Apple è un “virus mutante”, parola di Acer!

Come abbiamo sottolineato anche in un nostro vecchio post, Apple non è più la “ribelle simpatica” del mondo informatico. L’azienda di Steve Jobs ha fatto successo. Ha iniziato ad adottare politiche restrittive e ad essere poco gentile nei confronti dei competitor, finendo con l’attirare su di sé diverse antipatie che non fanno più fatica a manifestarsi nemmeno pubblicamente.

L’ultimo outing fatto in questo senso è stato quello di Stan Shih, fondatore di Acer, che in una recente intervista con Digitimes non ha esitato a definire i prodotti Apple – iPhone e iPad in primis – come dei “virus mutanti” contro i quali i produttori di PC devono trovare al più presto una cura.

Secondo Shih, Apple è un po’ come il Betamax all’epoca dello scontro con le VHS: offre una soluzione di maggiore qualità rispetto a quella del suo principale avversario (Microsoft), ma è ancora troppo chiusa per riuscirne a intaccare significativamente la quota di mercato.

Steam Mover: spostare i programmi su un altro drive (Windows 7/Vista)

Ci sono poche cose che fanno godere un geek quanto la scoperta di un metodo alternativo per sfruttare un programma originariamente nato per tutt’altri scopi. È il caso di Steam Mover, un programma gratuito (e no-install) progettato per cambiare la posizione dei giochi di Steam installati sul PC ma che può essere usato – con ottimi risultati – anche per spostare i programmi di Windows su altri drive e liberare così tantissimo spazio su disco.

Il software fa uso delle giunzioni NTFS per far apparire le cartelle dei programmi sempre al loro posto (es. in C:\Program Files) anche quando, di fatto, vengono spostate su altri drive (es. H:\Programmi). Questo vuol dire che non è utilizzabile su partizioni di sistema in FAT32 e che le applicazioni dovrebbero essere utilizzabili normalmente anche dopo il “trasloco”. Ecco come funziona in dettaglio:
  1. Scaricare l’archivio di Steam Mover dal suo sito ufficiale;
  2. Estrarre il programma in una cartella qualsiasi;
  3. Avviare l’applicazione SteamMover.exe appena estratta con privilegi da amministratore;
  4. Cliccare sul pulsante … collocato sotto la voce Steam Apps common folder e selezionare la cartella dove risiedono i programmi installati su Windows (es. C:\Program Files);

Quilook: bellissime icone gratuite per le barre delle applicazioni di Mac, Linux e Windows

Sembrano disegnate su misura per la taskbar di Windows 7 ma non sono disponibili in formato ICO. Stiamo parlando delle icone contenute in Quilook Apps Icons, il set gratuito che vi presentiamo oggi per la nostra rubrica della domenica, che con la loro forma quadrata – schematica ma elegante – risultano proprio l’ideale per la barra delle applicazioni di qualsiasi sistema operativo.

Il set è suddiviso in due pacchetti, il primo contenente 18 elementi e il secondo 22, e come preannunciato, integra solo file in formato PNG (per Linux e siti Web) o ICNS (per Mac OS). Per applicare le icone su Windows, occorre quindi rivolgersi alle “solite” soluzioni gratuite Toycon e iPhile.

YouTube: come incorporare le playlist facilmente

Ormai tutti i blog, dai più piccoli ai più rinomati, sono pieni zeppi di video di YouTube. Abbiamo quindi deciso di segnalarvi un simpatico “trucchetto” postato da Digital Inspiration su come incorporare le playlist di YouTube in altri siti.

Se avete un blog, chissà quante volte vi sarà capitato di dover creare dei post che includessero tre, quattro o addirittura cinque video di YouTube. Bene, con il metodo che stiamo per illustrarvi è possibile raggrupparli tutti in un unico player (sempre quello di YouTube), in modo da rendere più comoda la loro visualizzazione e velocizzare il caricamento delle pagine del sito, a quel punto non più costrette a contenere quattro o cinque player differenti.

20 Sfondi Astratti Gratis davvero da non perdere

Così come quei bambini con tutti i denti cariati che non riescono a smettere di mangiare una caramella dietro l’altra, molti di noi geek non possono fare a meno di adornare i propri desktop con sfondi astratti sempre nuovi, freschi ed originali. Alla luce di ciò, eccoci qui anche questo sabato per proporvi un’imperdibile serie di 20 wallpaper di genere astratto adatti a soddisfare ogni gusto e ogni esigenza.

Caratterizzati da fantasie e colori di ogni tipo, questi sfondi sono tutti frutto del lavoro di veri artisti del mondo digitale e sono disponibili, dal primo all’ultimo, in alta definizione (sia per display 4:3 che 16:9). Insomma, non vi resta che scegliere i vostri preferiti, cliccare sulle loro anteprime e procedere con il download. Buon divertimento a tutti!

Google Instant su Opera, ecco come abilitarlo

Ammettiamolo, tutti noi abbiamo accolto l’introduzione di Google Instant con un entusiasmo secondo solo a quello di una groupie. Alzi la mano chi non si è fiondato subito a digitare parole come “dcjhgfdcrfxcghvjbh” nella barra di ricerca di Google solo per il gusto di vedere i risultati in tempo reale arrancare sotto il logo del motore di ricerca più famoso del mondo o chi, con un sorriso da ebete stampato in faccia, non è corso a telefonare un amico (geek anche lui, ovviamente) dicendogli “prova ad andare un po’ su Google…”. E fa niente che erano le due di notte, lui doveva sapere!

In quest’orgia di entusiasmo, c’è però chi è rimasto con un pugno di mosche in mano e non ha potuto godere della grande innovazione targata “big G”: gli utenti di Opera, che a tutt’oggi si ritrovano con la vecchia versione del motore di ricerca anziché quella dotata di ricerca istantanea.

La cosa è inaccettabile per noi geek, e per questo abbiamo deciso di correre ai ripari proponendovi un semplice trucchetto per abilitare Google Instant in Opera. Che ci crediate o no, ci vuole davvero poco per riuscirci: basta ingannare Google facendogli credere di usare un altro navigatore e il gioco è fatto. Ecco come procedere.

Recensione Duracell myGrid, il caricatore per cellulari e lettori MP3 senza fili

Da circa un paio di giorni, sto avendo modo di testare il nuovo Duracell myGrid. Per chi non ne avesse mai sentito parlare, myGrid è una “piastra” leggera e sottile (misura 20×15 cm per 113 g di peso) che permette di ricaricare cellulari e player MP3 senza fili, semplicemente applicando loro dei piccoli adattatori (o ponendoli in appositi case speciali) e appoggiandoli sulla superficie del caricatore, che a sua volta va collegato a una normale presa di corrente.

Il nuovo caricatore di Duracell permette di alimentare fino a quattro dispositivi contemporaneamente ed è estremamente sicuro: funzionando a induzione conduzione elettromagnetica (con basso voltaggio di elettricità), la piastra può essere toccata anche in fase di ricarica senza pericolo di prendere la scossa e se ci cade sopra dell’acqua non si rischia il corto circuito. Ci si può lasciare il proprio telefono appoggiato sopra per quanto si vuole, visto che al termine della ricarica la induzione conduzione di energia viene fermata automaticamente, e non c’è rischio di danneggiare dispositivi non compatibili appoggiati -per prova o per errore – sulla superficie del caricatore.

LA CONFEZIONE – nella confezione che ho ricevuto io, ho trovato: la piastra Duracell myGrid (sarebbe stato grottesco il contrario) con relativo adattatore CA per collegarlo alla presa della corrente; 4 Power Sleeve – ossia le custodie speciali a cui facevamo riferimento prima – disegnati su misura per Apple iPhone (3G e 3GS, ma non ci dovrebbero essere problemi con il 4), Apple iPod Touch (non i nuovi), BlackBerry Curve e BlackBerry Pearl; 5 Power Clip – ossia dei piccoli adattatori Mini-USB/Micro-USB/con connettore a punta che si collegano ai cellulari e a una specie di “spilla” adesiva che va messa dietro ai dispositivi prima di appoggiarli sulla piastra – e la “spilla” a cui abbiamo appena accennato.

Google, come disabilitare la ricerca istantanea

A meno che non abbiate passato le ultime 24 ore nel mondo di Narnia, saprete sicuramente che ieri Google ha lanciato l’instant serach, un nuovo servizio che permette di visualizzare i risultati delle ricerche in tempo reale, senza dover premere Invio o cliccare sul pulsante Cerca con Google.

Per quanto ci riguarda, Google Instant è cosa buona e giusta, ma come ogni altra innovazione apportata a un servizio importante come Google, non può piacere a tutti. Eccoci allora qui pronti a spiegarvi come disabilitare la ricerca istantanea in quattro e quattr’otto, senza passare per userscript, estensioni o cose del genere: si fa tutto dalle impostazioni di Google.

Internet Explorer 9 beta: iniziato il conto alla rovescia. E intanto “spunta” un video della nuova UI…

Mercoledì prossimo, il 15 settembre, Microsoft rilascerà la prima beta pubblica di Internet Explorer 9. Per l’occasione, è stato creato un sito denominato the beauty of the Web in cui campeggiano il nuovo logo del browser redmondiano (meno paffuto e serioso di quello attuale) e la frase “get ready for a more beautiful Web”. Ora, nessuno può dire se questa promessa di bellezza verrà mantenuta o meno, ma sappiamo per certo che in Rete è “spuntato” un nuovo video che sembrerebbe mostrare l’interfaccia utente di IE9 in azione.

Il filmato è quello che vedete qui sotto (dopo il salto), mentre la UI ricorda molto da vicino quella che abbiamo visto nello screenshot pubblicato qualche giorno fa, con la barra degli strumenti, le schede e i pulsanti della toolbar posti in un’unica barra degli strumenti e tutti i menu raggruppati in un unico posto.

Microsoft SteadyState ci lascia, ecco le migliori alternative gratuite

Microsoft SteadyState, lo abbiamo visto qualche tempo fa, è un ottimo software gratuito che permette di impostare delle restrizioni nell’utilizzo del sistema e, soprattutto, di lavorare in un ambiente virtuale. Purtroppo, però, il colosso di Redmond ha deciso di cessarne lo sviluppo (dal 31 dicembre prossimo non sarà più disponibile per il download) e di non aggiornarlo per renderlo compatibile con Windows 7.

Questo vuol dire che dobbiamo rassegnarci all’idea di dire addio a questo programma. Dobbiamo assolutamente trovare delle valide alternative in grado di sostituirlo, e dobbiamo farlo anche presto. Noi abbiamo un paio di ideuzze – che adesso vi illustriamo – in proposito: voi valutatele e diteci cosa ne pensate.

Returnil System Safe

Evoluzione del già noto Returnil Virtual System, questo programma, disponibile sia in versione free che a pagamento, rappresenta una soluzione completa per la virtualizzazione e la messa in sicurezza del sistema. Come il suo predecessore, funziona in un ambiente virtuale che rende possibile l’installazione di applicazioni, lo scaricamento di file e la navigazione su Internet senza lasciare tracce o compromettere il sistema reale: tutte le modifiche effettuate e i dati scaricati (fatta eccezione per quelli contenuti in cartelle classificate dall’utente come “sicure”) vengono cancellati con un semplice riavvio della macchina. Al nuovo accesso al sistema tutto torna come lo si era lasciato prima di avviare il software, come se nulla fosse mai successo.

Origin Big O, il computer dei sogni con Xbox 360 incorporata da 7.669 dollari: libidine!

Mancano ancora un po’ di mesi a Natale, lo sappiamo, ma abbiamo la netta sensazione che dopo aver letto questo post, molti di voi inizieranno a scrivere la fatidica “letterina” mettendo in cima alla propria lista di desideri il nome di Big O.

Di cosa stiamo parlando? Big O è un nuovo “computer dei sogni” che Origin PC, azienda produttrice di computer personalizzati con sede a Miami, sta per lanciare sul mercato. Si tratta di un grosso sistema ibrido (il suo case, dalla forma cubica, è grande quasi il doppio dei normali case) che unisce un potentissimo PC equipaggiato con un sistema di raffreddamento a liquido alla nota console Xbox 360 Slim di Microsoft.

La versione base, che costa 7.669 dollari, prevede: un processore Intel Core i7 930 overclockato a 4.0GHz; una scheda madre Rampage III Extreme; dual GPU Nvidia GTX480; 6GB di memoria (Corsair Dominator a 1600MHz); doppio SSD OCZ Vertex 2 da 50GB (RAID 0); hard disk Caviar Black WD da 2TB; masterizzatore Blu-Ray della Pioneer (12x); cuffie Creative Fatality per il videogaming; sistema operativo Windows 7 Home Premium a 64 bit; elementi extra come il lettore di card multimediali e lo switch di rete a 5 porte.

Gmail, come nascondere la barra di ricerca e spostare il menu “Scrivi messaggio” [userscript]

Vuoi per lavoro, vuoi per altro, gran parte di noi geek frequenta più Gmail che i propri cari. Inutile nasconderlo. E allora perché non andare a scoprire un paio di interessanti userscript che possono rendere la vita nel servizio di web-mail targato Google più comoda e semplice?

Iniziamo con la barra di ricerca che campeggia nella parte alta della pagina principale di Gmail: uno strumento utilissimo, ma non sempre e non per tutti. Con GMail toggle searchbar area possiamo nasconderla e, con essa, far ecclissare all’occorrenza anche il logo di Google Mail.

Una volta installato, lo script fa sparire automaticamente la barra di ricerca e il logo di Gmail dietro la voce Toggle Search (collocata in alto a sinistra, accanto ai collegamenti ai vari servizi di “big G”). Questa voce, una volta cliccata, fa tornare tutto allo stato originario e permette di mostrare/nascondere gli elementi in questione ogni volta che lo si desidera: non sappiamo voi, ma a noi sembra un ottimo modo per risparmiare spazio su schermo in Gmail senza stravolgere la struttura originale del servizio.

Silverlight? Meglio dell’HTML5, secondo Microsoft

Steve Jobs odia Flash; Microsoft crede ancora nella tecnologia di Adobe ma continua a guardarsi attorno; Google punta molto sull’HTML5 e lo implementa in YouTube. Come tutti voi ormai ben saprete, la guerra degli standard Web del futuro è in pieno svolgimento. È più accesa che mai e ogni giorno si arricchisce di nuovi colpi di scena e prese di posizione, come quella di Brad Becker, direttore del product management per le piattaforme di sviluppo Microsoft, che in un chiacchieratissimo post dal titolo The Future of Silverlight ha sostenuto che Silverlight ha maggiori potenzialità di HTML5.

Secondo quanto si legge nell’articolo “Le funzionalità multimediali di Silverlight sono molto più avanti rispetto a quelle dell’HTML5. Silverlight – ha specificato Becker – offre tantissimi vantaggi nella riproduzione di video in alta definizione, nello streaming e nella protezione dei contenuti multimediali. Dalle pagine HTML alle applicazioni per il browser, simili a quelle desktop, Silverlight fornisce l’esperienza utente che il pubblico desidera”.

Ubuntu 10.04: visualizzare le icone nel menu “Sistema” (e non solo)

Dopo aver visto come aprirlo con il tasto Win della tastiera, oggi torniamo ad occuparci del menu “Programmi” di Ubuntu, quello collocato in alto a sinistra che dà accesso alle applicazioni, le risorse e le impostazioni di sistema. Lo facciamo non per aggiungergli nuove funzionalità o richiamarlo in modi particolari, ma semplicemente per aggiungere ad esso delle icone laddove mancano, ossia nella sezione Sistema e in un paio di voci di quella Risorse.

Una cosa inutile? Può darsi. Una frivolezza? Sicuramente. Ma anche su Linux l’occhio vuole la sua parte e, quindi, abbiamo deciso di porre ugualmente questo tema alla vostra attenzione.

Come largamente prevedibile da neofiti ed esperti del mondo Linux, tutto quello che bisogna fare per visualizzare le icone nel menu “Sistema” (e non solo) di Ubuntu 10.04 è dare un comando dal Terminale. Il seguente:

gconftool-2 --type Boolean --set /desktop/gnome/interface/menus_have_icons True