico trasmette una sola partita al giorno (comprese quelle degli azzurri) e quindi non ci si può godere lo spettacolo di Sudafrica 2010 a 360 gradi.

Sfondi astratti: 20 nuovi imperdibili wallpaper gratis per tutti

Nuovo sabato, nuovo appuntamento con gli sfondi gratis di Geekissimo. Amici, ecco a voi una nuova imperdibile collezione di sfondi astratti composta da ben 20 wallpaper. Niente di meglio per fare un bel “cambio di stagione” e accogliere nel migliore dei modi l’estate sui nostri desktop.

Quasi inutile sottolinearlo, anche questa volta gli sfondi sono tutti disponibili in svariate risoluzioni e, grazie alla vasta gamma di colori e fantasie da cui sono composti, risultano adatti a soddisfare davvero tutti i gusti e le esigenze.

Che altro dire? Non vi rimane che guardare, cliccare e scaricare a più non posso!

Windows 7/Vista: come terminare i processi che non rispondono dal menu contestuale


Probabilmente questa rivelazione cambierà per sempre le vostre vite da geek, ma sì, ogni tanto capita che i programmi su Windows si blocchino. Questo, oltre a generare imprecazioni in varie lingue e far perdere ore ed ore di lavoro, si traduce in grossi sprechi di tempo nel tentare di terminare il processo andato in freeze. Ma perché perdere secondi preziosi fra pulsanti e task manager, quando si può fare tutto con un semplice click, direttamente dal menu contestuale?Nessuno.

Eccoci allora pronti a segnalarvi un metodo per terminare i processi che non rispondono dal menu contestuale di Windows 7 e Vista. Proprio l’ideale quando il sistema fa le bizze e non si ha molta pazienza. Per ottenere il risultato sperato – indovinate un po’? – basta “smanettare” nel registro di sistema e creare qualche chiave ad hoc. Che aspettate a provarci?

Windows 7

  1. Avviare l’editor del registro di sistema (Start > regedit);
  2. Recarsi nella chiave HKEY_CLASSES_ROOT\ DesktopBackground\ Shell;
  3. Fare click destro sulla chiave Shell e selezionare la voce Nuovo > Chiave dal menu contestuale;
  4. Rinominare la chiave appena creata in Termina processi che non rispondono;
  5. Fare click destro sulla chiave Termina processi che non rispondono e selezionare la voce Nuovo > Chiave dal menu contestuale;
  6. Rinominare la chiave appena creata in command;
  7. Fare doppio click sulla stringa (Predefinito) e assegnargli come valore taskkill /F /FI “STATUS eq NOT RESPONDING”.

Google: nuovo motore di indicizzazione e immagini di sfondo. Paura di Bing?


Dopo le recentissime presentazioni di iPhone 4 e Safari 5, credevamo fosse Apple l’azienda informatica più pimpante del momento. Beh, forse è così, ma anche Google non scherza. Oltre ad aver aggiunto la possibilità di utilizzare immagini come sfondo della sua home page, il motore di ricerca più popolare al mondo ha anche fatto una revisione “sotto il cofano” non da poco, adottando un nuovo motore di indicizzazione denominato Caffeine.

Grazie a Caffeine, spiegano i professoroni della Rete, Google sarà in grado di indicizzare i contenuti quasi in tempo reale (rispetto all’aggiornamento quotidiano che avveniva fino a qualche giorno fa), per poi proporli agli utenti come risultati delle loro ricerche. Una mossa che permetterà al colosso di Mountain View di “acchiappare” al volo gran parte dell’immensa mole di dati proveniente da social network e blog. E parliamo di centinaia di migliaia di pagine al secondo!

Ubuntu Control Center, Ubuntu diventa (ancora) più facile

Chi l’ha provato sulla propria pellaccia da geek, lo sa. Rispetto a qualche anno fa, i sistemi Linux sono diventati molto più facili da usare. Per tutti. Questo è dovuto a varie distro che, come Ubuntu, sono riuscite ad avvicinare un po’ del grande pubblico al mondo del “diverso da Windows”, e a qualche programma di terze parti capace di semplificare l’accesso ad alcune funzioni “nascoste” dei sistemi a sorgente aperto.

Fra questi rientra a pieno titolo Ubuntu Control Center, un ottimo programma gratuito che, rifacendosi al Control Center di Mandriva (un’altra nota distro Linux), mette nelle mani dell’utente un pannello di controllo avanzato, suddiviso in categorie, attraverso cui accedere a tutte le impostazioni e le utility più importanti presenti nella distribuzione di Canonical.

Accelerazione hardware: IE9 straccia Safari 5 nei test… fatti da Microsoft

Dopo il test HTML5 dell’altro ieri, che ha messo a confronto tutti i maggiori browser Web del mondo, ecco un’altra comparazione che farà sicuramente discutere. A poche ore dall’uscita di Safari 5 per Mac e PC, Microsoft ha infatti colto l’occasione per pubblicare dei test comparativi relativi all’accelerazione hardware del nuovo navigatore cupertiniano e di Internet Explorer 9, il navigatore redmondiano che verrà.

Come lascia chiaramente intendere il titolo del post, le prove sono state tutte vinte dal browser Microsoft, in maniera piuttosto netta. Ma prima di addentrarci nei dettagli tecnici dei risultati, forse è meglio dare un’occhiata al video in cui tutti e due i test, oggetto del contendere, vengono eseguiti e illustrati nella loro interezza. Eccolo.

Megavideo Links Regenerator, rigenerare i link corrotti di Megavideo

Che sia per gustarsi qualche bel film streaming italiano o altro materiale, magari un po’ più legale (ma giusto un po’!), a tutti noi capita di finire spesso su Megavideo, uno dei siti di video più frequentati della Rete. Peccato, però, che il nostro entusiasmo da spettatori venga spesso smorzato da link corrotti, quelli che una volta cliccati, rimandano ad una pagina di Megavideo con su scritto This video has been removed due to infringement (video rimosso a causa dell’infrazione del regolamento) o che sono momentaneamente indisponibili.

Bene, Megavideo Links Regenerator è un ottimo servizio online italiano, realizzato dallo stesso autore di VideoURLS, che ci permette di rigenerare i link corrotti di Megavideo e gustarci i nostri video preferiti anche quando non si potrebbe. Tutto in non più di due click: ci si reca sul sito, s’incolla l’URL da rigenerare nell’apposito campo e con la semplice pressione del pulsante Regenerate si è subito pronti alla visione.

Safari 5 tra noi: stavolta riuscirà a conquistare gli utenti PC?

Qualora vi fosse sfuggito, Apple è in vena di grosse novità. Dopo la roboante presentazione di iPhone 4, che ha tenuto blogger e appassionati dei prodotti della mela sulle spine per settimane, eccoci infatti qui a parlare di Safari 5, la nuova versione del browser cupertiniano appena resa disponibile per Mac e PC (per Windows XP/Vista e 7).

Tante le novità introdotte. Fra queste: il motore javascript (Nitro), che promette una velocità maggiore del 3% rispetto a quello di Chrome 5.0; una funzione di prefetching dei DNS migliore di quella di Firefox 3.6; un nuovo feed reader molto bello da vedere e facile da usare (in pieno stile Apple, insomma); diversi miglioramenti in ambito HTML5 – con il supporto a geolocalizzazione, visualizzazione dei video a schermo intero, validazione dei form, cronologia AJAX, ecc. – e qualche altra piccola miglioria sopra e sotto il cofano.

Come trasformare Ubuntu Lucid Lynx in Mac OS X, the easy way [Guida]

Checché se ne dica, il nuovo tema grafico di Ubuntu 10.04 è abbondantemente ispirato a quello dei sistemi targati Apple. E allora, ci chiediamo noi, perché non completare l’opera e trasformare il look di Ubuntu Lucid Lynx in quello di Mac OS X, con tutti i colori “giusti”, le icone e lo sfondo del sistema operativo della mela?

No, cari amici, non temete. Al contrario di altre volte, in cui vi abbiamo illustrato procedura abbastanza prolisse, questa volta trasformare Ubuntu in Mac OS X sarà facile come bere un bicchier d’acqua e decisamente veloce. Se non ci credete, date pure uno sguardo alla procedura illustrata di seguito e provatela in prima persona. Difficilmente ve ne pentirete.

Tema

  1. Scaricare questo archivio e scompattarne il contenuto nella cartella home;
  2. Avviare il file Mac4Lin_Mod_Installer.sh e cliccare su Esegui nel terminale;
  3. Rispondere sempre y e impostare il “numero della selezione” a 0.

Windows domina il mercato server nel 2010: fine del sogno Linux?

Sul fronte desktop, non c’è partita. Windows domina indiscusso il mercato dei sistemi operativi da anni, continuando a lasciare a Mac e Linux poco più che le briciole. Sul mercato server, invece, la situazione è ben diversa. Lì Linux è una realtà consolidata – apprezzata anche dai più insospettabili – e, in più di una circostanza, i fan del pinguino hanno sperato addirittura nel grande sorpasso. Impresa che, però, visti gli ultimi dati provenienti da “serverlandia“, sembra lontana anni luce. Forse secoli.

Secondo quanto riportato da IDC, infatti, nel primo quarto di quest’anno, Windows ha visto crescere la propria quota di mercato in ambito server dal 73.9% (dato di fine 2009) al 75.3% (pari a 1.379.487 unità vendute), mentre Linux è sceso dal 21.1% al 20.8% (380,429 unità). Il terzo incomodo, Unix, passa invece dal 4.4% al 3.6% (65.451 unità).

Quando poi si tocca l’argomento guadagni, i numeri non possono che essere tutti per Ballmer e soci. Nella prima parte del 2010, i sistemi Windows hanno generato 5.1 miliardi di dollari, quelli Linux 1.7 miliardi e quelli Unix 2.3 miliardi. Ma non sono certo queste le cifre che ci interessano di più.

Windows: come azzerare la coda di stampa con un click

Quando la stampante, per un motivo o l’altro, non funziona correttamente e, al contempo, si è avviata la stampa di diversi documenti sotto Windows, si consuma quasi sempre un piccolo-grande dramma: la cancellazione impossibile della coda di stampa, che nonostante svariati colpi di mouse e di tastiera (a volte non solo figurati) non vuole saperne di svuotarsi.

Per fortuna, però, esiste un metodo semplice quanto efficace per superare questo ostacolo e azzerare la coda di stampa con un click. Di che si tratta? Ma ovvio, di uno script batch che fa per noi il “lavoro sporco”, quello che dovrebbe essere fatto “a manina” quando la gestione delle stampanti di Windows va in tilt e che richiederebbe tantissimi secondi preziosi per essere portato a termine.

Di seguito, il codice dello script. Vi basterà copiarlo nel Blocco Note (o digitarlo da zero, nel caso non dovesse funzionare col copia-e-incolla) e salvarlo come un file con estensione .bat.