Shazam, ora è possibile riconoscere la musica anche su Mac

Shazam, ora è possibile riconoscere la musica anche su Mac

Shazam, ora è possibile riconoscere la musica anche su Mac

Shazam, la popolare ed ampiamente apprezzata app per device mobile grazie alla quale è possibile riconoscere i brani musicali in ascolto, ora risulta compatibile anche con OS X.

Nel corso degli ultimi giorni il team di Shazam ha infatti pubblicato un apposito post sul blog ufficiale mediante il quale ha annunciato di aver reso disponibile su Mac App Store la celebre applicazione di music discovery anche per computer Apple.

Questo sta quindi a significare che d’ora in avanti anche su MacBook Air, MacBook Pro e iMac sarà possibile fruire delle feature di Shazam avviando la famosa app e scoprendo i titoli dei brani musicali che vengono riprodotti nelle vicinanze.

Download Notifier, notifiche sul desktop al completamento dei download

Download Notifier, notifiche sul desktop al completamento dei download

Download Notifier, notifiche sul desktop al completamento dei download

Google Chrome mette a disposizione dei suoi utilizzatori una barra che consente di verificare lo stato di avanzamento degli eventuali download e grazie alla quale successivamente è possibile accedere in maniera diretta al file scaricato.

Chi, tra voi lettori di Geekissimo, non è però soddisfatto di quanto offerto dal browser web del colosso delle ricerche in rete e vorrebbe poter avere a propria disposizione un qualcosa di più simile a quanto reso disponibile per Mozilla Firefox per la gestione dei download sarà sicuramente ben felice di poter fare la conoscenza di Download Notifier. Ricorrendo all’utilizzo di questa estensione è infatti possibile potenziare il sistema di download integrato in Google Chrome andando ad aggiungere una feature extra: le notifiche.

USB: lo standard non è sicuro, scoperta una grave vulnerabilità

USB: lo standard non è sicuro, scoperta una grave vulnerabilità

USB: lo standard non è sicuro, scoperta una grave vulnerabilità

Il fatto che lo standard USB possa essere sfruttato per infettare un computer, ad esempio tramite pendrive, è oramai ben risaputo ma che sia anche “portatore sano” di una grave vulnerabilità praticamente impossibile da risolvere è però cosa nuova.

Ad aver scoperto la non felice novità sono stati i ricercatori di sicurezza Karsten Nohl e Jakob Lell.

Nel corso della conferenza Black Hat che si terrà la prossima settimana a Las Vegas i due ricercatori mostreranno infatti il funzionamento di BadUSB, un software che può essere installato su un dispositivo USB per prendere il controllo del PC ed eseguire diverse operazioni come ad esempio cancellare i file o effettuare il reindirizzamento del traffico internet.

BadUSB risiede nel firmware del controller, il chip presente in tutti i dispositivi e che va a gestire lo scambio bidirezionale dei dati. Questo sta a significare che il malware non può essere rilevato e neppure eliminato.

Samsung, un nuovo smartwatch con display rotondo

Samsung, un nuovo smartwatch con display rotondo

Samsung, un nuovo smartwatch con display rotondo

Prossimamente Samsung potrebbe rendere disponibile sul mercato un nuovo smartwatch.

A differenza di quanto proposto sino ad ora dall’azienda sudcoreana si tratterebbe però di un orologio smart caratterizzato da un display rotondo e dunque molto simile a quello che Motorola ha scelto di integrare nel suo Moto 360.

A render nota la cosa è stato il sito web MobileGeeks che ha da poco scoperto l’esistenza di tre nuovi brevetti depositati da Samsung.

Instagram annuncia Bolt e lancia il guanto di sfida a Snapchat

Instagram annuncia Bolt e lancia il guanto di sfida a Snapchat

Instagram annuncia Bolt e lancia il guanto di sfida a Snapchat

Nel corso delle ultime ore Instagram ha annunciato la disponibilità di una nuova app di messaggistica one-tap per dispositivi iOS e per Android.

Si tratta di Bolt (no, non è un detersivo!) e permette di inviare agli amici foto e video che scompaiono dopo la visualizzazione, un modus operandi questo che appare abbastanza simile a quello di Snapchat.

Per il momento l’applicazione risulta scaricabile soltanto dagli utenti che risiedono in Nuova Zelanda, Sud Africa e Singapore ma ben presto il download potrà essere effettuato anche negli altri paesi del globo.

Per poter usufruire di Bolt è sufficiente inserire il proprio numero di telefono e non viene richiesto alcun collegamento con eventuali account Facebook e/o Instagram. L’app agisce poi andando a prelevare i contatti dalla rubrica presente sul dispositivo in uso ma eventualmente consente anche di creare una lista di preferiti. Successivamente l’utente non deve far altro che scattare un selfie da usare come foto profilo.

Google Glass, indiscrezioni su prezzo e data di uscita

Google Glass, una soluzione per i dentisti

Google Glass soluzione dentisti

L’azienda italiana Gerhò ha sviluppato un’interessante soluzione dedicata in maniera specifica ai Google Glass che va ad aprire nuove applicazioni in ambito medico per l’ormai celebre device indossabile.

Trattasi di ciò che è stato identificato con il nome di Dental Glass e punta a portare i Google Glass direttamente negli studi dentistici in modo tale da poter avere cartelle cliniche, radiografie dei denti e quant’altro direttamente “a portata di occhio”.

Gli specialisti hanno in tal modo la possibilità di accedere immediatamente a tutte le informazioni riguardanti uno specifico paziente semplicemente sfruttando i comandi vocali di Google Now che risultano integrati nel dispositivo. I dentisti hanno tutti i dati a disposizione in tempo reale con mani libere per visite e trattamenti e possono anche utilizzare gli occhiali per la realtà aumentata di Google nelle loro complete funzionalità al di fuori dell’ambito medico.

Bose si scaglia contro Beats di Apple per violazione di brevetti

Bose si scaglia contro Beats di Apple per violazione di brevetti

Bose si scaglia contro Beats di Apple per violazione di brevetti

A qualche settimana di distanza dalla messa a segno dall’acquisizione di Beats Electronics da parte di Apple l’azienda della mela morsicata più celebre al mondo si è ritrovata a dover fare i conti con una sorpresa non esattamente gradita quale quella di una causa legale avviata da Bose nei confronti della società fondata da Dr. Dre e da Jimmy Iovine.

L’altro leader nella produzione di strumenti per audiofili ha infatti denunciato Beats per violazione della proprietà intellettuale sulle tecnologie di riduzione del rumore di riproduzione.

Stando a quanto emerso sarebbero stati violati ben 36 brevetti per oltre 50 anni di ricerca e di innovazione nel campo della riproduzione musicale.

A finire sotto accusa sono alcune delle cuffie firmate Dr. Dre, le Beats Studio e le Beats Studio Wireless, poiché violerebbero la proprietà intellettuale di alcune innovazioni presenti nelle in-ear Bose QuietComfort 20 e nelle Bose QuietComfort 20i.