Microsoft, i Chromebook non sono dei veri laptop

Microsoft, i Chromebook non sono dei veri laptop

Microsoft, i Chromebook non sono dei veri laptop

Dopo aver attaccato Google su più fronti Microsoft ha ora scelto un nuovo bersaglio per la sua oramai ben nota campagna Don’t get Scroogled!: i Chromebook.

Sul sito web della campagna è infatti apparso un nuovo video ambientato in un negozio dei pegni di Las Vegas, il Gold & Silver Pawn Shop, dove il proprietario Rick Harrison ride quando una ragazza cerca di vendere il suo Chromebook.

Essendo i Chromebook basati su Chrome OS, il sistema operativo di big G pensato per poter eseguire applicazioni web, tutti i dati vengono conservati sul cloud. Proprio per questo è indispensabile poter sempre, o quasi, contare su una connessione ad internet e proprio per tale ragione Microsoft attribuisce al prodotto di Google un valore pari a zero.

Google, multa di 17 milioni di dollari per il caso Safari

Google, multa di 17 milioni di dollari per il caso Safari

Google, multa di 17 milioni di dollari per il caso Safari

A luglio dello scorso anno Google era stata multata ed invitata al pagamento di 22,5 milioni di dollari per aver aggirato il blocco dei cookie di Safari al fine di poter tracciare con maggior facilità gli utenti impegnati nell’utilizzo del browser web di Cupertino.

Alla precedente somma di denaro vanno ora a sommarsi altri 17 milioni di dollari in seguito al pagamento dei quali il caso potrà dirsi definitivamente chiuso (o almeno si spera).

Google ha infatti firmato un nuovo patteggiamento facendo in tal modo decadere le accuse mosse da 37 stati americani relativamente al tracciamento non autorizzato degli utenti mediante la creazione di cookie nella versione mobile di Safari.

Google lancerà Mobile Meter, l’app per analizzare l’uso del mobile

Google lancerà Mobile Meter, l'app per analizzare l'uso del mobile

Che Google già conosca usi ed abitudini dei suoi utenti (ed anche di quelli altrui!) è cosa oramai ben nota a tutti ma che il gran colosso di Mountain View abbia intenzione di investigare a fondo sul rapporto che lega le persone ai propri device mobile è invece una novità.

Nel corso delle ultime ore è infatti emersa online la notizia, pubblicata in primis dal sito web Engadget e poi confermata dallo stesso gruppo californiano, secondo cui big G cercherà di comprendere meglio il rapporto che lega l’utente agli smartphone e ai tablet e per farlo sfrutterà l’app Mobile Center che verrà creata per l’occasione.

Si tratterà di uno strumento in grado di raccogliere dati sull’utilizzo delle applicazioni per device mobile, di renderli anonimi e di inviarli ai server di Google.

Eric Schmidt

Google e le pubblicità: gli utenti protestano sostituendo la propria foto con quella di Eric Schmidt

Eric Schmidt

Il prossimo 11 novembre, entreranno in vigore i nuovi termini di servizio sulla privacy di Google che consentiranno al colosso di Mountain View di usare le foto degli utenti negli annunci pubblicitari. La cosa, a chi ne è al corrente, non è andata giù. Ed anche se è possibile negare il consenso all’utilizzo delle proprie foto negli ads, molti utenti hanno deciso di protestare attivamente usando una tecnica piuttosto originale.

Bug per Hangouts e Talk: privacy a rischio, messaggi inviati a destinatari sbagliati

hangouts

Esistono molteplici metodi per comunicare con i propri amici, parenti e colleghi. Non solo telefonate e messaggi, ma anche tramite chat utilizzando programmi come Whatsapp, Skype e Hangouts di Google.

Proprio quest’ultimo è divenuto il protagonista di infiniti tweet lanciati dagli utenti che ringraziano di cuore Mountain View. Nota di merito per la famosa azienda? Assolutamente no, a quanto pare Hangouts e Gtalk sono stati colpiti da un bug che avvera il peggiore incubo degli utenti: i messaggi inviati non arrivano ai giusti destinatari, bensì ad altre persone presenti nella lista di contatti!

I Google Glass potrebbero non arrivare in Europa per anni

Google Glass

La commercializzazione dei Google Glass in USA dovrebbe essere avviata nel 2014 ma… quando potranno essere acquistati anche in Europa?

Purtroppo per noi utenti del Vecchio continente i fantomatici, ma oramai non troppo, occhialini di big G potrebbero arrivare con molto ritardo rispetto agli Stati Uniti.

Il Wall Street Journal ha infatti tenuto un incontro con Google durante il quale si è parlato dell’impatto della tecnologia alla base dei Google Glass sulla società ed all’interno delle varie legislazioni nazionali e comunitarie.

Secondo quanto emerso dall’incontro con Google 8000 beta tester e 2000 sviluppatori starebbero già sperimentando le virtù dei Google Glass sul territorio degli Stati Uniti. Nel Vecchio continente, invece, al momento è tutto ancora molto fermo. I Google Glass potrebbero non arrivare in Europa per anni!

Le pubblicità di Facebook usano la tua Foto ed il tuo Nome: ecco come tutelarsi

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Qualche giorno fa il social network di Facebook ha mandato un’email a tutti i suoi iscritti per segnalare degli l’aggiornamento della sua Privacy. Quello che ci ha subito colpito riguarda la possibilità di capire, finalmente, l’utilizzo che le pagine bianche e blu fanno di alcuni dati degli utenti.

In particolare, la piattaforma ha, tra le tante cose, spiegato come sfruttano il nome e la foto principale del profilo personale di un iscritto. Non ci stupiamo di certo nel sapere che la nostra piccola immagine viene portata in giro per il social network, ma adesso possiamo sapere con precisione (almeno questo è quanto affermano) dove va a finire e, inoltre, evidenzia anche come poterci tutelare.

Facebook, arrivano gli Album Condivisi

facebook-album-condivisi

Dopo il rientro dalle vacanze quasi sicuramente creerete un album fotografico su Facebook. Stessa procedura per ogni altro evento importante, in questo modo i ricordi saranno indelebili e alla portata di tutti i vostri amici.

Non sempre sarete gli unici ad aver scattato le foto, quindi prima di caricarle on line dovrete attendere che tutti quanti vi passino le loro, con questo sistema eviterete di fare album troppo simili tra di loro. Una procedura decisamente scomoda, non immediata e anche poco collaborativa.

Immagine che mostra il logo di Google Chrme

Google Chrome mostra in chiaro tutte le password salvate

Google Chrome mostra in chiaro tutte le password salvate

La maggior parte degli utenti ha l’abitudine di salvare direttamente nel browser web le password che solitamente immette online per l’accesso a specifici servizi. Si tratta di una pratica indubbiamente molto comoda che consente di risparmiare tempo, seppur poco, lasciando che sia il browser stesso ad occuparsi di comunicare ai server dei servizii i dati richiesti.

Attenendosi però a quanto emerso nel corso delle ultime ore la pratica in questione potrebbe mettere a serio rischio la sicurezza degli utenti, almeno per quanto riguarda Google Chrome.

Un post pubblicato sul blog del designer Elliot Kember mette infatti in evidenza alcuni potenziali rischi nella gestione delle password da parte di Chrome, specie per chi condividere il proprio computer anche con altri utenti.

MEGA, Dotcom annuncia l’arrivo di messaggi a prova di spia

mega

Da sempre gli utenti hanno l’incubo di essere spiati mentre comunicano on line e proprio per questo motivo sono nate delle apposite applicazioni per proteggere la privacy.

Soprattutto dopo lo scandalo PRISM, le persone sentono il bisogno di sicurezza, basti pensare al boom di visite ottenute dal motore di ricerca indipendente DuckDuckGo noto per la sua privacy.

I Google Glass e la questione privacy, big G rassicura

I Google Glass e la questione privacy, big G rassicura

Dopo la buona notizia dell’imminente disponibilità di un nuovo aggiornamento software per i Google Glass quest’oggi si torna a discutere degli occhiali per la realtà aumentata del colosso delle ricerche in rete e dei dubbi inerenti la questione privacy.

Che il binomio “Google Glass – privacy” abbia suscitato sin dal primo momento particolare interesse da parte degli utenti ma sopratutto delle autorità dell’intero globo terrestre non è sicuramente una novità. Lo scorso mese, infatti, le autorità garanti di tutto il mondo hanno inviato una lettera al gruppo di Mountain View chiedendo l’apertura di un confronto costruttivo.

Lo stesso ha fatto negli USA il Bipartisan Congressional Privacy Caucus, guidato dal membro del Congresso Joe Barton, a cui Google ha ora fornito una risposta mediante una lettera firmata Susan Molinari.

Symantec, Facebook per Android colleziona numeri di telefono

Symantec, Facebook per Android colleziona numeri di telefono

Symantec, Facebook per Android colleziona numeri di telefono

Dopo il grave bug, comunicato a fine giugno, che ha esposto ben 6 milioni di numeri di telefono ed indirizzi email degli utenti Facebook a visualizzazioni non autorizzate si torna a parlare del celebre social network in blu e della sicurezza dei suoi iscritti, in particolar modo di coloro che utilizzando un device Android.

Nel weekend è stato infatti scoperto un nuovo bug che viola la privacy degli utenti ma questa volta facente riferimento in maniera specifica all’app Facebook per Android.

A scovare il bug è stata Symantec, la nota società specializzata in sicurezza informatica, durante alcuni test effettuati con la nuova versione di Norton Mobile Security.

Stando a quanto emerso l’app Facebook per dispositivi mobile basati sul sistema operativo del robottino verde colleziona i numeri di telefono e li invia direttamente ai server dell’azienda senza richiedere alcuna esplicita autorizzazione all’utente.