IObit Cloud, antivirus online per eseguire scansioni e analisi su file e programmi

Quando nascono dei dubbi in merito a file o programmi sospetti ma che, nello stesso tempo, si vogliono testare o eseguire sul proprio PC, tutti gli utenti si affidano al proprio software antivirus installato procedendo ad effettuare una scansione. A volte i file provengono da fonti inaffidabili e, perciò, un controllo avanzato non guasta, anzi informa l’utente circa la vera entità ed il vero contenuto presente all’interno.

Oltre ai classici programmi di sicurezza che tutti abbiamo installato nel computer, esistono anche dei veri e propri antivirus online che si utilizzano in maniera semplice, la maggior parte delle volte gratuita e, soprattutto, direttamente nel browser senza installare nulla sul PC.

Windows 8, nuovi dettagli su interfaccia utente e sistema antipirateria


È Natale e siamo tutti più buoni. Comprese le “gole profonde” di Microsoft, che in questo periodo sembrano particolarmente prodighe di rumor riguardanti Windows 8, specie quelli riguardanti l’interfaccia utente e i sistemi antipirateria che caratterizzeranno – o almeno così pare – il nuovo sistema operativo di Microsoft.

L’interfaccia utente del successore di Seven potrebbe essere suddivisa in due varianti: una destinata esclusivamente alle macchine più potenti, a 64 bit, e una per i computer meno dotati, a 32 bit. Quella per i PC e i notebook di fascia alta si chiamerà Wind (nome in codice), sarà completamente in 3D e necessiterà di almeno 170 MB di memoria video (con una scheda grafica dedicata); l’altra sarà l’unica disponibile sui sistemi a 32 bit ma non sarà in 3D.

Chrome OS e il netbook Cr-48: alcuni video per conoscerli meglio


Come vi abbiamo annunciato nel nostro (quasi) live blogging dell’evento Google di martedì scorso, il primo netbook con Chrome OS è finalmente realtà, si chiama Cr-48 e i suoi primi esemplari stanno già iniziando a comparire nelle case degli americani che ne hanno fatto richiesta (per una prova su strada con cui aiutare “big G” a migliorare il suo prodotto).

I ragazzi del sito “Engadget”, ad esempio, sono già riusciti a mettere le zampe su un esemplare di Cr-48 e ne hanno filmato i primi minuti di utilizzo. Noi oggi vogliamo proporvi quel video, insieme ad altri tratti dalla pagina ufficiale di Chrome OS, per aiutarvi (e aiutarci) a conoscere meglio il sistema operativo con cui Google intende far entrare il cloud computing più “spinto” nelle case degli utenti di tutto il mondo.

Chrome OS: è il giorno del primo netbook? [aggiornato]


AGGIORNAMENTO 21.00 – Google ha presentato il primo netbook con Chrome OS. Si tratta di Cr-48, un computer con display da 12.1 pollici, supporto 3G/Wi-Fi, webcam e autonomia di 8 ore e 8 gorni in standby, che può essere richiesto per un periodo di test gratuito (un programma “pilot”, per essere precisi) recandosi su questa pagina. La campagna durerà fino al 21 dicembre ma, almeno per ora, possono parteciparvi solo i residenti negli USA.

Photo Credits: TechCrunch

AGGIORNAMENTO 20.50 – È arrivato il momento di Chrome OS! Google ha annunciato che il suo sistema operativo sarà commercializzato con un modem cellulare che consentirà agli utenti USA di usufruire di 100 MB di traffico mensile gratuito con il gestore Verizon per due anni. Garantita, ovviamente, anche la connettività Wi-Fi.

Sul fronte tecnico/pratico, Chrome OS garantisce un primo avvio di meno di un minuto, la possibilità di usare più account su una stessa macchina (compreso uno guest in modalità di navigazione in incognito), una ripresa dallo stand-by istantanea, la stampa cloud e la possibilità di operare offline con applicazioni Web, comprese quelle in HTML5 (la sincronizzazione online avviene al successivo accesso alla rete). Il sistema è installato su una ROM che non può essere alterata senza accesso fisico alla macchina. Altri aggiornamenti a breve.

Photo Credits: Engadget

AGGIORNAMENTO 20.15 – In attesa di Chrome OS, Google ha presentato il Chrome Web Store, una sorta di App Store simile a quello di Apple ma per il Web. In esso si possono trovare diverse rinomate applicazioni (New York Times, Amazon, ecc.), sia gratis che a pagamento, e qualche gioco. Dovrebbe essere disponibile da domani presso questa pagina e dovrebbe prevedere anche una modalità di navigazione offline.

Svelate anche un paio di novità per il browser Chrome, che presto implementerà una nuova funzione di ricerca istantanea dalla barra degli indirizzi (i siti compariranno mentre si digita il loro URL, senza premere il tasto invio) e Crankshaft, che dovrebbe aumentare la velocità del motore javascript di almeno due volte. Altri aggiornamenti a breve.

Photo Credits: Engadget

AGGIORNAMENTO 19:37 – Potete seguire l’evento in diretta streaming cliccando sull’immagine qui sotto. Appena possibile aggiorneremo il post con tutte le novità svelate da Google!


Come molti di voi già sapranno, Google ha indetto per oggi una conferenza a San Francisco incentrata sull’universo Chrome.

Secondo le assillanti voci di corridoio degli ultimi giorni, questo sarà il dì che spalancherà le porte a Chrome OS e al primo netbook animato da quest’ultimo. Per altri, forse un po’ meno sognatori e poco ottimisti, del sistema operativo online non si parlerà nemmeno e l’evento di oggi servirà solo per presentare un app store per Chrome. Il browser.

Come andrà a finire, insomma, lo sapremo solo dopo aver assistito alla conferenza. Eppure, sul Web i segnali dell’esistenza del primo netbook “chromato” iniziano a farsi sentire. Anzi, a farsi vedere.

Chrome OS nei negozi solo nel 2011

A quanto pare, il Natale 2010 non sarà il Natale del cloud computing. Chrome OS, il sistema operativo online di Google dato più volte per debuttante in questo periodo, arriverà infatti nei negozi solo nel 2011.

A far trapelare la notizia è stato Jim Wong, dirigente di Acer, che nel corso di una conferenza stampa dell’azienda taiwanese si è lasciato sfuggire che i primi netbook Acer con Chrome OS debutteranno in contemporanea con il “lancio sul mercato del sistema, il prossimo anno”.

Rimane dunque in piedi l’ipotesi secondo trimestre 2011 “rumoreggiata” a settembre, ma in realtà i primi computer portatili con il sistema cloud di “big G” potrebbero farsi vedere molto prima.

Windows 8, nuovi rumor: desktop virtualizzato e backup online

Mentre tutti festeggiano (?) l’arrivo dei Beatles su iTunes, sul Web si torna a parlare di Windows 8 e delle sue funzionalità cloud-based: tutto merito di alcune diapositive “trafugate” dal Microsoft architectural summit held tenutosi a Londra lo scorso aprile.

Gli slide, in cui la prossima versione del sistema operativo Microsoft viene chiamata Windows Next, preannuncerebbero l’introduzione nel successore di Seven del desktop as a service, una funzionalità di virtualizzazione che consentirebbe di avere una gestione centralizzata di sistema operativo, applicazioni, dati e permessi, eliminando i problemi di compatibilità e consentendo di velocizzare l’adozione del nuovo OS nelle aziende.

In altre parole, grazie a questa tecnologia (non del tutto inedita) il desktop di Windows 8 potrebbe espandersi e trasformarsi in un portale di accesso a risorse remote, conservate su un server e gestite da un “app store” che avrebbe il compito di sincronizzare sistema, dati e applicazioni attraverso più macchine.

Chrome OS raggiunge lo stadio RC, tra un mese forse sul mercato

Anche se la scalata verso il successo di Android lo ha fatto passare in secondo piano agli occhi dell’opinione pubblica, Chrome OS è vivo, vegeto e – a quanto pare – ha appena raggiunto lo stato di RC.

Come ogni buon geek sa, quando nel mondo informatico un prodotto raggiunge lo stato di Release Candidate (questa la voce che si nasconde dietro l’acronimo “RC”), significa che il suo sviluppo è giunto nella fase conclusiva e che, dopo tanta fatica, il traguardo del debutto sul mercato è quasi tagliato. Tradotto in parole povere, dunque, Chrome OS sarebbe praticamente completo e pronto ad arrivare sulle nostre scrivanie virtuali nel giro di pochissime settimane: un mese o poco più.

Questo, almeno, è quanto si evince leggendo alcuni dei messaggi pubblicati su “Google Code”, sito dove i tester del nuovo sistema operativo online segnalano i malfunzionamenti riscontrati nelle versioni preliminari dello stesso e in cui tale srikanthk ha scritto: “THIS IS ONLY ON THE RC BUILD : Google Chrome OS 0.9.78.0 (Official Build 7bbf3823) dev x86 test”.

Jolicloud 1.0, il nuovo OS per netbook disponibile per tutti

Jolicloud è diventato grande. Il sistema operativo Ubuntu-based per netbook che nei mesi scorsi ha fatto tanto parlare di sé per la sua velocità e facilità di utilizzo, raggiunge il traguardo della versione 1.0 e, dopo un breve periodo di testing chiuso, diventa finalmente disponibile per tutti.

Fra le principali caratteristiche di questo OS, che sostanzialmente è a metà strada fra il desktop e il cloud-based con applicazioni classiche affiancate a icone per l’accesso veloce a tutti i più popolari servizi online, troviamo una nuova interfaccia in HTML5, un sistema di aggiornamento automatico per i programmi e la possibilità di sincronizzare la lista delle applicazioni installate su più macchine (tramite Internet).

Chromoting: Chrome OS strizza l’occhio all’off-line o fa un passo indietro?

Avete presente la connessione desktop remoto di Windows? Bene. Chrome OS, il sistema operativo tutto-online di Google, integrerà una funzione (un plug-in, verosimilmente) molto simile. Si tratta di Chromoting, che come annunciato dal team di sviluppo del sistema: “permetterà di accedere alle applicazioni per PC direttamente dal browser“.

Una funzionalità molto importante, dunque, che dovrebbe permettere agli utenti di Chrome OS di “appoggiarsi” a dei normali PC (su cui dovrà essere installato un client) con lo scopo di eseguire applicazioni desktop la cui controparte cloud-based non esiste ancora o non è sufficientemente funzionale.

Tutto molto bello, non c’è che dire. Ma siamo sicuri che questo strizzare l’occhio al mondo off-line non sia una sorta di passo indietro da parte di Google, conscia che il mondo non è ancora pronto per il cloud computing al 100%?

Apple? È destinata a morire nel 2015 se non cambia, parola di Charles Stross

Può un’azienda come Apple, che ha appena trasformato l’incognita tablet in un successo e ha da diversi anni il mercato degli smartphone ai suoi piedi, fallire? Per Charles Stross la risposta è sì. Il noto programmatore e autore di fantascienza britannico ha infatti pubblicato un articolo secondo cui l’azienda di Steve Jobs, a meno di cambiamenti radicali, è destinata a fallire entro il 2015. Motivo del declino, la scarsa attenzione di Apple nei confronti del cloud computing, che come tutti ormai ben sanno rappresenta il futuro del mondo informatico.

Si tratta chiaramente di un articolo teso più a destare clamore che a informare, ma dobbiamo ammettere che qualche spunto di riflessione lo dà. Ad esempio, Stross pone l’accento sul fatto che, tranne iTunes e l’App Store, quasi nessuno dei servizi Web sfornati dalla Casa di Cupertino ha riscosso grande successo.

Il cloud computing? Un rischio più che un’opportunità, parola di esperto

Con lo svelamento dei prezzi dei netbook animati da Chrome OS, il sistema operativo online di Google, il cloud computing è tornato al centro della scena internazionale. Non senza scatenare qualche polemica. In particolare, nelle ultime ore hanno fatto molto rumore le dichiarazioni di David Kanter, quotato analista ed esperto informatico, il quale ha sostanzialmente affermato che il cloud computing è più un rischio che un’opportunità.

Il pensiero alla base della provocazione di Kanter è che utilizzare uno stesso hardware ed uno stesso software (quelli remoti che permettono ai servizi cloud di funzionare) in più persone è sempre poco sicuro. “Quando si utilizzano i servizi cloud, ogni utente viene isolato attraverso l’OS o la virtualizzazione, ma ciò – ha spiegato l’esperto – non garantisce una sicurezza impenetrabile al 100%, in quanto sia il sistema operativo che l’hypervisor possono essere “bucati” in qualsiasi momento. Ed anche l’hardware può essere soggetto a diverse vulnerabilità”.

Microsoft immersa nel cloud computing. Google è avvertita

Microsoft è “completamente dentro il cloud computing”. A fugare ogni dubbio sulle intenzioni del colosso di Redmond nei confronti del mondo tutto-online il CEO Steve Ballmer, che nel corso di una visita fatta qualche giorno fa all’Università di Washington ha parlato a ruota libera del futuro del mondo informatico e delle posizioni dell’azienda su ciò che si sta già stagliando all’orizzonte.

Ecco quindi una notizia che farà felici tutti i fan più sfegatati del cloud computing: il 70% dei dipendenti Microsoft sta già lavorando a progetti riguardanti la “nuvola” e nell’arco di un anno questo numero si trasformerà in 90%.

Entro il 2011 Microsoft sarà quindi proiettata anima e corpo nella promozione di Azure, il suo data center portatile dedicato ai servizi cloud, e allo sviluppo di un numero sempre maggiore di servizi on-line che andranno ad affiancare i già noti Office Online, SQL Server ed Exchange Cloud.

Google Docs migliora la sua funzione di esportazione

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Qualche settimana fa Google Docs ha introdotto un aggiornamento molto apprezzato dai più, si tratta di un nuovo strumento di esportazione che ci permette velocemente di scaricare sul nostro hard disk i nostri documenti online.

E’ possibile scegliere il tipo di formato in cui scaricarli, MS Office, Open Office e PDF. I file sono aggregabili per tipo di file grazie ad un menu a tendina che vi permetterà di capire agevolmente l’entità dei file che avete selezionato e il tipo di esportazione che più preferite.

Proprio oggi è stata aggiunta un’opzione che sicuramente farà piacere a tutti, l’opzione in questione è “Esporta tutti i tuoi file“, selezionando la quale è possibile esportare in un singolo file zip fino a 2GB di documenti, così da poter agevolmente fare un backup locale dei vostri docs, facendo un po’ di pulizia nel vostro database di Google Docs.

L’era del Cloud Computing, a che punto siamo?

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Una delle innovazioni principali dei nostri tempi è il cloud computing. Molti non sanno minimamente di cosa si stia parlando e pure ogni giorno ne utilizziamo i servizi e contribuiamo alla sua crescita.

La cloud, o nuvola, è composta dall’insieme di WebApp messe a nostra disposizione dalle varie compagnie web. Gmail, Zoho, Yahoo Answer, Greader, Facebook, etc. Tutti questi servizi sono indipendenti fra loro e possono funzionare stand-alone, allo stesso tempo però possono essere integrati attraverso l’utilizzo di varie tecnologie, una su tutte le API.

E così da Greader sarete in grado di inviare un articolo sfruttando il servizio di posta GMail, oppure di postare un link su Friendfeed che provvederà a feeddare il vostro stream di Facebook piuttosto che Twitter.

Il successo principale del cloud computing è dovuto alla sua scalabilità. Anziché allocare un determinato numero di risorse per ogni accesso, grazie al cloud computing è possibile rendere il consumo di risorse on-demand, con grande risparmio per le aziende e soprattutto con un’ottimizzazione delle risorse che rende possibile l’esecuzione di applicativi complessi senza appesantire la rete.