Foto che mostra Google su smartphone

Google ufficializza la funzione per fare shopping online

Tempo fa avevano cominciato a circolare online alcune indiscrezioni riguardanti la volontà di Google di rendere disponibile un pulsante Buy per lo shopping in rete al fine di velocizzare il processo di acquisto di qualsiasi bene.

Foto che mostra Google su smartphone

Stando a quanto emerso nel corso delle ultime ore la funzionalità in oggetto farà ufficialmente il suo debutto durante le prossime settimane con il nome di Compra su Google. Il pulsante comparirà infatti all’interno delle inserzioni pubblicitarie da circa una dozzina di partner nella SERP.

Foto di una persona che utilizza Google Search sulllo smartphone

Google risponde prima che le domande degli utenti finiscano

Rispondere in maniera rapida, quasi istantanea, ai quesiti degli utenti rappresenta già da tempo una delle priorità di Google. Evidente dimostrazione di ciò è sicuramente Instant, la feature di big G che mostra le pagine dei risultati quando l’utente sta ancora digitando le keyword.

Foto di una persona che utilizza Google Search sulllo smartphone

A tal proposito, nei giorni scorsi Google ha deciso di far compiere ad Instant un ulteriore ed importante passo avanti in base al quale d’ora in avanti Big G sarà in grado di fornire risposta prima ancora che le domande degli utenti vengano completate.

Immagine che mostra l'acquisto di prodotti online da smartphone

Google introdurrà il pulsante Buy per fare acquisti dalla SERP?

In un futuro non molto lontano gli equilibri che allo stato attuale delle cose regolano il mondo dell’e-comemrce potrebbero essere ridefiniti. Stando infatti ad un’indiscrezione riportata nel corso delle ultime ore dal The Wall Street Journal entro qualche settimana Google darà il via all’inclusione del pulsante Buy nella SERP.

Immagine che mostra l'acquisto di prodotti online da smartphone

Trattasi di una novità che qualora effettivamente introdotta permetterà di comprare un prodotto direttamente dalle pagine dei risultati di ricerca facilitando non poco la procedura di acquisto online a cui si è solitamente sottoposti ed andrà a mettere Google in diretta competizione con colossi dell’e-commerce quali Amazon e eBay.

Foto che mostra un utente che utilizza Google da tablet

Google, piccole ma importanti novità per la versione mobile

La versione mobile di Google, è cosa ben risaputa, va a differenziarsi da quella accessibile su computer desktop e laptop per alcune ottimizzazioni applicate da big G per cercare di migliorare il più possibile l’esperienza di navigazione che viene offerta agli utenti su smartphone e su tablet.

Foto che mostra un utente che utilizza Google da tablet

A tal proposito nel corso degli ultimi giorni Google ha annunciato l’introduzione di due piccole ma importanti novità: una riguardante l’URL dei link indicizzati ed un’altra relativa alla comparsa all’interno della SERP delle app disponibili per l’installazione.

Immagine di un uomo con un MacBook che fa ricerche su Google

Google, ecco l’algoritmo che scova le bufale

Cercare di fare scorpacciate di click, pratica altrimenti definita come click baiting, diffondendo notizie false, le cosiddette bufale, con il solo scopo di aumentare il numero di visitatori verso uno specifico sito web è ormai diventata una pratica ben consolidata. Consapevole della cosa ed al fine di porre un punto alla questione Google ha però fatto sapere di aver messo a punto un nuovo algoritmo che a seconda dei casi va a premiare o penalizzare i siti web in base all’attendibilità dei contenuti che pubblicano.

Immagine di un uomo con un  MacBook che fa ricerche su Google

Il nuovo algoritmo si chiama Knowledge-Based Trust ed entrerà in vigore a partire dal prossimo 21 aprile. L’algoritmo sfrutta le informazioni di Knowledge Vault, una grande base di dati scaricati dalla rete, già archiviati dal motore di ricerca e considerati ragionevolmente attendibili. Le pagine web che conterranno informazioni contraddittorie rispetto a Knowledge Vault verranno automaticamente penalizzate.

Google Now iOS

Google Now, ora è disponibile anche su iOS

Google Now iOS

Del possibile arrivo su device iOS se ne parlava già dal mese scorso ma la conferma ufficiale della disponibilità su iPhone e su iPad è arrivata soltanto qualche ora fa quando, appunto, l’app Ricerca Google è stata aggiornata implementando la nuova e tanto desiderata feature Google Now.

Con l’aggiornamento alla versione 3.0.0 dell’app Ricerca Google l’assistente tuttofare di big G è sbarcato anche su iOS entrando, in tal modo, in diretta competizione con Siri.

Per chi non lo sapesse Google Now è una nuova esperienza di ricerca Google che mediante tutta una serie di riquadri appositi consente di accedere rapidamente a quelle che sono le principali informazioni di interesse per la giornata e per l’utente.

Personal Blocklist, Google rilascia un’apposita estensione per Chrome mediante cui bloccare i siti web indesiderati tra i risultati di ricerca

Non molto tempo addietro, qui su Geekissimo, avevamo dato uno sguardo ad apposite estensioni per Google Chrome mediante cui ottimizzare la comparsa dei risultati di ricerca andando a rimuovere tutti i vari ed eventuali siti web indesiderati o, per meglio intenderci, da poter contrassegnare come spam.

Tuttavia, tutti gli add-on proposti sino ad ora, come d’altronde la maggior parte delle estensioni disponibili per il browser web del gran colosso delle ricerche online, erano stati rilasciati da sviluppatori estranei a Google, il che, invece, rende Personal Blocklist una risorsa ben diversa dalle altre.

Di cosa si tratta? Molto semplice: di una nuova ed interessantissima estensione, compeltamente gratuita, utilizzabile anche in lingua italiana (per la gioia di tutti noi utenti dello stivale!) e resa disponibile direttamente dalla nota azienda di Mountain View, che, senza troppi giri di parole, consente di migliorare notevolmente la visualizzazione dei risultati di ricerca permettendo dunque di rimuovere i siti web di dubbia attendibilità.

Google Search Spam Blocker, rimuovere lo spam dai risultati di ricerca di Google

Spesso accade che, utilizzando Google per eseguire le proprie ricerche online ed immettendo una specifica parola chiave, ci si ritrovi a dover fare i conti con link spam o, comunque sia, con collegamenti che, per un motivo o per un altro, riteniamo ben poco attendibili.

Purtroppo, a patto che non si disponga di una buona memoria e nell’eseguire una successiva ricerca ci si ricordi di evitare la visualizzazione di specifiche pagine web, cercare di aggirare spam e quant’altro diviene un’impresa piuttosto difficoltosa, se non addirittura impossibile.

Una situazione di questo tipo, fortunatamente, può però essere risolta in modo abbastanza pratico ricorrendo all’impiego di un’apposita estensione tutta dedicata al browser web di casa Google.

Google Instant e le parole “proibite”

Google è buono. Google è bello. Google pensa che “là fuori” ci sia un mondo pieno di insidie. Ecco perché il nuovo sistema Google Instant, che permette di visualizzare i risultati delle ricerche senza premere Invio, blocca la comparsa automatica dei risultati ritenuti “rischiosi”: quelli relativi a termini aventi a che fare con la sessualità, la violenza e altre cose “brutte, brutte, brutte” che si possono trovare in Internet, così come nella vita.

Nulla di male, ci verrebbe da pensare. Se non fosse che questo sistema di protezione (o censura, fate un po’ voi) blocca anche dei termini che di periglioso o scabroso hanno ben poco. Il sito ‘2600.com’ sta cercando di raccoglierli tutti in una lista e quello che ne sta venendo fuori è un quadro quantomeno grottesco, con termini assolutamente innocui bloccati da Google Instant e parole/frasi molto più controverse fatte passare senza battito di ciglia. Volete qualche esempio? Non vi resta che continuare a leggere.
  • 4chan – bloccato se seguito da uno spazio e una “b”. d’altronde è un fatto risaputo che le imageboard contenenti la sovversiva seconda lettera dell’alfabeto sono pericolosissime.
  • Are (sono) – se messo dopo termini relativi a gruppi etnici o religiosi (es. evangelists, iranians, ecc.) la ricerca istantanea viene bloccata. Google ci insegna che le persone non si giudicano in base alla loro etnia, religione o idee politiche.

10 utili trucchetti per sfruttare al meglio Google Search

La maggior parte dell’utenza mondiale, sia geek che non, utilizza abitualmente l’apposito motore di ricerca offerto da Google per reperire le più svariate tipologie d’informazioni in modo tanto pratico quanto veloce.

Tuttavia Google Search non costituisce soltanto un potente strumento per quanto concerne quella che è la ricerca fine a se stessa ma, al suo interno, integra anche tutta una serie di apposite funzioni decisamente utili ed al contempo originali.

Vi sono infatti alcuni semplici ma efficienti trucchetti ai quali è possibile accedere così da sfruttare in modo ancor più efficiente le già valide e note funzionalità del motore di ricerca targato big G.

Speed Dial, un estensione per potenziare la nota funzione già inglobata in Chrome

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Sicuramente la maggior parte di voi lettori di Geekissimo saprà bene cosa si intende quando si parla di “speed dial”, in modo particolare facendo riferimento a Chrome, il browser di casa Google che negli ultimi giorni sembra stia andando a riscuotere un successo sempre maggiore.

In ogni caso, per coloro che fossero all’oscuro della cosa, anche se dubito che vi siano lettori non preparati a riguardo, il termine “speed dial” sta ad indicare, in linea generale, l’insieme dei link più cliccati o più recentemente visitati, che, all’apertura del browser (come ad esempio Chrome), appaiono sottoforma di anteprime cliccabili, creando in tal modo una sorta di collegamento rapido al sito web d’interesse.

Come già accennato, tale funzione la si trova già implementata in Chrome (oltre che in altri browser quali ad esempio Opera) ogni qual volta si va ad aprire una nuova scheda. Tuttavia, per impostazione predefinita, lo speed dial del browser di casa Google non permette particolari personalizzazioni, andando a generare, in maniera del tutto automatica, delle anteprime cliccabili in base alle statistiche rilevate dai nostri collegamenti, impedendo dunque all’utente di scegliere quali link visualizzare e quali no.

Dunque, per far fronte a tutta una serie di piccole mancanze accennate, che la genialità di big G ha tralasciato (almeno per il momento), è stata creata un apposita estensione per Chrome, mediante la quale viene offerta la possibilità di personalizzare ed ottimizzare la pagina di default dello Speed Dial.

Intro in Flash? Addio se cerco con Google

Intro in Flash? Addio se cerco con Google

C’è stato un periodo i cui molti sviluppatori farcivano il sito con una bella introduzione in Flash, pesante come non mai.

Di recente sono nate due filosofie di pensiero, la prima cerca di limitare il flash allo stretto indispensabile, vedi Youtube, la seconda continua a fare largo uso di questo linguaggio di programmazione, visitate il sito del AlfaRomeo, si potrebbe dire che giustamente con linee più veloci quei contenuti non sono cosi pesanti, ma personalmente non ritengo sia un pensiero giusto.