Internet Explorer torna alla riscossa a spese di Chrome e non solo

Internet Explorer 9 recupera mercato

La situazione pareva essere oramai ben delineata e dopo circa un anno passato a perdere un numero considerevole di utenti Internet Explorer, il browser web targato Microsoft, sembrava pronto a cedere il passo a Google Chrome.

Tuttavia, stando a quelli che sono gli ultimi dati disponibili, Internet Explorer ha ricominciato a guadagnare punti, sopratutto nel corso del mese di marzo, facendo quindi registrare un’inaspettata inversione di marcia.

Nel dettaglio, secondo i dati forniti da NetApplication Internet Explorer risale al 53,83% dopo la brutta caduta del mese di dicembre mettendo i bastoni tra le ruote a Google Chrome che, nonostante tutto, mette a segno il terzo risultato utile consecutivo con l’attuale 18,57%.

Project Glass, il prototipo degli occhiali di Google per la realtà aumentata esiste davvero

Google Project Glass

Degli occhiali per la realtà aumentata di Google se ne parla già da qualche tempo in rete ma sino a poche ore addietro il gran colosso delle ricerche online non aveva dato ancora alcuna certezza a riguardo.

Soltanto da pochissimo, infatti, Google ha confermato l’esistenza del progetto che prende il nome di Project Glass e che, appunto, risulta tutto incentrato sulla realizzazione di un prototipo di occhiali in grado di mostrare la realtà aumentata.

La conferma dell’esistenza del progetto è stata data sfruttando l’account ufficiale di Project Glass creato ad hoc su Google+ e mediante la condivisione di un video dimostrativo pubblicato su YouTube e visualizzabile alla fine di questo post nel quale vengono illustrati tutta una serie di possibili utilizzi degli occhiali per la realtà aumentata.

Dropbox, aumenta lo spazio a disposizione per gli utenti free

Buone nuove per gli utenti di Dropbox che amano tanto questo servizio ma non abbastanza da sottoscrivere un abbonamento a pagamento. L’azienda fondata da Drew Houston ha deciso di aumentare lo spazio a disposizione degli utenti free e di portare a 16GB il limite di cloud storage raggiungibile senza spendere un soldo.

Da notare la parola limite. Difatti i 16GB di cui parliamo non rappresentano lo spazio base concesso all’apertura dell’account free su Dropbox, che rimane fissato a 2GB, ma l’ammontare massimo dello storage che si può ottenere facendo registrare altri utenti al servizio (tramite i famosi link referral). La vera novità sta proprio qui, perché lo spazio extra ottenuto dall’iscrizione di ciascun nuovo utente prima fruttava 250MB mentre ora ne porta 500 (il doppio). Facendo un rapido calcolo, per raggiungere il tetto dei 16GB bisogna far registrare 32 utenti tramite link referal: un’impresa non da poco.

Brevetti Yahoo!: Facebook passa al contrattacco

Facebook brevetti Yahoo!

Della presunta violazione brevettuale di Facebook a carico di Yahoo!, della minaccia di denuncia e dell’azione legale intrapresa di conseguenza se ne parla già da qualche tempo a questa parte ma soltanto recentemente Mark Zuckerberg ed il suo team hanno deciso di passare al contrattacco.

Nel corso delle ultime ore, infatti, Facebook ha deciso di rispondere a Yahoo! denunciando la compagniaper la violazione dei suoi brevetti relativi al tag di foto, all’advertising ed ai suggerimenti online dando quindi il via ad un’aggressiva controffensiva e puntando il dito, nel dettaglio, contro Flickr.

Nel caso specifico di Flickr i brevetti contestati a Yahoo! sono quelli siglati con i numeri 7,827,208 e 7,945,653 e facenti riferimento, rispettivamente, alla personalizzazione dei feed ed alla funzione di tag nelle foto.

Microsoft entra nell’elenco degli sviluppatori del kernel Linux

Nel suo ultimo rapporto annuale, la Linux Foundation ha annunciato che Microsoft è entrata a far parte delle aziende che con il proprio operato hanno contribuito allo sviluppo del kernel Linux.

È la prima volta che il colosso di Redmond entra in questo elenco (al diciassettesimo posto) e la cosa fa particolarmente rumore perché stiamo parlando della stessa azienda che nel 2001 definì l’open source “un cancro” per la proprietà intellettuale. A proferire quelle parole fu Steve Ballmer, come molti di voi ben ricorderanno. Ma da allora ne è passata di acqua sotto i ponti ed anche l’azienda emblema del software proprietario si è adattata al ruolo che l’open source è riuscito a ritagliarsi nel mercato odierno.

Enhanced History, ottimizzare la gestione della cronologia in Chrome aggiungendo funzioni extra

Così come tutti i browser web anche Google Chrome, lo strumento mediante cui navigare online reso disponibile direttamente dal gran colosso delle ricerche in rete, risulta comprensivo di apposite opzioni mediante le quali visualizzare la cronologia dei siti internet e delle pagine web visitate.

Dalla cronologia di Google Chrome, così come ben sapranno tutti coloro che se ne servono abitualmente, è possibile effettuare ricerche dei contenuti visualizzati online ma, purtroppo, non sono disponibili features extra che, a seconda delle diverse esigenze, potrebbero invece rivelarsi particolarmente utili.

A tal proposito, per la gioia di coloro che sono alla ricerca di un valido sistema mediante cui ovviare a questo piccolo ma fastidioso inconveniente è possibile ricorrere all’utilizzo di Enhanced History.

USB Flash Security, proteggere i dati archiviati su una chiavetta USB mediante password

Sebbene il massiccio utilizzo dei servizi di cloud storage, primo tra tutti Dropbox, abbia liberato gli utenti dalla necessita di dover avere sempre e comunque a portata di mano una o più chiavette USB mediante cui archiviare dati e reperire quelli salvati in precedenza sono comunque molteplici coloro che, allo stato attuale delle cose, hanno la necessità di ricorrere all’impiego delle pendrive.

Tuttavia appare opportuno specificare che se per quanto concerne i servizi di cloud storage l’archiviazione dei dati risulta protetta e, se non mediante un processo di condivisione pubblica, ulteriori utenti non posso accedere ai prorpi file, per quanto riguarda le chiavette USB, invece, non vige la medesima regola.

Tuttavia sono diverse le circostanze in cui potrebbe rivelarsi particolarmente utile disporre di un qualche sistema di sicurezza sulla propria chiavetta USB onde evitare che tutto quanto in essa archiviata risulti utilizzabile da chiunque.

A tal proposito uno strumento quale USB Flash Security può risultare molto ma molto utile.

Icon Badger, visualizzare sempre il conteggio delle notifiche dalla favicon in Google Chrome

Chi, per svariate ragioni, è solito pinnare specifiche schede aperte nella finestra di Google Chrome in modo tale da potervi accedere in maniera pratica e senza troppi problemi anche in un secondo momento avrà senz’altro notato che eseguendo tale tipo d’operazione non si ha più la possibilità di visualizzare le notifiche che, solitamente, vengono aggiunte alla favicon di specifici siti web come, ad esempio, nel caso di Facebook.

La stessa situazione, inoltre, va a verificarsi in tutti quei casi in cui siano state aperte un numero eccessivo di scehde nella finestra di Google Chrome.

Per alcuni utenti questo piccolo inconveniente potrebbe non costituire un problema per altri, invece, si e, in tal caso, un’apposita ed interessante estensione specifica per il browser web del gran colosso delle ricerche in rete quale lo è Icon Badger sarà senz’altro di grande aiuto!

Come bypassare la lock screen di Windows 8

Uno dei dazi più fastidiosi che gli utenti di Windows 8 Consumer Preview devono pagare quando usano il nuovo OS Microsoft su un classico PC e non su un dispositivo touch è rappresentato dalla lock screen che viene mostrata ad ogni avvio. Quella con l’immagine della barriera corallina che va “alzata” con il cursore del mouse per far comparire il form del login, tanto per capirci.

Ebbene, oggi vogliamo proporvi un trucchetto per eliminarla e far partire Windows 8 direttamente dalla schermata di login, come Windows 7 e le edizioni precedenti del sistema. Per fortuna non bisogna ricorrere a nessun escamotage particolare, basta andare nell’Editor Criteri di gruppo locali e modificare un valore. Quindi se volete scoprire come bypassare la lock screen di Windows 8, ritagliatevi 30 secondi di tempo libero e seguite i passaggi elencati qui di seguito.

Google TV: in Europa a settembre?

Google TV Europa

L’avviso è stato dato da Stephane Labrousse, ovvero il responsabile marketing per Sony France: la Google TV sarà presto disponibile in Europa e, con molta probabilità, potrebbe fare la sua comparsa sul mercato già a settembre dell’anno in corso.

Questo, in altri termini, sta quindi a significare che il concept introdotto negli Stati Uniti dal gran colosso delle ricerche in rete e che, almeno in terra a stelle e strisce, non è riuscito a riscuotere particolare successo, tra non molto sarà disponibile anche nel vecchio continente.

La Google TV verrà lanciata in Europa sfruttando dispositivi Sony e, secondo le indiscrezioni, i modelli disponibili saranno ben due, quali un set-top box da 200 euro ed un altro dotato anche di lettore Blu Ray ed avente un prezzo pari a 300 euro.

Anonymous contro Carabinieri, Difesa e Interno

Dopo qualche giorno di relativa calma, la cellula Italiana di Anonymous torna a colpire. Questa volta ad essere stati presi di mira dagli hacktivisti nostrani sono stati i siti di Carabinieri, Difesa e Ministero dell’Interno. Nella giornata di ieri (3 aprile 2012), carabinieri.it, difesa.it e interno.it sono risultati offline per diversi minuti e gli Anonymous hanno fornito delle motivazioni a dir loro valide per ognuno di questi Tango Down, così come vengono chiamati in gergo gli attacchi.

Il sito Web dei Carabinieri è stato messo KO a causa degli scontri di Roma che hanno visto contrapporsi i militari agli operai che manifestavano contro la chiusura degli stabilimenti Alcoa in Sardegna (Signori Carabinieri, alcuni giorni fa avete tentato di sopprimere la rabbia degli Operai Alcoa con i vostri feroci manganelli, si legge sul blog di Anonymous Italia). Difesa e Interno sono invece stati “puniti” per una circolare diramata dal Ministero dell’Interno che impone il silenzio sui fatti del G8 di Genova a tutti gli esponenti delle forze dell’ordine.

Apple: una nuova class action contro Siri

Siri class action

È stata presentata come una tra le features di maggior rilievo dell’iPhone 4S ma, a partire dal momento del lancio sul mercato del nuovo device Apple, Siri, l’assistente vocale, ha ricevuto non poche lamentele da parte di un ampio numero di utenti che, senza far troppi giri di parole, ne sono rimasti insoddisfatti.

Infatti, così come già accaduto qualche settimana addietro, nel corso delle ultime ore David Jones, proprietario di un iPhone 4S, ha provveduto ad inviare una class action contro Apple in California relativamente a Siri e, nello specifico, alle sue qualità eccessivamente enfatizzate dagli spot pubblicitari mandati in onda dalla ben nota azienda della mela morsicata.

Trattasi, in altri termini, di pubblicità ingannevole, di spot nei quali viene raccontato un assistente vocale in grado di compiere operazioni che vanno ben oltre quelle che sono le effettive qualità di Siri che, pur rivelandosi estremamente innovativo, appare comunque limitato nelle sue capacità, almeno per il momento.

Instagram per Android è ora disponibile su Google Play

Instagram per Android

Se ne parla da dicembre dello scorso anno ma la questione ha iniziato a suscitare ulteriore attenzione nel corso delle ultime settimane, ovvero a partire da quando è stata data la notizia dell’imminente, o quasi, rilascio di Instagram in veste di app per Android.

Tuttavia, pur essendo stato annunciato l’arrivo, entro breve, di una versione beta di Instagram per Android, sino a qualche ore addietro l’app dedicata al photo-sharing non era stata ancora resa disponibile su Google Play.

Soltanto da pochissimo, infatti, Instagram è stata finalmente inserita nel market place dedicato ai device equipaggiati del sistema operativo del gran colosso delle ricerche in rete previo invio di una mail informativa a tutti coloro che avevano provveduto a fornire il proprio indirizzo di posta elettronica nella pagina apposita mediante cui ricevere un allert al momento della disponibilità dell’app.

La celebre app è scaricabile, anche in questo caso, in maniera totalmente gratuita e secondo le prime statistiche snocciolate il numero complessivo di utenti in lista d’attesa come beta tester è risultato pari a ben 43 mila per un totale di 30 milioni suddivisi tra Android users ed iOS users.

Easy Color Replace, sostituire specifici colori presenti in un’immagine in modo semplice e veloce

Di software grazie ai quali è possibile apportare modifiche di varia natura a foto ed immagini ne esistono molteplici e, a tal proposito, qui su Geekissimo abbiamo più volte avuto modo di dare uno sguardo a strumenti di questo tipo.

Nonostante ciò sono però davvero pochi gli applicativi rientranti in tale categoria grazie ai quali è possibile eseguire quanto risulta invece fattibile sfruttando Easy Color Replace.

Questo programmino, completamente gratuito ed utilizzabile senza alcun tipo di problema su tutti i sistemi operativi Windows (sia a 32-bit sia a 64-bit), permette infatti, così come suggerisce lo stesso nome, di sostituire specifici colori presenti in una data immagine, una funzione questa che va a rivelarsi particolarmente utile in una gran varietà di situazioni a tutti coloro che, per diletti o per professione, operando in ambito grafico.