Twitter non è in vendita

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Twitter è ormai una realtà sempre più ingombrante e capita sempre meno spesso di incontrare qualcuno che non lo abbia perlomeno sentito nominare. Con i suoi 17 milioni di utenti dall’ultimo rilevamento, Twitter ha messo il web sulla strada del web 3.0, con i suoi servizi integrabili, la sua vocazione mobile e soprattutto, il social network in tempo reale.

Gli accordi con Microsoft e Google per l’inclusione dei suoi contenuti nei rispettivi motori di ricerca hano fruttato non poco a Twitter e questo già da un senso del suo valore di mercato. In passato Twitter, quando era già grande, ma non abbastanza da strappare contratti a Google e Microsoft, non ha mai almeno in via ufficiale ricevuto lusinghe da parte dei due colossi dell’informatica.

Google Chrome apre la sezione extensions agli sviluppatori

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Qualche giorno fa abbiamo visto Google Chrome introdurre alcune novità riguardo le tanto attese estensioni. Prima con una pagina dedicata alle estensioni, poi con una serie di prove su strada, Google ha finalmente aperto il capitolo delle estensioni del suo browser a volte troppo cigolante.

Le estensioni, nell’insegnamento di Firefox, sono fondamentali alla riuscita di un buon browser. Permettono di estenderne le funzionalità e di dare forma ad un browser che sia sempre più adattabile all’esperienza specifica degli utenti.

Aprirsi alle estensioni però non significa solo attivarne il supporto, ma anche attrarre sviluppattori, dai quali dipende l’esistenza di un seti di estensioni utili e stabili o superflue e destabilizzanti per il nostro sistema. Google da oggi invita gli sviluppatori ad uplodare le proprie estensioni.

Google Voice sempre più vicino

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Da quando Google ha introdotto Google Voice per un numero limitato d’utenti e solo epr gli Stati Uniti, non ci sono state grosse novità. Non si sa ancora Google come intende standardizzare questo servizio e che ricaduta avrà sulle compagnie telefoniche locali.

Intanto Google annuncia un passaggio forse solo simbolico per alcuni, ma che indica che i tempi sono sempre più maturi e presto compagnie telefoniche e gestori VoIP dovranno fare i conti con il VoIP di Google. Con la fine del 2009, infatti, Google chiuderà definitivamente Grand Central, il servizio acquistato da Google e dal quale è partito tutto.

Il 31 Dicembre i server di Grand Central saranno spenti, gli utenti sono stati avvisati da Google di salvare tutti i dati che non vorrebbero perdere, dal momento che la loro conservazione integrale non è assicurata.

La strana storia di “The Huffington Post” e iTablet di Apple

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Su “The Huffington Post” è apparso un post che ha scatenato un modesto chiacchiericcio sulla rete. L’autore del post, Gerald Sindell, sostiene di aver testato iTablet di Apple per 24 ore dietro concessione della stessa Apple.

La descrizione del test fa pensare che si tratti di uno scherzo, anche se non è mai esplicitamente dichiarata la falsità dei fatti, neanche a distanza di qualche giorno e numerose illazioni che ne sono venute fuori.

Gli elementi evidenziati da Gerald Sindell sono grotteschi. Il supposto iTablet di Apple con cui l’autore ha giocato ha uno schermo di 10 pollici ed un sistema operativo completamente multitouch. Descrive una serie di nuove gestures strampalate, come la full hand gesture, ovvero l’intero palmo della mano sullo schermo e ruotare per ottenere diversi risultati.

E’ arrivato il momento per l’email di cedere il passo?

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Da quando il web è nato sono cambiate tante cose, nuovi servizi e nuove tecnologie hano sostituito i vecchi o si sono integrati ad essi e la nostra esperienza sul web è sempre mutevole ed in trasformazione.

Una costante però ci segue dall’alba della rete, la prima forma di comunicazione, il porting digitale di un vecchio mezzo, la posta. Tutti abbiamo iniziato da un’email, ci ha permesso di comunicare in quello che all’epoca si chiamava tempo reale con i nostri contatti, con l’avvento del web 2.0 è diventato il cuore pulsante dei nostri social network.

Prima che i sistemi di notifica fossero integrati nei servizi l’email era l’unico modo per i social network di notificare attività sui nostri account. Per Twitter, Facebook, etc. la nostra identità è determinata dalla nostra email e guai a perdere la casella di registrazione.

FLux, un rimedio all’insonnia da Geek

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Giorno dopo giorno abbiamo visto il computer entrare in sempre più momenti della nostra giornata. Questo vale per tutti, ma in particolar modo vale per i Geek e tutti coloro che con un computer si guadagnano da vivere.

Molti di noi spesso per piacere o per dovere, tirano fino a tardi davanti il proprio computer. Vi sarà sicuramente capitato di non poter staccare e andare a dormire per qualche deadline o per un’ossessione che non vuole lasciarvi. Tutti noi sappiamo che significa alzarsi dalla propria sedia nel cuore della notte, infilarsi finalmente nell’agognato letto e non riuscire a chiudere occhio per ore.

A volte è semplice insonnia, ce l’hanno parecchie persone e i rimedi sono poco più che sintomatici. Spesso però può essere legato al computer. La luce che emettono i nostri schermi infatti è costante, con variazioni di luminosità nel casi siano presenti sensori in grado di misurarla. Quello che però non cambia mai è la temperatura di colore.

Speedi.ly, analisi automatica del Real Time Web

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Con l’avvento e la crescita del web in tempo reale, nascono nuovi repository di link e con essi nuove necessità di ranking.

Se Google si fa attendere nella sua “valutazione” del web in tempo reale, che si svolge su social network quali Twitter, altri sviluppatori si stanno dando da fare per dare una classificazione sempre più accurata dei link buzzati a migliaia ogni giorno sulle onde del real time sharing.

Speedi.ly è uno di questi, con il suo servizio offre l’analisi automatica di un link, restituendo valori numerici per la sua categorizzazione automatica. Da alcune prove che sono state fatte Speedi.ly restituisce sempre risultati appropriati e promette di offrire sempre più dettagli.

Da Blogger a Blogger, Speech Recognition

Un’interessante articolo su Problogger ha trattato della Speech Recognition, un argomento molto sentito dai blogger come da tutti coloro che passano la maggior parte della loro giornata lavorativa a scrivere.

Il caso in questione è quello di Jon Morrow, blogger di fama mondiale, con gravi disabilità motorie che non gli permettono di utilizzare le mani per interfacciarsi con il proprio PC. L’articolo viene con un video autoprodotto da Jon Morrow in cui spiega nel dettaglio come funziona la Speech Recognition e da interessanti dati sull’evoluzione che questa ha avuto negli ultimi anni.

Il software che usa e consiglia è Dragon Naturally Speaking per Windows Vista o Windows 7 e Mac Speech Dicatate per Mac, entrambi i quali utilizzano lo stesso motore pe analizzare le parole. Secondo l’esperienza di Jon Morrow entrambi i software assicurano un’accuratezza del 99,5% e ne da una dimostrazione video dal minuto 14:27 e il minuto 19:00 del video embeddato in questo post.

In arrivo il GPhone nei primi mesi del 2010

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Da quando Google ha iniziato a sviluppare Android, il sistema operativo mobile della grande G, sì è sempre parlato del Google Phone o GPhone.

Per GPhone non si intende un HTC piuttosto che un Motorola o un Sony, con sopra una versione di Android adattata, ma del telefonino di Google, il gifonino potremmo dire. Un dispositivo che non porti con se brands di altre case, anche se prodotto da esperti del settore ovviamente, e che ha un sistema operativo completamente supportato da Google.

Le prove finora di Google di entrare nel mercato del software mobile sono state di mediocre successo, se successo si può chiamare. L’appeal che Google ha sugli utenti gli ha assicurato senza dubbio una forte curiosità ed una conseguente crescita delle vendite dei dispositivi mobile.

Twitter rilascia le API per la ricerca dei contatti

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E’ ormai ufficiale che il successo di una qualunque web-app passa per le sue API. Un sistema di API ben pensato e realizzato assicura ad un servizio web una viralità finora mai concepita. La possibilità per gli sviluppatori di integrare nei propri progetti funzioni elaborate all’esterno assicura un’ttimizzazione delle energie collettive ed un’accelerazione dello sviluppo della rete.

Twitter come sappiamo ha basato buona parte del suo successo proprio sulle sue API, grazie alle quali si è prontamente diffuso fra gli utenti, presentandosi grazie alle applicazioni di terze parti in più forme, dunque attraendo differenti target.

Nel corso degli anni le API di Twitter sono diventate sempre più complesse e passo dopo passo hanno reso tutte le funzioni di Twitter disponibili per tutti gli sviluppatori. Un grande assente, fra le API di Twitter, è sempre stata la possibilità di ricercare i contatti attraverso applicazioni di terze parti.

Qualche numero sulla campagna di Ads di Digg

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In un’intervista alla Fox Business News, di cui potete vedere il video in inglese, Jay Aldson, CEO di Digg ha rilasciato dei dati interessanti sulle statistiche raccolte dall’inizio della campagna di Ads di Digg.

Esprimendo la sua opinione riguardo come i media tradizionali potrebbero sopravvivere al prepotente avvento del web nei mezzi di comunicazione di massa, Jay Aldson ha approfittato per fare un po’ di pubblicità alla campagna di Ads interattivi che Digg sta ormai portando avanti da mesi.

L’interattività degli Ads, lo ricordiamo, consiste nella possibilità per gli utenti di votare o meno un determinato Ad; esattamente come per le stories di Digg, gli Ads saranno più o meno visibili secondo il loro rating, assicurando una pubblicità di qualità o quantomeno scelta dagli utenti.

YouTube Direct, l’uploader embeddabile

Il citizen journalism è una tendenza che come abbiamo più volte osservato, è in costante crescita e la nascita di servizi come Twitter e YouTube ne ha accelerato la sua affermazione. Pensate a tutti quei “giornalisti” che comunicano al mondo i propri scoop attraverso status update di Twitter, un video caricato on-the-go su YouTube e un’immagine condivisa su FlickR.

Virgolettiamo la parola “giornalisti” perché stiamo parlando delle migliaia di persone comuni che ogni giorno condividono le informazioni che apprendono durante la loro giornata. Più volte è capitato che questi nuovi informatori superassero i media tradizionali in tempestività ed accuratezza; la forza della rete che accomuna azioni singole e le rende visibili ha dato i suoi migliori frutti nel caso dei crimini in Birmania e delle proteste in Iran.

Alcuni esponenti dei media tradizionali stanno intraprendendo la strada dell’oltranzismo, cercando di procrastinare il più possibile la loro inevitabile fine. Altri invece, più intelligentemente, cercano di adattarsi e portare la loro esperienza in questo nuovo mondo, accogliendo sui propri portali i contributi di questi giornalisti improvvisati e mettendo le basi per un vero e proprio “citizen journalism“.

Recensione Remote Tap per iPhone

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In questa rubrica dedicata alle recensioni di applicazioni per iPhone abbiamo già presentato una soluzione di remote control del vostro Mac attraverso il vostro iPhone. Quella che vi proponiamo oggi è una soluzione più complessa di un semplice controllo a distanza. Remote Tap infatti è un vero e proprio client VNC, in grado dunque di riprodurre lo schermo del vostro Mac sul vostro iPhone.

Il funzionamento è piuttosto semplice. Acquista l’applicazione e scaricate dal sito il deamon da lanciare sul Mac, questo vi permetterà doi stabilire la connessione fra iPhone e Mac attraverso Remote Tap. La configurazione del Mac può dare delle noie, in particolar modo a causa di restrizioni per la sicurezza, spesso dovute ad impostazioni del router.

Per fortuna Remote Tap è una di quelle applicazioni con finestre di dialogo chiare e risolutive, quindi se dedicherete 5 minuti a leggere quello che vi si pone davanti, risolverete qualunque problema in poco tempo. Il tipico intoppo è dovuto o al divieto di accedere a determinate porte o al protocollo UPnP disabilitato sul vostro router.

Adobe rilascia Adobe AIR 2.0 beta

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Adobe AIR è la piattaforma di sviluppo di Adobe lanciata nel “lontano” 2007, e che sulla quale sono stati sviluppati i noti clien Twitter Tweetdeck e Seesmic, oltre che altre decine di applicazioni per altri social network e web-app in generale.

Adobe AIR pur avendo sempre avuto una buona base di sviluppo, non ha mai raggiunto uno standard qualitativo che non comportasse qualche compromesso per gli utenti. Pur utilizzandolo per le ottime applicazioni Tweetdeck e Seesmic, Adobe AIR ha sempre costituito un limite evidente all’usabilità.

Un esempio lampante era l’impossibilità di aprire file con il programma da noi predefinito, così come l’incapacità della piattaforma AIR di riconoscere i supporti di storage di massa. Con la versione 2.0, anche se ancora in beta, Adobe AIR fa un importante salto di qualità, eliminando questi limiti e aggiungendo ulteriori benefici.