Android batte iOS, meno crash e maggiore stabilità

Android batte iOS, meno crash e maggiore stabilità

Android batte iOS, meno crash e maggiore stabilità

Poter contare su una piattaforma stabile è un dato di fondamentale importanza non solo in fatto di computer ma anche quando si parla di mobile. A tal proposito il report pubblicato da Crittercism ed intitolato “Mobile Experience Benchmark” può essere senz’altro illuminante.

Il report in questione ha infatti come scopo quello di far luce riguardo la stabilità e l’affidabilità degli OS mobili attualmente presenti sulla piazza ed in particolar modo Android e iOS. Stando a quanto emerso sembrerebbe che sia Google sia Apple, con i loro sitemi operativi, abbiano imboccato la giusta strada riducendo in modo significativo la frequenza dei malfunzionamenti e dei blocchi delle applicazioni in esecuzione su smartphone e tablet ma il gap che separa iOS da Android appare ancora piuttosto evidente.

Dal report, basato sull’analisi del comportamento di circa un miliardo di device in tutto il mondo, è infatti emerso che la più recente versione di Android, la relase 4.4 KitKat, va incontro a crash nello 0,7% dei casi mentre se si prendere in considerazione l’ultimissima relase di iOS, iOS 7.1, la percentuale risulta pari all’1,6%… praticamente più del doppio!

Mute.fm, interrompere la musica all'esecuzione di altri suoni

Mute.fm, interrompere la musica all’esecuzione di altri suoni

Mute.fm, interrompere la musica all'esecuzione di altri suoniSpesso capita che mentre si è intenti ad ascoltare un brano musicale al PC risulti necessario avviare l’esecuzione di un ulteriore file multimediale.

Al verificarsi di una situazione di questo tipo è indispensabile eseguire tutta una serie di operazioni, quali: interrompere la riproduzione del brano musicale o ridurre il volume del player in uso, avviare quella dell’altro file multimediale ed effettuare poi l’operazione inversa per continuare ad ascoltare la musica. La procedura non è affatto complicata ma, nel complesso, decisamente poco pratica. È proprio per questo che l’utilizzo di un software quale Mute.fm può rivelarsi molto utile.

Mute.fm è un programma gratuito ed utilizzabile su tutti i sistemi operativi Windows (sia a 32-bit sia a 64-bit) che agisce andando ad interrompere la musica di sottofondo quando comincia l’esecuzione di un altro suono.

passLikeW8, visualizzare le password nascoste in Firefox

passLikeW8, visualizzare le password nascoste in Firefox

passLikeW8, visualizzare le password nascoste in FirefoxDi solito all’inserimento di una password in un form online questa viene nascosta con pallini o asterischi in modo tale da evitarne la visualizzazione ad eventuali terzi.

Trattasi quindi di una misura di sicurezza preventiva che può rivelarsi particolarmente utile quando ci si trova in un luogo in cui sono presenti altre persone come ad esempio in un ufficio o in un bar. Quando si è casa, però, la funzionalità in questione potrebbe non essere necessaria ed in alcuni casi potrebbe addirittura risultare fastidiosa.

Chi utilizza Mozilla Firefox come browser web sul proprio computer e desidera evitare che le password digitate vengano coperte può però prendere in considerazione l’idea di utilizzare un apposito add-on quale passLikeW8.

Roku: Apple TV è una mera perdita di denaro

Roku: Apple TV è una mera perdita di denaro

Roku: Apple TV è una mera perdita di denaro

Nel Bel paese non è molto famoso ma in terra a stelle e strisce Roku, ovvero il nome che va ad identificare una gamma di dispositivi ideati in maniera specifica per l’intrattenimento da salotto, può contare su un gran numero di ammiratori e viene considerato dai più come il principale antagonista della Apple TV.

C’è dunque ben poco da sorprendersi se in occasione dell’evento Code/Media organizzato dalla testata tech Re/Code, il CEO di Roku Anthony Wood abbia definito Apple TV come una mera perdita di denaro per il gruppo di Cupertino, come un device su cui non vale in alcun modo la pena di investire.

Apple TV è essenzialmente un accessorio per iPad. Sprecano soldi, fatto inusuale per Apple. Se si perde denaro, perché ne vorrebbero vendere di più?

Google Glass: ora è possibile provarli prima dell'acquisto

Marc Newson: i Google Glass fanno sembrare un idiota chi li indossa

Marc Newson: i Google Glass fanno sembrare un idiota chi li indossa

A quanto pare a Marc Newson, uno dei designer industriali più rinomati al mondo, i Google Glass non piacciono affatto o almeno questo è quel che se ne deduce da una recente intervista concessa dallo stesso a Dezeen durante la quale ha appunto affermato che gli occhiali per la realtà aumentata del colosso delle ricerche in rete fanno sembrare un idiota chi li indossa.

Mar Newson ha infatti dichiarato che “La tecnologia indossabile è certamente il futuro, non c’è dubbio su questo. Se sia proprio il caso di metterla su un paio di occhiali, non ne sono sicuro. C’è un rischio reale che sembri un po’ idiota. Quello che Google ha fatto finora, non morirei per indossarli. Penso che sembri davvero abbastanza stupido” aggiungendo inoltre “È un po’ come quella meravigliosa invenzione chiamata Segway: è un fantastico pezzo di tecnologia ma sembri davvero un pirla quando vai in giro su uno di questi“.

Apple brevetta gli SMS trasparenti per evitare di inciampare

Apple brevetta gli SMS trasparenti per evitare di inciampare

Apple brevetta gli SMS trasparenti per evitare di inciampare

A tutti è capitato almeno una volta di inciampare camminando a causa della distrazione di un SMS ricevuto o da inviare sul proprio smartphone e considerando quanto descritto nel nuovo brevetto di Apple è molto probabile che una situazione di questo tipo si verifichi con una certa frequenza anche in quel di Cupertino.

L’azienda della mela morsicata più famosa al mondo ha infatti sottoposto un nuovo brevetto all’USPTO (US Patent & Trademark Office) che si presenta come un piccolo ma esplosivo concentrato di tecnologia. Apple ha infatti intenzione di trasformare la normale interfaccia utente della messaggistica, iMessage compreso, in uno sfondo trasparente mediante il quale svelare ciò che normalmente viene coperto dall’iPhone.

iPhone 6, dal Giappone con furore

iPhone 6, dal Giappone con furore

iPhone 6, dal Giappone con furore

Al momento non si hanno ancora notizie ufficiali ma stando alle indiscrezioni l’iPhone 6, il prossimo e già attesissimo melafonino, potrebbe essere presentato in due dimensioni schermo.

Tale rumor, già in circolo da alcuni giorni a questa parte, sarebbe stato confermato dal Giappone, dalle pagine del quotidiano Nikkei specializzato in analisi finanziarie.

Nel corso delle ultime ore Nikkei ha infatti pubblicato alcuni interessanti dettagli sul futuro dell’iPhone 6. Stando a quanto riportato il rilascio del nuovo melafonino potrebbe avvenire ad inizio settembre nelle già vociferate dimensioni a schermo da 4,7 pollici e da 5,5 pollici.

Foto che mostra

Apple: le emoji saranno più multietniche

Apple: le emoji saranno più multietniche

Il fatto che Apple si impegni per il rispetto della diversità della persona non è sicuramente una novità e che l’azienda di Cupertino abbia intenzione di farlo ancora una volta con un’operazione tanto semplice quanto al tempo stesso significativa quale quella di ampliare il set di emoji disponibili su iOS ne è un’ulteriore dimostrazione.

Nel corso delle ultime ore è stata infatti diffusa la notizia che su sollecitazione di MTV Act, una piattaforma digitale per la diffusione di proposte sociali e no-profit, Apple provvederà ad aggiornare il set delle emoji introducendo una maggiore rappresentanza della varie etnie del pianeta.

MTV Act ha infatti chiesto a Tim Cook il motivo in base al quale nelle emoji la maggior parte dei personaggi rappresentati è di origine caucasica. Certo, i riferimenti alla cultura russa, cinese e indiana sono presenti ma gran parte delle immagini rimane occidentale. Il CEO della mela morsicata ha affidato la risposta a Katie Cotton, portavoce della società californiana, che provveduto a far sapere che l’azienda è attualmente al lavoro con l’Unicode Consortium per ampliare il set di icone.

Microsoft rilascia pubblicamente il codice sorgente di MS-DOS e Word

Microsoft rilascia pubblicamente il codice sorgente di MS-DOS e Word

Microsoft rilascia pubblicamente il codice sorgente di MS-DOS e Word

Mettendo a segno una mossa senza precedenti nella storia dell’informatica e, in linea ben più generale, della tecnologia Microsoft ha pubblicato un apposito post sul suo blog con cui ha comunicato di aver deciso di donare il sorgente di alcuni dei suoi storici software al Computer History Museum di Mountain View.

A partire da questo momento, quindi, il codice dei sistemi operativi MS-DOS 1.1 e 2.0 e del word processor Word per Windows 1.1a, ovvero i due programmi rilasciati negli anni 80 che hanno permesso alla redmondiana di diventare la più grande software house del mondo, può essere scaricato dal sito del CHM. I codici sorgenti di MS-DOS e Word sono disponibili come file ZIP e occupano rispettivamente 868 KB e 6,5 MB. La decisione di rilasciare i sorgenti dei due software è stata presa da Microsoft al fine di poter dare agli appassionati e alle future generazioni la possibilità di comprendere meglio le radici del personal computing

Apple, venduti 500 milioni di iPhone

Apple, venduti 500 milioni di iPhone

Apple, venduti 500 milioni di iPhone

La notizia probabilmente è passata inizialmente come inosservata perché i dati devono ancora essere ufficializzati ma stando a quanto emerso nel corso delle ultime ore sembra proprio che Apple abbia raggiunto un importantissimo traguardo: quello dei 500 milioni di iPhone venduti.

Si tratta di un record decisamente straordinario e mai ineguagliato sul mercato. La stima è stata fatta da Forbes ed il traguardo pare sia stato tagliato lo scorso 8 marzo.

Google Now debutta ufficialmente su desktop grazie a Chrome

Google Now debutta su desktop grazie a Chrome

Google Now debutta su desktop grazie a Chrome

Dopo una lunga fase di test condotta sulle versioni Canary build e beta del browser web del colosso di Mountain View finalmente Google Now, la tecnologia già vista in azione sui device mobile, ha fatto il suo debutto ufficiale sulle versioni desktop e laptop di Google Chrome per i sistemi operativi Windows e OS X.

La lieta novella è stata annunciata nel corso delle ultime ore da Google mediante la pubblicazione di un apposito post sul social network Google+.

Apple: in cantiere un rivale di Spotify e un'app iTunes per Android?

Apple: in cantiere un rivale di Spotify e un’app iTunes per Android?

Apple: in cantiere un rivale di Spotify e un'app iTunes per Android?

Al momento la notizia non è stata ancora confermata in via ufficiale ma stando a quanto emerso in rete nel corso delle ultime ore sembra che Apple stia trattando con i dirigenti di diverse etichette discografiche per poter lanciare un servizio di streaming musicale on-demand simile a Spotify grazie al quale gli utenti potrebbero ascoltare determinati brani.

L’azienda di Cupertino starebbe inoltre cercando di portare iTunes sui dispositivi Android in modo tale da attirare l’attenzione anche dei clienti di Big G e, di conseguenza, far fronte alle perdite che sono state registrare negli ultimi tempi.

A divulgare per primo le informazioni in questione è stato il sito web Billboard affermando di aver appreso tali dettagli da tre fonti anonime ma ben a conoscenza dei prossimi movimenti di Apple.

Windows XP va in pensione, le banche scelgono Linux per i Bancomat

Windows XP va in pensione, le banche scelgono Linux per i Bancomat

 

Windows XP va in pensione, le banche scelgono Linux per i Bancomat

Nei giorni scorsi è stata diffusa online la notizia riguardante la sottoscrizione di un accordo economico tra Microsoft e le banche inglesi e statunitensi per continuare a ricevere gli aggiornamenti di Windows XP anche dopo l’8 aprile in attesa che il processo di upgrade a Windows 7 venga completato entro i prossimi tre anni.

Tenendo conto dei costi elevati dell’operazione altre organizzazioni finanziarie pare invece abbiano scelto di adoperare Linux per i propri ATM.

Google, brevettate le lenti a contatto smart

Google, brevettate le lenti a contatto smart

Google, brevettate le lenti a contatto smart

Google Glass potrebbero non esserre l’unico device indossabile sviluppato da Big G e pensato in maniera specifica per la zona occhi. Il colosso delle ricerche in rete sembrerebbe infatti avere in mente anche delle lenti a contatto smart ed a testimoniarlo è un brevetto emerso in rete proprio nel corso delle ultime ore.

Il brevetto è stato depositato dal gruppo a fine 2012 presso l’USPTO (United States Patent and Trademark Office) ed è stato scovato nel fine settimana appena trascorso dalla redazione di Patent Bolt.

Nel brevetto, così come già accennato, si parla di lenti a contatto intelligenti basate sull’idea di poter rilevare con grande precisione il movimento degli occhi ed in maniera particolare i cosiddetti blink (ovvero quando l’utente chiude e riapre rapidamente gli occhi facendo l’occhiolino).