Foto del logo di Windows 10

Windows 10, per le imprese l’upgrade è gratis

A settembre dello scorso anno Microsoft ha annunciato la licenza abbonamento di Windows 10 per i suoi clienti business con prezzi decisamente conveniente a partire da 7 dollari al mese. Trattasi, in soldoni, di un nuovo modello di gestione delle licenze scelto per incentivare il più possibile le aziende a passare al nuovo OS.

Foto del logo di Windows 10

Sempre con il medesimo obiettivo, nel corso delle ultime ore Microsoft ha fatto sapere che gli abbonati al programma in questione potranno aggiornare i loro computer basati sui sistemi operativi Windows 7 e/o Windows 8.1 a Windows 10 senza dover incorrere in costi aggiuntivi. Nel dettaglio, l’offerta risulta essere limitata a tutte le aziende che adottano Windows 10 Enterprise E3, E5 e Secure Productive Enterprise E3 e E5.

Google supera Apple, ora è l'azienda tech di maggior valore al mondo

Google supera Apple, ora è l’azienda tech di maggior valore al mondo

Google supera Apple, ora è l'azienda tech di maggior valore al mondo

Apple è sicuramente una tra le aziende di maggior valore attualmente presenti sulla piazza ma Google, a quanto pare, lo è ancora di più o almeno questo è quel che risulta attenendosi alle analisi di mercato effettuate durante la scorsa settimana.

Le analisi, nel dettaglio, sono state condotte dal Wall Street Journal che ha poi provveduto a comunicare il verdetto finale dichiarando che big G ha superato Cupertino per capitalizzazione e che rappresenta oggi l’azienda tecnologia di maggior valore al mondo.

La capitalizzazione di mercato, è però opportuno sottolinearlo, è una misura che risulta abbastanza limitata rispetto all’intero valore di una società e il prezzo del titolo in borsa in uno specifico momento va a configurarsi più interesse per gli investitori e per gli analisti che una vera e propria stima dell’effettivo valore di un gruppo.

In ogni caso se si tolgono i 145 miliardi di dollari della liquidità netta detenuta da Apple a marzo dell’anno corrente e se si sottraggono i 45 miliardi di dollari di cash di Google si ottiene un valore enterprise che risulta pari a 233 miliardi per Cupertino e a 241 miliardi per big G.

Windows XP: il supporto termina l'8 aprile, Microsoft non cambia idea

Windows XP: la migrazione procede lentamente, aziende a rischio

Windows XP migrazione aziende

Tra circa un anno verrà interrotto il supporto per Windows XP, uno tra i sistemi operativi di maggior successo della redmondiana che continua a far valere il suo nome ad oltre 11 anni dal lancio, e Microsoft, a tal proposito, ha sollecitato in più occasioni gli amministratori IT di pianificare con il dovuto anticipo il processo di migrazione vero i ben più recenti Windows 7 o 8.

La procedura di migrazione è stata avviata ma, a quanto pare, sta procedendo troppo lentamente.

Infatti, se si considera che a partire dal prossimo 8 aprile non saranno più distribuiti gli aggiornamenti di sicurezza per Windows XP il dato in questione va a configurarsi come particolarmente grave.

Se il trend resterà invariato tra un anno, quindi, ci saranno ancora in funzione numerosi computer con Windows XP destinati a diventare nel giro di breve tempo un facile bersaglio per i cybercriminali.

Patent troll studio università Boston

Patent troll: negli USA costa 29 miliardi di dollari all’anno

Patent troll studio università Boston

Sul fatto che il “patent trolling” fosse fastidioso ed insidioso vi erano ben pochi dubbi, così come anche che fosse particolarmente dispendioso per il sistema e per le aziende ma che costasse anche agli altri operatori del settore restava, sino a qualche ora addietro, soltanto una supposizione confermata adesso dal recente studio condotto dall’Università di Boston che ha interessato un totale di 82 hardware e software vendor.

Innanzitutto, per chi non lo sapesse, con il termine “patent troll” si è soliti indicare, con connotazione negativa, una società che acquista licenze e brevetti ma che non li impiega per offrire servizi o, ancora, per la produzione di beni senza quindi contribuire al processo di ricerca e sviluppo così come le altre società, università o enti.

Ora, tenendo conto di ciò, stando a quanto emerso dallo studio condotto dall’Università di Boston le denunce di patent troll avrebbero coinvolto, almeno sino a questo momento, ben 2.150 differenti aziende per un totale di più di 5.800 processi.

Arrivano le pagine su Google+: il social network apre le porte alle aziende

Google+ implementa una nuova funzione per le aziende permettendo ora di creare una pagina mediante cui promuovere prodotti, brand, imprese, siti web ed associazioni mettendosi in contatto con clienti, ammiratori e followers.

Presentandosi, sostanzialmente, come un qualcosa di simile a quanto offerto, già da diverso tempo a questa parte, da Facebook, ma differenziandosi per il suo potersi integrare in maniera impeccabile con tutti gli altri innumerevoli servizi già offerti da Big G, nelle ultime ore Google+ ha aperto le sue porte alle aziende permettendo la creazione di pagine mediante cui promuovere prodotti, brand, imprese, siti web ed associazioni e grazie alle quali mettersi in contatto con i propri clienti, ammiratori e followers.

Si tratta della nuova feature Pagine Google+ grazie alla quale, d’ora in avanti, ciascun utente potrà cercare quel che desidera ed interagirvi, il tutto caratterizzato da uno scenario prettamente social, come d’altronde è giusto che sia trattandosi di una funzionalità annessa ad una risorsa di social networking.

La creazione delle Pagine Google+ risulta un procedimento abbastanza semplice da compiere che richiede la rapida compilazione di un apposito form accessibile direttamente dalla neo risorsa di social networking.

People Lookup, ricercare facilmente ed automaticamente informazioni online relative a persone ed aziende

Navigando frequentemente online di certo non avviene poi così di rado di incappare in nomi di persone di cui non si è mai sentito parlare o, molto più semplicemente, a proposito dei quali sarebbe utile ricavare informazioni extra.

Di norma, qualora venga avvertita una necessità di questo tipo, non resta altro da fare che armarsi di Google, Bing o qualsiasi altro motore di ricerca preferito ed iniziare dunque a scandagliare il web inserendo e ricercando il nome del soggetto in questione.

Un’operazione di questo tipo potrebbe però essere eseguita in maniera ben più precisa e, sopratutto, semplificata, ricorrendo all’utilizzo di un’apposita ed utilissima estensione tutta dedicata agli appassionati utilizzatori di Mozilla Firefox: People Lookup.

Windows XP batte Windows 7 nel mercato aziendale 7,5 a 1

Per il suo primo compleanno, Windows 7 si è regalato un bel po’ di soddisfazioni: ha tagliato e superato il traguardo delle 240 milioni di licenze vendute, ha sorpassato Vista, ha fatto registrare fatturati record a Microsoft ma c’è una cosa che, a quanto pare, proprio non gli è riuscita: affondare Windows XP nel mercato enterprise.

Una ricerca di mercato effettuata dall’americana “Forrester” ha infatti dimostrato che Windows XP batte Windows 7 nel mercato aziendale 7,5 a 1. Questo significa che il predecessore di Vista, nonostante i quasi dieci anni di vita sul groppone, anima ancora il 75% dei computer aziendali di Europa e Stati Uniti lasciando al giovane Seven solo un PC ogni 10.

TweetedBrands, monitora i brand più conosciuti su Twitter

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Twitter, come d’altronde quasi tutti i Social Network moderni, si è dimostrato un validissimo alleato per le imprese e le aziende di ogni tipo, che hanno trovato in esso un valido alleato per pubblicizzare gratuitamente i propri prodotti e raggiungere direttamente i potenziali clienti. Da queste operazioni di marketing è nata una tendenza generale a discutere molto dei brand più conosciuti, un fenomeno che viene attualmente sfruttato dalle aziende per raccogliere comodamente online preziosissimi dati provenienti dai consumatori sui quali basare la propria strategia futura.

Google Video, ora è possibile effettuare upload fino a 16 GB

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Periodo di notevoli cambiamenti ed innovazioni in casa Google, come d’altronde è facile notare.

Infatti, giorno dopo giorno, saltano sempre più all’occhio interessanti notizie circa i piccoli, ma altresì importanti, aggiornamenti, che Google introduce riguardo i propri prodotti.

Proprio ieri, infatti, vi ho accennato alcune info relative all’aggiunta di nuove opzioni di ricerca per Google Search, oggi, invece, ho il piacere di comunicarvi che il gran colosso ha deciso di introdurre un significativo aggiornamento anche per quanto riguarda Google Video, servizio creato qualche tempo addietro, inizialmente per fronteggiare l’ascesa di YouTube, poi utilizzato per fini prettamente più professionali ed aziendali.

La notizia che suscita tanto scalpore riguardo al particolare canale video di casa Google, ha a che vedere con il limite di upload.

WebInMail, tutto il web diventa email!

WebInMail

Molto spesso, negli ultimi tempi, succede che alcuni siti internet vengono bloccati da filtri imposti da provider, da strutture pubbliche o dalle aziende nelle quali vengono applicate politiche di restrizione al web per i dipendenti.

Delle volte, questi filtri, complici magari anche delle impostazioni poco corrette, rischiano però di ostacolare quello che è il nostro lavoro o quelle che sono le nostre necessità, rendendo molto difficili da svolgere, se non impossibili, i nostri compiti. Ci tocca quindi, ancora una volta, utilizzare una risorsa in nostro aiuto: WebInMail!

WebInMail è un servizio, ancora in beta, che consente di ricevere direttamente nella nostra casella email qualsiasi pagina web da noi richiesta semplicemente inviando un messaggio di posta elettronica all’indirizzo browse@webinmail.com ed inserendo in oggetto l’url del sito che intendiamo visitare.

CrunchBase: tutti gli imprenditori del web in un solo sito internet

Molte volte mi sono chiesto chi ci fosse dietro ad un determinato sito, cioè, chi è che ha creato il sito X? C’è forse dietro un’azienda, oppure, è tutto frutto di una mente geniale? Le risposte a queste domande però le trovavo di rado, oggi invece grazie al sito che sto per andarvi a presentare, tutte queste domande troveranno una risposta.

CrunchBase è un potente archivio internet, dove ogni utente può inserire le informazioni che conosce su un determinato sito, o su una persona in particolare, che ha sviluppato il suo lavoro sul WEB. Prendiamo per esempio il noto sito TinyURL. In questa pagina trovate tutte le informazioni riguardanti questo sito, infatti, la pagina sono come una carda d’identità del sito.

La cattiva percezione di Windows Vista potrebbe mettere nei guai Microsoft

WindowsVista

Soprattutto negli ultimi tempi Microsoft non se la sta passando benissimo. Ogni giorno, infatti, si alternano notizie positive a notizie negative. Oggi parliamo di una notizia che non farà di sicuro piacere ai vertici di Redmond. La cattiva percezione che presso alcuni utenti e rivenditori ha Windows Vista potrebbe andare ad influenzare direttamente i conti di Ballmer&co. Alcuni analisti finanziari, infatti, hanno “abbassato” le stime di crescita di Microsoft per gli anni fiscali 2008 e 2009, citando proprio, come causa, la percezione negativa abbastanza diffusa nei confronti di Vista.

Il report, inoltre, guarda anche alla data di rilascio della prossima versione di Windows (per adesso chiamata “Windows 7”), che al momento corrisponderebbe con il secondo quarto del 2010. La crescita di Microsoft per il 2008 è stimata il 49 milioni per l’anno fiscale 2008 e 395 milioni di dollari per il 2009. Passare a Windows Vista, si legge, non è semplice per molte aziende piccole e medie, e “di conseguenza il ciclo di vita di Vista sembra essere molto meno robusto di quanto ipotizzato in precedenza”. Tra l’altro, molte aziende, sperando in un futuro e in un sistema operativo migliori stanno evitando di acquistare Vista in attesa di Windows 7.

eBay dovrà pagare 20mila euro di risarcimento alla Hermes. Un pericoloso precedente, che pone la società d’aste a rischio chiusura!

Hermes

Ancora problemi per eBay, che per l’ennesima volta si trova a dover pagare una multa per il comportamento scorretto dei propri utenti. Questa volta siamo in Francia: un tribunale d’oltralpe ha infatti obbligato il popolare servizio di aste online a pagare ben 20mila euro di multa alla Hermes, famosa società di prodotti di lusso.

Motivo? eBay avrebbe permesso la vendita, sul suo sito appunto, di tre borse contraffatte. Si tratta di una delle prime volte (e la primissima in Francia) in cui un giudice designa eBay come principale responsabile di una vendita fraudolenta tra due propri utenti. Numerose volte eBay è intervenuta per eliminare dal proprio sito prodotti contraffatti o di cui è vietata la vendita, ma si è sempre battuta per far prevalere il principio che devono essere le diverse aziende produttrici a indicare quali sono i prodotti contraffatti e quali gli originali.

Economia, sicurezza e privacy: il 41% delle grandi aziende ha addetti che monitorano tutta la posta elettronica e gli altri dati personali degli impiegati

Ufficio

Lo spionaggio di segreti tra le aziende esiste da sempre. Ma probabilmente la tecnologia ha aumentato i rischi, per le aziende, di perdere dati anche per colpa dei propri stessi dipendenti. La Forrester Consulting, famosa società di consulenza, ha pubblicato anche quest’anno l’annuale “Outbound e-mail survey”, che rivela una preoccupazione sempre maggiore, da parte dei vertici delle aziende, che informazioni non autorizzate escano tramite e-mail, servizi di messaggistica istantanea e servizi di social networking. Tanto che – udite udite – oltre il 40 per cento delle grandi aziende (con più di 20mila dipendenti) ammette di avere dipendenti il cui compito è quello di monitorare tutti i dati in entrata e in uscita nei server aziendali.

Il sondaggio ha coinvolto oltre 301 responsabili della sicurezza informatica di aziende. Tra gli altri risultati, il 44 per cento degli intervistati ha condotto almeno una volta nello scorso anno un’inchiesta interna a causa di una potenziale perdita di dati tramite l’e-mail, mentre il 23 per cento ammette che una perdita del genere c’è stata realmente. I rischi riguardano anche i blog, i social network, le chat istantanee e i servizi di file sharing peer-to-peer, diventati, dunque, strade privilegiate attraverso le quali cercare di venire in possesso di informazioni confidenziali.