I Paesi europei aderiscono all’ACTA: dopo SOPA e PIPA la libertà su Internet torna a rischio

Scongiurati, almeno per il momento, i pericoli rappresentati da SOPA e PIPA, da Tokyo arriva un’altra brutta notizia che allunga una seria ombra sulle prospettive della libertà in Rete. Adeguandosi a quanto fatto da Stati Uniti, Giappone, Australia ed altri Paesi lo scorso ottobre, tutte le principali nazioni dell’Unione Europea hanno firmato la loro adesione all’ACTA, la nuova normativa internazionale contro la contraffazione e la pirateria che, secondo l’opinione di moltissime persone, con il pretesto di ostacolare la contraffazione di medicinali, oggetti di marca, ecc. tenterà di mettere il bavaglio alla Rete oscurando i siti ritenuti responsabili di violazioni del diritto d’autore o di “agevolazione della pirateria” (link?).

L’ Anti-Counterfeiting Trade Agreement (questo il nome completo dell’accordo firmato ieri) è stato presentato inizialmente nel 2007 e discusso a “porte chiuse”, senza confronto democratico con parlamenti nazionali o altre parti in causa, fino ad oggi. Al momento manca solo la firma di Germania, Paesi Bassi ed altri tre Paesi dell’UE ma ormai tutte le nazioni più sviluppate hanno aderito a questa normativa che, di fatto, scavalcherà le leggi delle singole nazioni per imporre una stretta alla pirateria su scala globale. Per fortuna, però, non tutto è perduto. Almeno per quanto riguarda l’Europa.

Megaupload, il Partito Pirata Catalano prepara una “class action” globale contro la chiusura del servizio

Come facilmente prevedibile, la chiusura di MegaUpload da parte dell’FBI ha lasciato interdetti milioni di utenti, utenti che ora sono molto arrabbiati e non fanno nulla per nasconderlo. Su Twitter, Facebook e gli altri social network Megaupload è uno dei temi più discussi da diversi giorni, ma sono molteplici le iniziative che in Rete stanno nascendo intorno all’affaire autorità USA VS servizi di hosting. Qualcuna è farlocca e realizzata solo per racimolare soldi in questo momento di marasma generale (vedi Anonyupload), altre sebbene poco pratiche e difficilmente realizzabili cercano di canalizzare in maniera positiva l’ondata di proteste che in questi giorni imperversa in Rete.

Fra queste c’è da segnalare la proposta di ricorso collettivo realizzata dal Partito Pirata Catalano (PIRATA.CAT), al quale si sono poi associati i Partiti Pirata di altre nazioni, che attraverso un apposito sito Internet sta raccogliendo adesioni e fondi per difendere le vittime della chiusura di MegaUpload – “milioni di utenti legittimi paralizzati da tentativo dell’autorità USA di far valere il proprio diritto in tutto il mondo” – ed avanzare alcuni dubbi sul meccanismo in base al quale le autorità a stelle e strisce hanno potuto bloccare l’accesso ad un servizio online in tutto il mondo, e non solo negli Stati Uniti, dove secondo logica dovrebbe limitarsi il loro potere.

CacheCopy, recuperare facilmente le immagini visualizzare online dalla chache del browser

Navigando in internet capita, in maniera piuttosto frequente, di visitare siti web, blog o, in linea ben più generale, spazi online a cui risultano annesse immagini e gallerie fotografiche.

Capita anche abbastanza spesso di incappare in foto ed immagini d’interesse ma di dimenticare di effettuarne il salvataggio sul computer in uso e, ancor peggio, di non riuscire a ricordare il sito di riferimento in modo tale da poterle recuperare qualora necessario.

Una situazione di questo tipo può però essere risolta con estrema semplicità ricorrendo all’utilizzo di un piccolo ma utile software quale lo è CacheCopy.

Il punto sui servizi di hosting: FileServe blocca la condivisione dei file, VideoBB quasi morto, nasce AnonyUpload


L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Il giorno dopo la morte di FileSonic come servizio di condivisione, l’ambiente intorno ai servizi di hosting continua ad essere molto agitato ed altri siti si avviano verso la vecchia signora con la falce (che per loro è sempre meglio di quella con le manette). Gli ultimi della lista ad accommiatarsi dal proprio consueto pubblico sono stati FileServe, che ha seguito le orme di FileSonic trasformandosi in un hard disk online attraverso il quale è impossibile condividere file, e VideoBB che ha già cancellato dal suo database tutti i contenuti illegali e pare stia applicando anch’esso restrizioni agli upload.

Come abbiamo sottolineato ieri, queste misure non sono state imposte dall’alto. Sono delle precauzioni che i responsabili dei servizi di hosting stanno prendendo dopo la chiusura di Megaupload da parte dell’FBI, in gergo tecnico vengono definite fifa marcia di finire in galera fregandosene degli utenti, degli uploader che dovevano essere remunerati (non necessariamente per aver condiviso materiale illegale) e degli abbonati che avevano pagato un abbonamento annuale.

Panico fra i servizi di hosting: FileSonic non permette più di condividere file, FileServe e VideoBB chiudono i rubinetti

Come in molti temevano, la chiusura di MegaUpload e MegaVideo da parte dell’FBI ha avuto serie ripercussioni anche sugli altri servizi di hosting rimasti online. Il tintinnio delle manette che con molta probabilità porterà in carcere Kim Schmitz, il fondatore di MegaUpload, ha gettato nel panico i responsabili di FileSonic che, con una mossa a dir poco sorprendente, nelle scorse ore hanno eliminato la possibilità di condividere i file caricati sui server del servizio. Quasi come per magia, in questo modo, FileSonic si è trasformato in un hard disk online attraverso il quale si possono scaricare solo i propri file e non si può condividere materiale di alcun genere con gli altri.

Questo è il cambiamento più clamoroso avvenuto nella galassia degli hosting online nelle ultime ore, ma non è il solo avvenimento che ha fatto scatenare la paura e la rabbia degli utenti. Come ci hanno segnalato alcuni di voi attraverso i commenti, altri due servizi molto popolari, FileServe e VideoBB, hanno compiuto delle “mosse strane” e senza alcuna spiegazione chiudendo i rubinetti per quel che concerne i programmi di affiliazione. Molti degli account sospetti che ospitavano materiale piratato sono stati chiusi e non vengono più pagati gli uploader che guadagnano caricando file sui due servizi.

Simple Icons, icone in stile Metro dedicate a servizi online e social network


Mentre sale l’attesa per la release ufficiale di Windows 8 Beta, che dovrebbe arrivare nel corso del mese di febbraio, sono sempre di più gli utenti che cominciano ad apprezzare la Metro UI che caratterizza Windows Phone e che, come tutti noi ben sappiamo, caratterizzerà anche il prossimo sistema operativo per PC e tablet del colosso di Redmond. Qualcuno, chi ad esempio gestisce un blog o un sito Internet, potrebbe essere anche interessato ad aggiungere un pizzico di Metro alle proprie creazioni. Ed è proprio a loro che oggi vogliamo rivolgere le nostre attenzioni.

Per la consueta rubrica domenicale di Geekissimo dedicata elle icone, abbiamo infatti deciso di proporvi Simple Icons by Dan Leech, un set di icone gratis semplice ma molto ben disegnato che comprende 63 icone in stile Metro dedicate ad applicazioni, servizi online e social network. Tutto gratis ed utilizzabile liberamente anche per fini commerciali, stando alla licenza d’uso del pacchetto.

SOPA fermato in USA, ma in Italia spunta una legge simile


Dopo il Blackout di protesta sul Web, che ha visto molti importanti siti auto-oscurarsi per protesta, i promotori del SOPA e del PIPA hanno fatto marcia indietro: uno dei due disegni di legge – il SOPA – è stato mandato al macero e sarà riscritto totalmente, l’altro – il PIPA – è stato messo in freeze. Ora però i timori si spostano dagli USA al nostro Paese, dove spunta una nuova legge che minaccia di far piombare ombre censorie sulla rete Internet italiana.

Come riporta il sito Internet IlSoftware, la Commissione Politiche Comunitarie ha dato il suo OK ad un emendamento presentato dall’Onorevole Fava (Lega Nord) che imporrebbe la solita, sciocca regola secondo la quale i provider dovrebbero oscurare i siti ritenuti colpevoli di violazione di copyright in base, non a provvedimenti delle Autorità preposte, ma a semplici segnalazioni ricevute dalle parti lese (o presunte tali).

SelfRestraint, bloccare l’accesso ai siti web che creano distrazioni sino ad un massimo di 24 ore

Proprio ieri, qui su Geekissimo, abbiamo fatto la conoscenza di FocalFilter, un programmino grazie al quale, in maniera semplice ma efficace, bloccare l’accesso a specifici siti web al fine di evitare eventuali distrazioni quando ci si ritrova ad operare al PC.

Quest’oggi, proseguendo sulla medesima linea, diamo invece uno sguardo a SelfRestraint, un software totalmente gratuito, di natura open source e destinato ad essere utilizzato senza alcun tipo di problema su sistemi operativi Windows e Linux, che, agendo in maniera simile alla risorsa precedentemente annoverata, è in grado di entrare in azione impedendo l’accesso ai siti web che creano distrazioni agendo a specifici intervalli di tempo.

SelfRestraint, infatti, una volta avviato mostrerà una finestra contente un cursore, così come illustrato anche nello screenshot d’esempio annesso all’inizio di questo post, che qualora spostato consentirà di impostare il tempo massimo di blocco dei siti web.

Notification Control, semplificare e velocizzare la gestione delle notifiche dei servizi di social networking

Tutti noi, giorno dopo giorno, ci ritroviamo ad utilizzare un gran numero di servizi di social networking e varie altre risorse, sempre a sfondo social, disponibili online.

Tali servizi, qualora configurati in tal modo, inviano all’utente notifiche tramite e-mail facenti riferimento alla maggior parte degli aggiornamenti come, ad esempio, richieste di amicizia, commenti, nuove info relative ai propri amici e molto altro ancora.

La ricezione di queste e-mail, qualora in gran numero, potrebbe però creare all’utente non pochi fastidi ritrovandosi ad avere a che fare con una casella di posta elettronica piena zeppa di messaggi che ne rendono complicata la gestione, almeno nella maggior parte dei casi.

Si potrebbe quindi desiderare di disattivare la ricezione delle e-mail o quanto meno di quelle relative ai servizi meno impiegati ma, nonostante ciascun di essi metta a disposizione un’apposita pagina mediante cui gestire tale feature, potrebbe risultare complicato riuscire individuare quanto d’interesse.

Weblock for kids, un browser web specifico per bambini e con funzioni di parental control

Al fine di una maggiore sicurezza durante la navigazione online e, sopratutto, tenendo conto delle numerose insidie che internet, in linea generale, può riservare ai meno accorti potrebbe rivelarsi molto utile ricorrere all’utilizzo di una risorsa quale Weblock for kids mediante cui offrire un’esperienza di navigazione online tanto tranquilla quanto, al contempo, sicura anche ai più piccoli.

Weblock for kids, infatti, è un software completamente gratuito e specifico per sistemi operativi Windows che, senza far troppi giri di parole, va a configurarsi come un browser web comprensivo di funzioni di parental control grazie al quale i genitori avranno l’opportunità di impostare uno specifico gruppo di siti web consentiti ai propri figli e ai quali potranno accedere senza alcun tipo di problema mediante una simpatica homepage personalizzabile e sfruttando pratici ed appositi comandi, così com’è anche possibile notare dando uno sguardo all’immagine d’esempio annessa all’inizio di questo post.

Alternative a Megavideo, le migliori 5

Se per caso qualcuno non se ne fosse ancora accorto, il tema “hot” della giornata è la chiusura di Megaupload e Megavideo. Migliaia di utenti sono in preda al panico ed è nostro compito tranquillizzarli dimostrando che il mondo non è finito, Megaupload e Megavideo erano due servizi molto utilizzati ma ne esistono altri, altrettanto validi, che prenderanno il loro posto senza farcene sentire troppo la mancanza.

Prima abbiamo visto le migliori alternative a Megaupload per caricare e scaricare file dalla Rete, ora è arrivato il momento dell’altro “commemorato” del giorno, Megavideo. Qui di seguito trovate un elenco con le migliori alternative a Megavideo che possono essere usate fin da subito per gustare film in streaming proprio come ai bei vecchi tempi (cioè ieri pomeriggio). Enjoy!

Videoweed – Una delle più popolari alternative a Megavideo già usate da tantissimi utenti italiani. Non ha il limite dei 72 minuti di visione come la buon’anima di Megavideo ma la qualità dello streaming non sembra essere fra le più eccelse nella versione free del servizio, soprattutto per quanto riguarda la velocità di caricamento. Per quanto concerne l’upload, consente di caricare video grandi fino a 2GB senza obbligo di registrazione.

Alternative a Megaupload, le migliori 10

La chiusura di Megaupload da parte dell’FBI è uno di quegli avvenimenti che colpiscono l’immaginario collettivo della Rete come pochi altri. Migliaia di film, serie TV, giochi e software caricati sui server di questo popolarissimo servizio di hosting sono andati in fumo, ma non bisogna drammatizzare.

Come ben sa chi frequenta determinati siti e viaggia con il download manager sempre acceso, esistono tantissime alternative a Megaupload che vengono utilizzate da mesi (se non da anni) anche dagli utenti italiani e, per questo, sono già piene di materiale interessante. Forse non quanto lo era Megaupload, ma ci andiamo veramente vicini.

Se volete saperne di più e siete interessati a conoscere le migliori alternative a Megaupload disponibili attualmente in Rete, non dovete far altro che continuare a leggere e consultare la top ten che abbiamo preparato nottetempo per voi.

  • Fileserve – è uno dei servizi di hosting più popolari degli ultimi mesi. Permette di caricare file fino a 1GB di grandezza anche ai non iscritti e supporta anche gli archivi multi-volume.
  • Filesonic – altra buona alternativa a Megaupload molto popolare. Permette anch’esso di caricare file grandi fino a 1GB (cancellati dopo 30 giorni) ma necessita di un’iscrizione gratuita per effettuare degli upload.
  • UploadStation – permette di caricare file grandi fino a 2GB senza iscrizioni. Supporta l’upload di più file contemporaneamente.

FocalFilter, bloccare l’accesso a specifici siti web impostando un apposito timer

Considerando il gran quantitativo di risorse di social networking e servizi online di varia tipologia che risultano attualmente presenti sulla piazza andare incontro a varie ed eventuali distrazioni quando ci si ritrova a lavorare o ad eseguire compiti di una certa rilevanza al computer non è poi così difficile.

In queste circostanze, unitamente ad una buona dose di volontà, può rivelarsi molto utile ricorrere all’utilizzo di strumento mediante cui tenere traccia della propria attività in rete e, sopratutto, bloccare l’accesso a specifici siti web come nel caso di FocalFilter.

Questo software, completamente gratuito ed utilizzabile senza alcun tipo di problema su tutti i sistemi operativi Windows, consente infatti di bloccare l’accesso a specifici siti web definiti dallo stesso utente impedendone l’apertura sino al trascorrere di un determinato arco di tempo permettendo, successivamente, di scegliere se impostare nuovamente il timer o se annullare la funzionalità di blocco.

SOPA e PIPA: dopo il Blackout di protesta sul Web, i promotori delle leggi fanno marcia indietro

Il Blackout Day del Web che ieri ha visto siti come Wikipedia, Reddit, Google e WordPress oscurati o listati a lutto ha sortito gli effetti sperati. Otto dei politici americani (sei Repubblicani e due Democratici) che fino a ieri supportavano il SOPA e il PIPA hanno fatto marcia indietro annunciando di non voler più appoggiare l’approvazione dei due disegni di legge che, di fatto, avrebbero censurato il Web e messo il bavaglio non solo ai siti giudicati colpevoli di violazione del diritto d’autore (oscurandoli a mezzo DNS) ma anche a siti terzi, motori di ricerca e servizi Web che avessero segnalato anche solo l’esistenza dei “siti pirati”.

A cambiare idea sono stati Orrin Hatch, Ben Cardin, Ben Quayle, Lee Terry, Dennis Ross, Tim Holden e, soprattutto, due dei principali promotori dello Stop Online Piracy Act e del Protect IP Act: Marco Rubio e Roy Blunt. Quest’ultimo, come riportato da Paolo Attivissimo sul suo blog, è stato pizzicato da Vice.com ad usare immagini senza permesso sul suo sito Internet: se fossero entrate in vigore le norme imposte da SOPA e PIPA, anche il suo sito sarebbe stato da oscurare, così come quelli di altri politici USA che avevano annunciato il loro sostegno alle nuove leggi anti-pirateria.