Se l’acquisizione miliardaria di WhatsApp aveva lasciato qualche perplessità sulle sue motivazioni di fondo, ha letteralmente spiazzato tutti l’ultimo acquisto fatto da Zuckerberg e soci che sborsando altri 2 miliardi di dollari (di cui 400 milioni in cash e il resto in azioni) si sono portati a casa Oculus VR, l’azienda produttrice del visore per la realtà virtuale Oculus Rift.
Social Network
Facebook e Whatsapp: la Federal Trade Commission bloccherà l’acquisizione?

Facebook ha acquistato la famosa applicazione di messaggistica istantanea sborsando una strepitosa cifra. La notizia ha sconvolto il mondo del web e in particolare gli utilizzatori di Whatsapp che, ovviamente, temono per la propria privacy. La vendita sembra ormai andata in porto, quindi gli utenti intimoriti dalle mani, a volte troppo lunghe, del social network non possono far altro che scegliere delle altre applicazioni, come ad esempio l’ormai famosa Telegram.
Quattro numeri (e un grafico) spiegano perché Facebook ha comprato WhatsApp

Sono molti i motivi che possono aver spinto Facebook ad acquisire WhatsApp alla cifra record di 19 miliardi di dollari. Fra questi sicuramente non ci sono la bellezza della sua icona o il faccione simpatico dei fondatori del servizio, Jan Koum e Brian Acton, mentre c’entrano quasi sicuramente quattro numeri “magici” e un grafico che adesso andremo ad analizzare insieme grazie al lavoro svolto dai ragazzi di Sequoia Capital (che ne hanno sottolineato l’importanza dopo aver lavorato fianco a fianco con Koum e Acton) e da Fabrizio Rinaldi che ha segnalato il loro pezzo su Twitter.
Facebook compra WhatsApp: un affare da 16 miliardi di dollari
L’imprevedibile è accaduto: Facebook ha comprato WhatsApp, la nota applicazione di messaggistica istantanea. Siamo dinanzi alla più grande acquisizione del
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MyPermissions Cleaner, incrementare la protezione della privacy online

Per chi naviga spesso online ed ancor di più per chi utilizza svariati servizi di social netwroking cercare di preservare nel miglioro comodo possibile la propria privacy costituisce senza alcun dubbio un dato di fondamentale importanza.
Purtroppo non sempre la gestione dei social network e dei servizi online utilizzati e quella della propria privacy sono due aspetti in grado di combaciare tra loro. Per far fronte alla cosa è però possibile ricorrere all’impiego di un’apposita risorsa quale MyPermissions Cleaner.
Si tratta di un add-on disponibile per tutti i più comuni browser web (Mozilla Firefox, Google Chrome, Internet Explorer e Safari) che, una volta in uso, permette di rivedere e di modificare le autorizzazioni concesse a tutte le applicazioni ed i servizi legati ai social network e ad alcuni servizi online.
Facebook vuole migliorare l’app Android ed acquista Little Eye Labs!
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Quag, continua a crescere l’interest network italiano
Di Quag ci siamo occupati fin dalla sua nascita cioè da quando due “visionari digitali” hanno deciso di cambiare le regole delle ricerche in rete rendendole collaborative sfruttando l’idea delle reti sociali. Non un social network tradizionale, dunque, ma un melting pot di tecnologie volte ad avvicinare utenti con interessi simili.

Uno strumento, anzi, una vera e propria community in costante crescita, Quag, che aiuta a trovare le risposte alle proprie domande. Non solo avere, ma anche dare. Risposte ovviamente. Ogni utente è conoscenza e quest’ultima può, dunque, essere messa a disposizione degli altri. Da oggi, poi, ancora di più.
Windows, identificazione unica tramite Facebook Login

Un’importante novità è in arrivo per il mondo Windows e per gli utilizzatori del social network Facebook: nel corso delle ultime ore Microsoft e la squadra di Mark Zuckerberg hanno infatti siglato un accordo in base al quale Facebook Login diventerà la colonna portante del sistema di identificazione sui sistemi operativi Windows e Windows Phone.
Grazie a tale accordo, valido sia per Windows 8/8.1 che per Windows Phone 8, gli utenti potranno dunque effettuare un solo login sul proprio desktop, tablet o smartphone per creare un sistema di identificazione di base al quale appoggiare tutti i login successivi. Infatti, dopo aver immesso le proprie credenziali non sarà più necessario inserire nome utente e password per gli altri servizi basati su Facebook Login. In concomitanza di ogni login l’utente verrà però avvisato delle procedure che i singoli servizi praticano sui dati.
Google Plus cambia il design delle copertine: un mix tra Twitter e Facebook
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