Google Glass e privacy, le autorità garanti chiedono delucidazioni

Google Glass e privacy, le autorità garanti chiedono delucidazioni

Google Glass e privacy, le autorità garanti chiedono delucidazioni

I Google Glass, uno tra i dispositivi più desiderati e chiacchierati degli ultimi mesi, faranno la loro comparsa sul mercato entro il primo trimestre del prossimo anno. Prima che la commercializzazione degli occhialini di big G venga avviata è però necessario far luce sugli eventuali rischi per la privacy che potrebbero derivare dal loro utilizzo.

A far tale richiesta sono state le autorità garanti di tutto il mondo mediante un’apposita lettera spedita direttamente a Larry Page e nella quale il CEO viene sollecitato ad avviare immediatamente un confronto apposito per fornire chiarimenti sulla questione.

La principale preoccupazione delle autorità è data dalle applicazioni che sfrutteranno le tecnologie di riconoscimento facciale.

Quali informazioni raccoglie Google attraverso i “Glass”, i famosi occhiali a realtà aumentata? Con chi le condivide? Come intende utilizzarle? Come viene garantito il rispetto delle legislazioni sulla privacy? Come pensa Google di risolvere il problematico aspetto della raccolta di informazioni di persone che, a loro insaputa, vengono “riprese” e “registrate” tramite i Glass.

WordPress compra Poster, l’app iOS per scrivere articoli

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WordPress è la piattaforma più utilizzata e amata dai blogger. Le sue caratteristiche vincenti sono evidenti, ma per molti utenti la nota dolente riguarda l’applicazione mobile.

Non possiamo non nutrire forti dubbi sul titolo, disponibile sia per Android sia per iOS, che consente di gestire solo in modo superficiale il proprio blog da smartphone e tablet. Scrivere articoli sfruttando quest’applicazione è una missione quasi impossibile, la scomodità è sicuramente sovrana.

Samsung lancerà occhiali simili ai Google Glass a settembre

Samsung lancerà un antifurto per smartphone funzionante da remoto

Samsung lancerà un antifurto per smartphone funzionante da remoto

Com’è stato possibile apprendere in concomitanza, o quasi, del lancio di iOS 7, la nuova versione del sistema operativo mobile per iDevice, i principali prodottuttori di smartphone hanno partecipato ad un incontro organizzato dai procuratori distrettuali di New York e San Francisco mirante a cercare di trovare una soluzione valida e comune al furto dei device mobile, vera e propria piaga sopratutto in terra a stelle e strisce.

La riunione ha avuto luogo la scorsa settimana e l’argomento principale è stato, nel dettaglio, quello inerente l’implementazione di strumenti e funzionalità in grado di impedire, o almeno di ridurre, il numero di furti dei dispotivi mobile.

Oltre ad Apple, tra i produttori coinvolti nella riunione vi era anche Samsung.

Stando a quanto emerso pare che la sudcoreana abbia già sviluppato un antifurto software che dovrebbe essere rilasciato a fine luglio.

Skype, video messaggi gratuiti e disponibili per tutti

Skype, video messaggi gratuiti e disponibili per tutti

Skype, video messaggi gratuiti e disponibili per tutti

Dopo circa quattro mesi di test Skype ha annunciato, proprio nel corso delle ultime ore, che la funzionalità video messaggi è out of preview. Questo sta quindi a significare che tutti gli utenti che si servono del celebre client VoIP di casa Redmond possono utilizzare senza problemi la nuova funzionalità a patto che il software sia aggiornato all’ultima versione disponibile.

Così come comunicato nel post pubblicato sul blog ufficiale di Skype Microsoft ha inoltre rimosso il vincolo sul numero di messaggi per chi non ha sottoscritto un abbonamento Premium ed ora, quindi, la feature è utilizzabile in maniera totalmente gratuita da tutti indipendentemente dal sistema operativo impiegato (eccezion fatta, per il momento, per Windows Phone) e dal tipo di dispositivo.

Ricordiamo che in precedenza Microsoft aveva impostato un limite di 20 video messaggi per i non abbonati Premium.

Per poter inviare un video messaggio è sufficiente cliccare sul pulsante Videomessaggio e poi sul pulsante Registra.

Cloud WIndows 8

Come eliminare i dati della sincronizzazione cloud di Windows 8

Cloud WIndows 8

Una delle feature più interessanti di Windows 8 è senza ombra di dubbio la sincronizzazione cloud delle impostazioni del sistema e delle Modern Apps.
La sua utilità non si discute, ma qualcuno potrebbe anche non esserne soddisfatto o temere per la privacy dei propri dati. Proprio in quest’ottica, oggi vogliamo segnalarvi la procedura ufficiale per disattivare la sincronizzazione di Windows 8 ed eliminare i dati salvati nella “nuvola” Microsoft. Bastano pochi click e pochissimi minuti.

Digg annuncia il lancio di un suo feed reader

Digg annuncia il lancio di un suo feed reader

Digg annuncia il lancio di un suo feed reader

La comunicazione data mesi fa da big G inerente la chiusura, a partire dal 1° luglio dell’anno corrente, di Google Reader ha creato non poco scompiglio tra tutti gli utenti che praticamente da sempre si servono del celebre lettore di feed RSS.

A partire da quel momento hanno però cominciato a far capolino numerose e valide alternative come nel caso del quotatissimo Feedly, del presunto feed reader di Facebook e, stando a quanto emerso nel corso delle ultime ore, anche di un lettore targato Digg, il celebre sito web di social bookmarking.

Mediante la pubblicazione di un apposito post sul suo blog ufficiale Digg ha infatti dichiarato che il nuovo servizio sarà disponibile per tutti a partire dal 26 giugno e che il cosiddetto Digg Reader andrà a configurarsi come uno strumento veloce, affidabile, semplice e come un riferimento sul quale approdare senza problemi provenendo da Google Reader.

Decreto del fare

“Decreto del fare”, nuove liberalizzazioni per il Wi-Fi in Italia

Decreto del fare

Negli ottanta punti del cosiddetto decreto del fare, con il quale il Governo Letta intende rilanciare l’economia italiana, sono incluse anche varie norme riguardanti il Wi-Fi pubblico. Una volta tanto, si tratta di leggi condivisibili che depennano definitivamente i residui della scandalosa legge Pisanu – quella che obbligava i gestori di bar, ristoranti, ecc. a richiedere l’autorizzazione del questore per installare un router – e rimuovono i processi di identificazione per gli utilizzatori delle reti wireless nei locali pubblici.

Acer lancerà il suo primo dispositivo indossabile nel 2014

Acer lancerà il suo primo dispositivo indossabile nel 2014

Acer lancerà il suo primo dispositivo indossabile nel 2014

Dopo Apple, Google, Samsung, LG e Sony ora anche Acer si è detta interessata alla tecnologia indossabile e stando a quanto emerso nel corso delle ultime ore attualmente è al lavoro per esaminarne le potenzialità.

A dichiararlo è stato lo stesso ST Liew, il presidente della divisione smartphone del gruppo, nel corso di un’interessante intervista concessa a Pocket-Lint.

Stiamo guardando verso gli indossabili. Penso che ogni azienda che produce prodotti rivolti ai consumatori dovrebbe guardare alle tecnologie indossabili. Non è un concetto nuovo… ma finora non è esploso come invece dovrebbe.

Nel corso dell’intervista Liew ha sottolineato che quello degli indossabili è un mercato con un potenziale di miliardi di dollari, che proprio per questo motivo Acer ha intenzione di lanciare uno o più prodotti del genere e che il primo device dell’azienda appartenente a tale segmento di mercato giungerà già nel corso del prossimo anno.

Microsoft offre 100.000 dollari e oltre per ogni app Windows Phone

Microsoft offre 100.000 dollari e oltre per ogni app Windows Phone

Microsoft offre 100.000 dollari e oltre per ogni app Windows Phone

Il Windows Phone Store, il marketplace del sistema operativo mobile di casa Microsoft, prossimamente toccherà quota 150 mila app.

Per raggiungere il più presto possibile questo ed anche altri importanti traguardi e nel tentativo di incentivare gli sviluppatori la redmondiana avrebbe iniziato a pagare somme pari a 100 mila dollari ed oltre.

A comunicare la notizia non è stata Microsoft in via ufficiale. Attenendosi però a quanto riportato da Bloomberg pare che la cifra in questione sia stata offerta dalla redmondiana ad alcune software house di cui per il momento non si conosce ancora il nome.

Molto probabilmente i 100 mila dollari e più sono stati offerti a coloro che vengono identificati come sviluppatori di alto profilo, vale a dire gli sviluppatori che realizzano app più note.

trovare password rete wifi

SterJo Wireless Passwords, ottenere info sulle reti wireless usate

trovare password rete wifi

Sicuramente anche a voi, lettori di Geekissimo, sarà capitato di aver dimenticato la password per accedere ad una delle reti Wi-Fi a cui di solito vi connettete.

Certo le informazioni per accedere ad una specifica rete wireless possono essere salvate sul computer in uso e la connessione viene effettuata ogni volta in maniera automatica ma qualora fosse necessario eseguire l’accesso alla rete con un nuovo dispositivo la situazione, in caso di dimenticanze, potrebbe farsi davvero complicata.

Per far fronte alla cosa è però possibile sfruttare SterJo Wireless Passwords.

Si tratta di un software totalmente gratuito ed utilizzabile senza alcun tipo di problema su tutti i sistemi operativi Windows (sia a 32-bit sia a 64-bit) che una volta avviato esegue una scansione del sistema e fornisce informazioni inerenti tutte le reti wireless a cui ci si è collegati da quel dato computer.

Volume 2: controlli rapidi da tastiera per regolare il Volume

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Quasi tutte le tastiere, sia dei computer fissi sia dei notebook, posseggono dei tasti rapidi che vi permettono di gestire direttamente il volume del PC. Nella maggior parte dei casi abbiamo tre bottoni: per abbassare, alzare oppure per disattivarlo.

Molti utenti sono più che soddisfatti da tali tasti veloci, ma per chi desidera avere ancora maggior controllo sul volume potrà utilizzare un comodo programma per Windows: Volume 2.

Google permette di cercare e trovare contenuti di Drive, Plus e Gmail

Google, un database per contrastare la pedopornografia

Google database pedopornografia

Google ha deciso di fornire un ulteriore ed ancor più importante contributo nella battaglia contro la pedopornografia e per farlo utilizzerà un fondo pari a 2 milioni di dollari.

Il colosso di Mountain View è già attivo da diversi anni a questa parte in tal senso ma stando a quanto emerso nel corso delle ultime ore le cose potrebbero cambiare evolvendosi ancora in senso positivo.

Mediante la publicazione di un apposito post sul suo blog ufficiale Google ha infatti comunicato di avere intenzione di costruire un sistema più efficace di identificazione delle immagini pedopornografiche in modo tale da impedirne la visualizzazione e la condivisione in rete.

Per proteggere i bambini mostrati in queste foto e per migliorare gli strumenti a disposizione degli inquirenti impegnati nell’indagare su tali fatti Google ha infatti intenzione di costruire un database nel quale un enorme numero di immagini possono essere identificate ed archiviate.