Google Knol: il punto della situazione

Google Knol è stato annunciato da Google a fine 2007 ed è stato lanciato ufficialmente a Luglio dello scorso anno, la differenza più importante tra Wikipedia e questo servizio è che su Knol gli autori non restano anonimi.

I primi dati che sono arrivati erano stati incoraggianti, infatti sono stati scritto oltre 100 mila articoli, e gli utenti che visitano Knol lo fanno da 197 paesi diversi ogni giorno. Ma dall’altro lato della medaglia, troviamo un sito che viene consultato poco, e i cui contenuti sono poveri rispetto a quelli di Wikipedia.

Fried Babelfish, trasposizione desktop di Google Translate

Da sempre ribadiamo l’importanza della cultura linguistica del bravo geek, il modello del geek ideale. Conoscere una o più lingue, con particolare riguardo nei confronti dell’inglese, è un elemento fondamentale, necessario alla costituzione di un curriculum vitae et studiorum di buon livello.

Nonostante ciò, non demonizziamo i servizi di traduzione automatica. Il loro utilizzo, per quanto controproducente in termini di qualità di traduzione, continua ad essere in costante aumento, insieme alla volontà e ai contributi che continuamente migliorano i prodotti di traduzione. Oggi ci proponiamo di portare Google Translate, il noto servizio della società di Mountain View, sul desktop, grazie alla comoda utility Fried Babelfish.

Aggiorniamo la nuova favicon nella barra di ricerca in Firefox

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Come vi sarete sicuramente accorti da qualche giorno oramai Google ha cambiato la vecchia favicon, ancora una volta. Per questo oggi voglio segnalarvi come sostituire la vecchia favicon presente nella barra di ricerca di Mozilla Firefox con quella attuale.

L’operazione da fare è davvero molto semplice e non richiederà più di due minuti. La prima cosa per aggiornare la favicon della barra di ricerca in Firefox, è scaricare la versione aggiornata del plugin di ricerca Google, tramite questo link.

5 motori di ricerca by Google meno conosciuti

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Google è il motore di ricerca più utilizzato al mondo, sia perché oramai è diventato un must (come lo è la playstation quando si parla di console) sia perché concorrenti non ci sono.

Personalmente quello che apprezzo di Google è la sua politica interna, a Mountain View non si riposano sugli allori ma sono sempre pronti a lanciare nuove idee o nuove features. E oggi infatti voglio segnalarvi 5 motori di ricerca by Google meno famosi.

CatholicGoogle: il motore di ricerca per i veri credenti

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CatholicGoogle è un motore di ricerca basato sul servizio Google custom search ed è un ottimo strumento per tutti coloro che cercano una risorsa per saperne di più sul cattolicesimo e vogliono un modo sicuro per navigare sul web.

Il sito utilizza in modo permanente il filtro creato da Google, Safesearch per filtrare la pornografia infantile o comunque volgare, con un filtro per argomenti specifici. Inoltre i risultati più rilevanti in ambito religioso saranno mesi in cima alla lista dei risultati di ricerca.

Android fa centro su OpenMoko

Quale modo migliore di finire il 2008 ed iniziare un nuovo anno all’insegna della tecnologia se non con la nascita di un nuovo smartphone? Dagli Stati Uniti giungono interessanti indiscrezioni, testimoniate da immagini e qualche video, riguardo il prossimo smartphone ufficiale con Android alla guida, il fortunato sarà l’OpenMoko Neo FreeRunner!

Il piccolo genio dell’open source -le specifiche del suo hardware infatti sono a piena disposizione della comunità- sarà infatti il prossimo fruitore del sistema operativo mobile di casa Google che tanto ci ha stupiti fino a questo momento. Il nuovo Neo FreeRunner con Android promette di dissipare definitivamente i dubbi di coloro che si sono mostrati diffidenti nei confronti del G1.

Google Image Search aggiunge un altro filtro alle immagini

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Google Image Search è il miglior motore di ricerca per immagini, sarà che dietro c’è un azienda leader del settore come Google, sarà che mancano altri concorrenti veri e propri.

Attualmente sono indicizzate miliardi di immagini, e proprio questa grande quantità di informazioni può rappresentare un problema quando effettuiamo una ricerca. Basti pensare alla parola Apple, oltre alla mela, spunteranno immagini dell’azienda di Cupertino, della casa discografica dei Beatles, etc.

Google Transit giunge anche a Como

Google Transit Como

Come ben sapete, tra i tanti servizi di Google c’è anche l’applicazione Google Maps. Quest’applicazione vi permette di trovare degli indirizzi di tutto il mondo e di poter creare dei percorsi da fare in automobile. Da oggi, Google Maps ha una funzione in più che lo rende ancora più interessante.

Grazie a Google Transit, potrete creare un percorso, sfruttando Google MAPS, da svolgere con i mezzi pubblici. In altre parole, inserendo il vostro indirizzo di partenza e quello di destinazione, Google Maps mi farà scegliere se fare quel percorso con i mezzi pubblici o con la propria automobile.

Google vuole una Rete superveloce dedicata. E la Net Neutrality?

Come accennato qualche giorno fa, ci siamo riservati il trattamento di argomenti di un certo calibro in questi giorni prenatalizi, di “vacanza” (si fa per dire). Il caso vuole che Google abbia proposto in questi giorni una tematica molto importante, che necessita di un gransalto di qualità, da geek “tecnico” a geek “filosofo”. Il bravo geek è anche questo.

Leggevo l’altro ieri su Repubblica.it l’interessantissimo articolo di Massimo Russo che rimanda al Wall Street Journal, in uno squisito reportage di V. Kumar e C. Rhoads. Dopo aver raccolto qualche informazione in più ed approfondito l’argomento, desidero oggi sottoporvi il caso che, nella fattispecie, intacca un nervo delicatissimo e fondamentale della Rete: la Net Neutrality (in seguito abbreviato n.n.).

Procediamo con ordine: la ben nota società di Mountain View, che non ha certo bisogno di presentazioni, ha proposto ai principali providers americani la costruzione di una Rete di accesso privilegiata, superveloce, dedicata ai suoi contenuti. Queste parole risuonano amare, specie se pronunciate da una delle aziende che da sempre sostiene la parità di accesso e di distribuzione per tutti i content providers.

Firefox abdica in favore di Chrome all’interno del Google Pack inglese

Giusto ieri l’amico Pierfrancesco segnalava di Google Chrome, uscito definitivamente dalla fase beta. La società di Mountain View, dopo questo evento, ha deciso di incrementare la pubblicità e la diffusione del proprio browser anche all’interno di Google Pack.

Il bravo geek, in genere, consiglia Google Pack al suo amico alle prime armi col PC o che possiede un computer appena reduce da una formattazione. Com’è facilmente deducibile, Google Pack è un pacchetto di applicazioni gratuite e liberamente scaricabili, che adempiono alle funzioni di base di un PC: navigazione sul Web, gestione immagini, antivirus, antispyware, chatting, etc.

Il browser che fino ad oggi è stato integrato nel pacchetto, Firefox (con Google Toolbar integrata), sembra essere stato rimpiazzato, nella selezione predefinita della versione inglese del Pack, da Google Chrome.

Anche i magazine su Google Book Search

Grandi novità in casa Google che nella giornata di ieri ha annunciato che il suo motore di ricerca per i libri, Google Book Search, d’ora in avanti includerà anche contenuti da famosi magazine internazionali.

Per il momento la maggior parte dei contenuti proviene da giornali statunitensi, si va dal New York Magazine al ben più sconosciuto Bulletin of Atomic Scientists.

Integrated GMail, addon per raggruppare tutti i servizi Google nell’Inbox di GMail

Tutti coloro che sostengono una “teoria” di navigazione “email-centrica” e, nel dettaglio, “GMail-centrica” (perdonate gli adattamenti dall’astronomia), desiderano da sempre integrare le interfacce email con tutte le funzionalità dispoibili, per costruire un’unica applicazione completa ed affidabile.

L’addon per Firefox che andiamo oggi a proporre permette di raggruppare in una sola sede Google Reader, Calendar, Notebook, Maps, Groups, Picasa ed altro ancora: nella fattispecie, tutte le applicazioni Google saranno disponibili nella casella Inbox di GMail. Insomma, Integrated GMail permette non solo di risparmiare tempo durante la navigazione, ma anche di organizzare al meglio tutti i propri account e di ritrovarli all’indirizzo più importante, quello di GMail.

Nuova grafica per Google Reader e Youtube!

Google è il motore di ricerca più usato del web, ma è anche un comodissimo Feed Reader con interfaccia WEB. Oggi è proprio di Google Reader che ci dedichiamo. Da ieri (non so sé è presente da prima, io l’ho vista ieri) è disponibile una nuova interfaccia grafica di Google Reader. Quella presente ora è molto più leggera, sua nei kb che nei colori che sono più sobri e più leggeri per gli occhi.

Con questi colori blu pastello, Google Reader, si uniforma in pieno allo stile che stanno prendendo tutte le altre applicazioni di Google. Infatti, come tutti sappiamo, Google possiede anche Youtube e anche lì sono state apportate delle modifiche importanti alla grafica. Addirittura, è cambiata gran parte del layout del sito.

Google, come ti frego la Apple

Come al solito, BigG l’ha fatta franca, in questo caso a metterci il carico c’è anche l’ammissione di colpa e magari anche un pò di ingenutà da parte di mamma Apple.

In molti lo avevano sospettato, ora ne abbiamo la conferma, Google ha violato le regole imposte da Apple per lo sviluppo di software per iPhone utilizzando alcune API non presenti nell’SDK ufficiale.

Ciò nonostante il software è stato distribuito e pare proprio strano che a Cupertino non si siano accorti di niente, i più maligni infatti sospettano che pur di poter dotare i melafonini di software targato Google siano addirittura passati sopra alle proprie ferree regole. Il fatto, ammesso castamente da Mountain View, sta facendo infuriare il popolo di sviluppatori privati e le software house meno blasonate che per l’uso delle stesse API si son visti rifiutare le applicazioni dalle severe commissioni di Apple.

Le API incriminate sono quelle relative al sensore prossimità che permette la funzione che disattiva lo schermo quando stiamo parlando al telefono. I più vispi, infatti, si saranno già accorti che la stessa funzione permette al software di Google di lanciare la nuova ricerca vocale.