Real Time Ads in arrivo da Google Street View?

Da sempre oggetto di controversie da parte di tantissimi personaggi (talvolta anche noti) in tutto il mondo, dovuti ovviamente alla spinosa questione della Privacy (proprio ieri discussa da Mark Zuckerberg), Google Street View (il servizio gratuito di Google per esplorare a 360° città ed altri luoghi su Google Earth) sta avendo sempre più successo, allargando i suoi orizzonti ed il numero di città fotografate (le auto utilizzate sono come quella nella foto in alto) ed aggiunte alle mappe online.

Apple prepara la versione browser di iTunes

Apple con iTunes Store non ha solo messo su un market per canzoni, applicaizoni, film, libri, ma ha inventato un nuovo metodo di monetizzazione per i servizi informatici. Il modello di App Store con i suoi micropagamenti e la sua scalabilità si sta affermando in sempre più campi e probabilmente finirà per condizionare ancora di più la new economy.

Il successo di iTunes Store non serve ridiscuterlo, solo le sue app raggiungono i 3 miliardi di download e i brani scaricati sono inenumerati, ma tutto questo successo, paradossalmente, ha sempre sofferto un ostacolo tanto banale quanto castrante: l’assenza di una versione per browser.

Gli utenti non Apple devono scaricare volontariamente un’applicazione per accedere ad iTunes Store e soprattutto devono consapevolmente decidere di utilizzarla. Il modello di engagement funziona per gli utenti Mac che utilizzano iTunes per gestire parte dei propri contenuti multimediali e che prima o poi finiranno nel tunnel di iTunes Store.

Nexus One finalmente disponibile

Se avete seguito attentamente la vicenda Nexus One, questa è una notizia che non vi sorprenderà affatto. I rumors a riguardo sono stati particolarmente realistici ed infine si sono rivelati veritieri.

Google in collaborazione con HTC ha reso disponibile il suo primo smartphone, nome in codice Nexus One, già disponibile per gli utenti americani e immaginiamo a breve lo sarà anche per i clienti europei.

Se non siete intenzionati ad aspettare potete acquistare Nexus One all’indirizzo http://www.google.com/phone. Il sito rivelerà il vostro IP dunque dovrete camuffarlo utilizzando uno dei tanti metodi a disposizione e dovrete fornire un’indirizzo statunitense per la spedizione. Potrete acquistare Nexus One a 530$, circa 370€ senza vincoli contrattuali, il che lo rende ancora più succulento dato il prezzo altamente concorrenziale rispetto i suoi più diretti concorrenti, iPhone in primis.

Ecco gli obiettivi del 2010 di Google

Il 2010 è ormai iniziato e a partire già dalla prossima settimana, tutto tornerà alla normalità, la solita routine quella abbandonata in occasione delle feste, riprenderà a ritmi sempre più frenetici e incalzanti. Come tutti, anche Google riprenderà questa routine e per il 2010 si è posta degli obiettivi da raggiungere. Conoscendo lo stile di quest’azienda, seguendola ormai da parecchi anni con le mie notizie, sicuramente faranno il massimo per raggiungere tutti gli obbiettivi che si sono prefissati.

Un totale di 20 punti, compongono la To-Do List di Google. Oggi, ve ne li riportiamo per intero sul nostro sito. I Punti sono stati segnalati sul blog ufficiale dell’azienda.

1. Sincronizzazione di Google Chrome verrà estesa ai documenti memorizzati in Google Docs.

2. Google lancerà un servizio che indicizza e classifica le applicazioni web.

3. Google utilizzerà diverse interfacce per la visualizzazione dei risultati della ricerca, a seconda della tua richiesta.

Ancora niente Nexus One e già si parla di Google Tablet

In pochi giorni è attesa la conferenza stampa indetta da Google in pompa magna durante la quale dovrebbe essere presentato Nexus One, nome in codice dello smartphone di Google o Google Phone.

Sono solo rumors e Google potrebbe non dire assolutamente nulla durante la sua conferenza stampa, ma tanta è l’eccitazione che qualcuno già passa oltre, come il sito australiano SmartHouse, annunciando che Google potrebbe avere in cantiere un altro rivale per Apple, Google Tablet.

Rumors contro rumors insomma, Apple Tablet è ancora una fantasia, non ci sono leaked photos ne tantomeno date di rilascio precise, ma almeno si sa che la produzione sarà avviata prima o poi. Google Tablet è lo sfidante.

WordPress per Android, primi rumor

Si sa, gestire un blog basato su WordPress è un compito sicuramente arduo e che richiede esperienza, ma può darci molte soddisfazioni se sappiamo organizzare bene il nostro lavoro. Fortunatamente per noi, esistono moltissimi tool e software gratuiti che ci possono aiutare in questo compito, oltre ovviamente ai plugin da installare nel CMS. Tra i tool più utili troviamo tutte le applicazioni per gestire WordPress da installare sugli smartphone di ultima generazione e non, in modo da poter rimanere in contatto con il nostro blog anche da lontano.

Le 10 migliori applicazioni del 2009 secondo Google

Salve cari lettori di Geekissimo, a due giorni dal nuovo anno e forse anche un pò in ritardo, vorrei auguarvi i miei più sinceri auguri di felice 2010. Detto questo e fatta questa piccola ma importante premessa , guardiamo un attimo al passato.

In che modo? Nel modo in cui tutti ci aspettiamo. Ovvero classificare le 10 migliori applicazioni del 2009 secondo Google. Il colosso che non smette mai di stupirci. Iniziamo dal più recente fino ad arrivare al più stupefacente. Via!

Google tentato da DocVerse, un altro servizio di collaborazione di gruppo

DocVerse

Dopo aver acquistato Etherpad, Google sta posando il suo sguardo su un altro servizio, DocVerse. Entrambi i servizi hanno un elemento in comune, sono una piattaforma online di collaborazione per documenti quali spreedsheet, powerpoint, doc, etc.

DocVerse è particolarmente concentrato sull’aspetto della modifica collaborativa di documenti Microsoft Office, non a caso è fondato da due Product Manager della Microsoft ed è principalmente un plugin per Microsoft Office. Anche Etherpad, come DocVerse presentava degli aspetti interessanti per quel che riguarda i documenti Microsoft Office.

L’offerta, che si vociferà sia stata fatta da Google, è di 25 milioni di dollari. Se queste voci dovessero essere verificate dai fatti significherebbe che Google sta lavorando ed investendo notevoli risorse per quel che riguarda la condivisione di documenti online.

Googsystray, visualizzare direttamente sul proprio desktop tutti gli aggiornamenti dei servizi by Google

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E’ oramai cosa ben risaputa che Google, il gigante indiscusso del web, propone ai suoi utenti una moltitudine di servizi differenti, in modo tale da poter soddisfare la vasta richiesta del pubblico, alla ricerca di strumenti sempre più performanti ma al contempo semplici ed efficaci.

Tutti i servizi offerti da big G sono visionabili ed utilizzabili direttamente online (e probabilmente anche questa costituisce una nota a favore del gran colosso), ma, ahimè, considerando il vasto pacchetto offerto, riuscire a controllare gli aggiornamenti relativi ad ogni applicativo messo a disposizione da Google potrebbe andare a risultare un po’ difficile, obbligando l’utente a ricaricare continuamente le relative pagine web così da poter monitorare, in tempo reale, le ultime news.

Se vi identificante dunque in quanto sopra descritto, situazione che ovviamente non è comune a tutti i lettori di Geekissimo, allora sicuramente potreste valutare l’idea di installare sulla vostra postazione di lavoro uno strumento tanto semplice quanto accattivante quale lo è Googsystray.

Google benedice chi blocca le pubblicità su Internet: pazzia o strategia?

Cosa accade se il più importante pasticciere della città ammette che mangiare troppi dolci fa male? Le sue vendite migliorano o peggiorano? Nei clienti prevale il timore o viene premiata l’onestà del pasticciere?

Provate a chiederlo a Google, il più importante player mondiale nel campo della pubblicità on-line, che ha appena espresso il suo consenso verso quegli utenti che, tramite dei componenti aggiuntivi per il browser (Chrome compreso) come ‘Adblock’, bloccano le pubblicità contenute nei siti Internet. Spesso unica fonte di sostentamento di questi ultimi.

Ecco le parole pronunciate sull’argomento da Linus Upson, uno dei pezzi grossi della società, nel corso di una conferenza a Mountain View: «È improbabile che il mercato delle pubblicità venga messo a repentaglio dagli ad blocker. Se gli utenti bloccano la pubblicità – ha asserito Upson – è perché queste sono troppo assillanti».

Google Chrome, come si creano gli spot pubblicitari?

Gli spot pubblicitari di Google Chrome si sono contraddistinti fin dall’inizio per la loro semplicità, ma allo stesso tempo per la loro efficacia nel mandare all’utente un messaggio diretto ed incisivo, rappresentando spesso il prodotto con metafore e similitudini in modo da permetterne la comprensione anche agli utenti meno esperti. Ad esempio il primo spot di Google, realizzato con la tecnica dello stop-motion, metteva in luce le novità più importanti dell’allora neonato browser (schede in alto, interfaccia grafica semplice e pulita) senza tuttavia fare un uso smodato di effetti speciali.

Android, raggiunta quota 20.000 applicazioni

Android

Dato alla luce tra l’enorme sorpresa di sviluppatori ed utenti di tutto il mondo, Android, il sistema operativo mobile creato da Google, si è rapidamente affermato nella nicchia sempre più importante degli OS dedicati a dispositivi mobile come l’HTC, grandemente apprezzati dal grande pubblico anche grazie alle funzionalità offerte provenienti da sistemi operativi molto avanzati, i quali hanno contribuito alla creazione del termine smartphone ed alla sempre maggiore affermazione di questi dispositivi anche tra l’utenza non professionale.

Google: volete la privacy? Allora avete qualcosa da nascondere. E Mozilla s’infuria

Se avete paura che in casa vostra possano entrare dei ladri, evidentemente qualcosa da rubare c’è. Potremmo tradurre così, forzando un po’ la mano, le clamorose dichiarazioni rilasciate dal CEO di Google Eric Schmidt all’emittente americana CNBC.

«Se volete nascondere qualcosa, probabilmente è perché questa cosa non andrebbe proprio fatta». Questa la frase incriminata con cui uno dei grandi capi di ‘bi G’ si è – a detta di molti – giocato un bel pezzo di reputazione, propria e della società che comanda.

Nonostante un bieco tentativo di giustificazione da parte dell’AD di Google (“Google, come qualsiasi altro motore di ricerca, deve sottostare a leggi come il Patrioct Act, che mette i dati dei cittadini USA nelle mani delle autorità”), nei meandri della Silicon Valley si è scatenato un vero e proprio putiferio che ha visto soggetti come Mozilla assumere posizioni a dir poco sorprendenti.

goo.gl, URL shortner di casa Google

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Come ogni novità, anche il web in tmepo reale e il minimalismo dei contenuti, in una parola il web 3.0, porta con se dei collaterali, servizi nati inizialmente da mere necessità pratiche e poi evolutisi in una prassi consolidata, ci riferiamo ai servizi di URL shortening.

Questo tipo di servizi, in parte per la semplicità della loro realizzazione, in parte i costi contenuti e scalabili, sono spuntati sul web nel giro di poco più di un anno e sembravano aver già raggiunto una stabilità, con la vittoria su tutti di bit.ly, uffcialmente adottato da Twitter e attualmente il più diffuso al mondo.

Solitamente questo tipo di iniziative finiscono per essere acquistate da uno dei big per essere potenziate e trasformate in uno dei servizi offerti. In questo caso però Google ha deciso di farsene uno da se, goo.gl. Il motivo di questa scelta non è stato espresso, ma possiamo immaginare sia perché se è vero che la forza di Twitter sta nelle web-app satellite, allora fare concorrenza a queste web-app significa fare una buona concorrenza.