Audiweb: 35,8 milioni di italiani online nel 2011

Dati Audiweb 2011 internet Italia

Anche se le problematiche legate alle infrastrutture ed al digital divide appaiono come tutt’altro che assenti i dati della ricerca di base sulla diffusione e sull’utilizzo di internet nel Bel paese pubblicati da Audiweb sono risultati abbastanza positivi.

Secondo le ultime informazioni disponibili, infatti, sono ben 35,8 milioni gli italiani che accedono ad internet da qualsiasi luogo utilizzando computer e device di vario tipo, il che, in altri termini, sta a significare che rispetto al 2010 l’anno oramai trascorso ha segnato, in tal senso, un incremento pari al 6,9%.

L’incremento, a quanto pare, sembra esser dettato prevalentemente dall’effetto trainante dei social network, da quello dei gruppi d’acquisto e dalla diffusione dei device mobile.

Nel caso specifico del mobile risulterebbe infatti aumentata, e non di poco, la possibilità di accedere ad internet sfruttando device rientranti in tale categoria.

Gli italiani sono sempre più tecnologici ma non è ancora abbastanza

Rapporto ISTAT Italia internet, computer banda larga

Le famiglie del Bel paese sono sempre più all’avanguardia cercando di stare al passo con il progresso e con le innumerevoli innovazioni tecnologiche ma, nonostante ciò, l’Italia, allo stato attuale delle cose, costituisce ancora il fanalino di coda d’Europa, specialmente in fatto di banda larga, posizionandosi direttamente al 22esimo posto in classifica.

La situazione della penisola è stata fotografata dal rapporto ISTAT “Cittadini e nuove tecnologie” e, se da un lato vengono evidenziati piccoli ma significativi passi avanti per quanto concerne la diffusione dei computer, di internet e della banda larga dall’altro, invece, si parla ancora di un paese che, purtroppo, è indietro rispetto al resto del vecchio continente presentando una situazione analogo a quella della Lituania.

È comunque importante notare come tra il 2010 ed il 2011 il divario tecnologico sia andato via via assottigliandosi: le famiglie in possesso di un computer sono aumentate notevolmente passando dal 57,6% al 58,8%, così come anche quelle aventi l’opportunità di accedere ad internet passando dal 52,4% al 54,5% e quelle in possesso di una connessione a banda larga registrando percentuali pari al 45,8% e segnando quindi un passo avanti rispetto al 43,4% dello scorso anno.

I più tecnologici, a quanto pare, sarebbero quei nuclei familiari in cui risulta presente almeno un minorenne (un dato questo che evidenzia come i giovani siano sempre più attratti dalle nuove tecnologie e dalle innumerevoli opportunità che, giorno dopo giorno, vengono offerte dal web).

Unione Europea: la banda larga non è un servizio universale

Banda larga Unione Europea

Per l’Unione Europea, così come reso noto nelle ultime ore, la banda larga, almeno allo stato attuale delle cose, non va a configurarsi come un servizio universale, ovvero non risulta compresa in uno di quei servizi minimi che un cittadino facente parte dell’Unione ha il diritto di pretendere.

Questo sta quindi a significare che tutti i vari paesi dell’Unione Europea saranno liberi di decidere come comportarsi relativamente alla gestione della banda larga senza alcun ordine “dall’alto”.

Si tratta di una decisione che, per ovvie ragioni, ha deluso coloro che attendevano un intervento dai piani alti per fare in modo di poter usufruire della banda larga considerando i grandi ritardi di alcuni paesi nello sviluppare le proprie infrastrutture al fine di rendere disponibile un ADSL veloce e, sopratutto, per tutti.

ADSL italiana: più lenta di quanto dichiarato

Le effettive performance dell'ADSL italiana

In Italia di certo non scarseggiano le offerte dei gestori relativamente agli abbonamenti ADSL consentendo, a seconda delle diverse esigenze, di poter scegliere tra linee sino a 7, 8, 10 e 20 Mbit o, almeno, così dovrebbe essere.

Infatti, stando ai recenti dati forniti da SOS Tariffe la banda larga italiana non risulta essere effettivamente prestante così come promesso.

La conclusione si basa su di uno speed test effettuato su oltre 200 mila rilevamenti su 6.412 comuni con lo scopo, appunto, di evidenziare le effettive prestazioni delle linee a banda larga italiane.

Ad essere prese in esame per il test sono state le linee ADSL da 7 Mbit e da 20 Mbit e per entrambi i rilevamenti i risultati ottenuti sono stati complessivamente negativi.

Nello specifico, per quanto concerne le linee ADSL a 7 Mega le prestazioni reali sono risultate inferiori del 50% rispetto a quanto dichiarato e pubblicizzato dai vari gestori, per quanto riguarda invece le linee ADSL a 20 Mega la percentuale delle prestazioni è risultata inferiore al 30% circa.

Nel maxi-emendamento anticrisi c’è speranza per la banda larga, forse

Il Consiglio dei Ministri italiano ha approvato un maxi-emendamento che, tra le varie voci presenti, ne dovrebbe contenere anche una relativa allo sviluppo della banda larga

Il Consiglio dei Ministri italiano ha recentemente provveduto ad approvare un maxi-emendamento contenente i correttivi mediante cui si spera di riuscire a meter fine alla situazione italiana di grave crisi economica e, secondo alcune indiscrezioni, tra le varie voci presenti, ve ne sarebbe anche una facente riferimento alla banda larga.

Nel testo in questione dovrebbero infatti essere contenute le seguenti parole:

[…] ad assicurare l’azzeramento del digital divide, l’individuazione delle modalità di realizzazione degli interventi nelle aree per le quali gli operatori di telecomunicazione non prevedono di assicurare la copertura con le reti di nuova generazione, nonché provvede a definire le modalità di coinvolgimento degli operatori privati e della cassa depositi e prestiti.

Il finanziamento dello sviluppo della banda larga sul territorio italiano dovrebbe essere finanziato mediante i fondi strutturali provenienti dall’Unione, dal fondo per lo Sviluppo ed anche dalla Cassa depositi e prestiti.

Banda Larga: addio agli 800 milioni di euro promessi dal Governo

Ci troviamo in un periodo di forte crisi economica, fare investimenti è difficile per tutti, ma questa in pochi se la sarebbero aspettata. Nella bozza della finanziaria giunta ieri all’esame del Consiglio dei Ministri, sono stati eliminati gli 800 milioni di euro di investimenti per la banda larga promessi a più riprese dal Governo.

I fondi erano stati dati praticamente per certi dopo che, l’altro giorno, l’asta per l’acquisizione delle frequenze 4G si era conclusa con un incasso record per lo Stato: 4 miliardi di euro (circa 1,6 miliardi più del previsto). Si era detto che se l’asta avesse superato i 2,4 miliardi di introiti, il 50% dell’eccedente – ovvero gli 800 milioni di euro – sarebbe stato investito subito per potenziare la banda larga in tutto il Paese. Invece niente.

Banda larga: Scajola bacchetta Silvio

Di fatti concreti ancora non se ne sono visti, ma il fatto che nel giro di poche settimane ben due ministri italiani abbiano trattato il tema banda larga ci fa ben sperare.

Dopo le esternazioni di Brunetta, il quale ha promesso 2 MB di banda per tutti entro il 2010, il ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, ha iniziato a sollecitare il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, affinché sbloccasse i fondi già promessi per l’annullamento del digital divide ma finora congelati a causa della crisi economica.

Secondo il ministro ligure, basterebbero 800 milioni di euro per dare il là ad un circolo virtuoso che darebbe lavoro a 50.000 persone e agevolerebbe l’apertura di ben 33.000 cantieri. Perché non fare questo piccolo sacrificio?

Banda larga: USA non ancora pronti per il futuro. E l’Italia?

Una clamorosa sorpresa per gli USA ed una mesta conferma per l’Italia. Possiamo riassumere così, senza troppi arzigogoli, l’esito della ricerca condotta per Cisco dall’Università di Oxford e dall’Università di Oviedo in merito allo stato di salute delle infrastrutture per la banda larga che si trovano in giro per il mondo.

Il quadro che n’è uscito è abbastanza sconfortante: gli unici paesi già attrezzati per affrontare le esigenze della rete del futuro (streaming di video in alta definizione, trasferimento massiccio dei dati per conto del cloud computing, ecc.) sono Corea, Giappone, Svezia, Lituania, Bulgaria, Lettonia, Olanda, Romania e Danimarca.

Gli USA, insieme ad alcune tra le nazioni europee più avanzate tecnologicamente (Francia, Germania, Norvegia, Finlandia, ecc.), Taiwan, Hong Kong e Russia, hanno infrastrutture più che sufficienti per l’oggi ma non ancora pronte per il domani. Mentre l’Italia…

Italia, Governo pronto a investire per annullare il digital divide. Ci sperate davvero?

digital divide

La nostra classe politica, per motivi che è inutile star qui ad elencare, è una delle più riluttanti a comprendere le potenzialità di un mezzo come Internet, ma fa niente. Per i prossimi cinque minuti facciamo finta che ciò non sia vero e proviamo ad analizzare insieme le recenti dichiarazioni di Paolo Romani, vice ministro alle telecomunicazioni italiano: “Entro la fine del 2012, tutti gli italiani avranno la possibilità di connettersi ad Internet ad una velocità compresa tra 2 e 20 Megabit al secondo“.

Secondo quanto riportato dalla Reuters, infatti, il governo starebbe stanziando una cifra di oltre 1.400 miliardi di euro (con almeno 210 milioni da parte dei privati) per “Cancellare il digital divide nel Paese“. A redigere un rapporto sul quadro generale della banda larga in Italia è stato Francesco Caio, ex Olivetti, Merloni e Netscalibur, dal 2008 Responsabile del Gruppo di studio per la progettazione della rete a banda larga ultra-veloce nel Regno Unito (nonché Membro del Consiglio di Amministrazione della britannica Cable&Wireless), il quale ha tenuto a sottolineare l’importanza dell’intervento pubblico in un settore dove “Telecom Italia o altri gestori difficilmente accelereranno gli investimenti“.

Se gli utenti dialup non vogliono la banda larga. E tu come stai messo?

Modem

Molti utenti non ancora raggiunti dalla banda larga, almeno negli Stati Uniti, dove è stata condotta un’interessante ricerca, ammettono di non essere interessati all’Adsl e di essere contenti di utilizzare il caro vecchio modem 56k. Incredibile ma vero: basti pensare a quanti di noi (me per primo) abbiamo dovuto tribolare anni e anni nell’attesa dell’arrivo della linea Dsl nel nostro palazzo.

Ebbene: secondo l’indagine del Pew Internet and American Life Project, solo il 14 per cento degli utenti dial-up si è definito “disperato” per non essere ancora stati raggiunti dalla banda larga. Il 35 per cento degli intervistati, invece, spiega di non essere interessato all’Adsl perché i prezzi dei collegamenti sono troppo alti e perché per sfruttarne al meglio le potenzialità dovrebbero acquistare del nuovo hardware, mentre il 19 per cento proprio non si dice interessato all’argomento, tanto che “nessun fattore potrebbe essere convincente”. Per la serie: se le cose stanno così, cosa spinge le varie compagnie telefoniche a far arrivare la linea veloce nelle aree rurali e più remote delle nostre nazioni?

Il Bangladesh punta su internet: installerà computer a banda larga in tutte le scuole da far usare gratuitamente alla popolazione

Bangladesh

I lettori più appassionati di Geekissimo sanno che spesso e volentieri ci piace parlare di iniziative benefiche, di solidarietà e di “belle notizie”. Oggi vi raccontiamo di cosa sta accadendo in Bangladesh, che come sapete è uno dei paesi più poveri del mondo. Il Bangladesh Telecommunications Regulatory Commission, l’ente nazionale che si occupa di telecomunicazioni, ha annunciato che installerà computer con connessione internet a banda larga da usare gratuitamente presso tutte le circa 40mila scuole elementari disseminate in tutto il paese. Un’iniziativa presa soprattutto per far conoscere le potenzialità di internet nelle zone rurali.

La mossa, dunque, porterà internet in decine di migliaia di villaggi, dove vive oltre il 70 per cento della popolazione del paese (144 milioni di persone). Tra l’altro, la decisione andrà anche ad alleviare i conti delle scuole e università, non più soggette al pagamento della bolletta di internet. Una mossa dunque a prima vista davvero intelligente: basti pensare che con soli tre milioni di utenti il Bangladesh è uno dei paesi al mondo in cui la penetrazione di internet nella popolazione è minima.

“Dal prossimo anno pagelle solo online”. Ci sembra un po’ azzardato… e tra l’altro in Italia già si fa

Pagella

Sta facendo molto parlare di sé, in questi ultimi giorni, l’annuncio del neo-ministro della Funziona pubblica, Renato Brunetta, secondo cui entro un anno, un anno e mezzo anche le pagelle scolastiche saranno online. Una decisione, ha spiegato il ministro, che servirà far risparmiare carta alla pubblica amministrazione: “Se sapremo cambiare – ha spiegato il ministro – potremo spendere meglio e liberare importanti risorse da impieghi poco produttivi”.

Una scelta intelligente, penseranno in molti, anche se – ma sto esprimendo un’opinione personale – forse bisognerebbe iniziare da altre parti a eliminare la carta. La pagella scolastica, oltre che un importante documento che tutti i genitori, i nonni e i parenti dovrebbero poter continuare a toccare con mano, è anche un ricordo che si tramanda di generazione in generazione. E poi: anche se ormai internet “ce l’hanno tutti”, quante sono le famiglie che non riuscirebbero a visualizzare online la pagella, per incompetenza o per mancanza fisica di mezzi (collegamento a internet o computer)? A mio parere ancora molte. Ben venga, dunque, il risparmio di carta, ma probabilmente si potrebbe iniziare da altri settori.

Come rimuovere la cache del browser con un solo click

Come ben sapete, con il termine cache si indica quell’insieme di dati che viene memorizzato sul nostro computer in una posizione temporanea, in modo da poter essere recuperato velocemente dietro un eventuale richiesta.

E’ uno strumento che tutti noi utilizziamo durante la normale navigazione, infatti al fine di ridurre l’uso della banda ed il tempo di accesso ad un sito web, il nostro browser memorizza tutti gli elementi che visualizziamo durante la navigazione, compresi file .Css, immagini e Java Script.

Il collo di bottiglia che si cerca di eliminare è quello della larghezza di banda, ma non da tutti gli utenti è condivisa l’idea di salvare tutti i dati relativi alla navigazione.
Alcuni per salvaguardare la propria privacy, altri invece per esigenze lavorative, come i web designer, hanno bisogno di svuotare regolarmente la cache, vediamo come farlo spendendo meno tempo possibile:

Internet collasserà nel 2010. O no?

Server

Ultimamente sono in molti a parlare di una vicina morte (o collasso) di internet, dovuta al traffico eccessivo. Ultimamente sta facendo molto scalpore una ricerca pubblicata dal quotidiano statunitense Usa Today secondo cui l’utilizzo massiccio della banda larga e dei contenuti multimediali porterà a un deterioramento sempre maggiore dei cavi telefonici e, quindi, dell’intera rete.

Basti pensare che solo YouTube, che fino a un paio di anni fa non conosceva nessuno, genera ogni mese 27 Petabyte (che non è una parolaccia, ma sono la bellezza di 27 milioni di gigabyte). Secondo la ricerca, proprio intorno al 2010 potrebbe esserci il collasso. Un collasso che ci porterà indietro nel tempo, ai vecchi anni dei modem dial-up, tanto che numerosissime persone, non sopportando la lentezza, abbandoneranno del tutto questa tecnologia. Ovviamente, si legge, se saranno fatti gli investimenti opportuni, soprattutto nel migliorare le linee, tutto questo non avverrà.