Il futuro incerto di BitTorrent

Bittorrent

Grossi cambiamenti in vista per il protocollo di BitTorrent. La BitTorrent Inc., la compagnia fondata da Bram Cohen che ha sviluppato e tuttora gestisce il protocollo, ha infatti deciso di lanciare un nuovo tipo di protocollo il cui codice sorgente sarà, molto probabilmente, chiuso (almeno in alcune parti).

Questo, sono in molti a dirlo, darà alla BitTorrent molta più influenza e potere. Un’altra ragione per un nuovo protocollo è che un altissimo numero di spammer e organizzazioni anti-pirateria abuserebbe del protocollo sia per fare soldi, sia, dall’altro lato, per evitare che gli utenti scarichino contenuti illegali. Il nuovo BitTorrent utilizzerà l’estensione .p2p (al contrario dell’estensione .torrent utilizzata ora).

Nel 2010 finiranno le combinazioni per gli indirizzi di rete. Come faremo?

ip

I provider devono implementare quanto prima la nuova generazione di indirizzi di rete (IPv6), altrimenti intorno al 2010 internet non sarà più accessibile. Parola di Vint Cerf, uno dei pionieri della Rete, che da anni sta giustamente allertando chi di dovere sul futuro di internet, che con gli standard attuali entro qualche anno non potrà più “reggere” il numero di connessioni che cresce in maniera esponenziale.

Come sapete, ogni computer in Rete ha un numero identificativo univoco (Ip). Quello utilizzato attualmente (IPv4) è costituito da 32 bit con quattro numeri decimali rappresentati su un byte: ciò vuol dire che ogni numero varia da 0 a 255 (un indirizzo tipico potrebbe essere 154.242.4.192). Facendo un rapido calcolo, esistono “solamente” 4.294.967.296 indirizzi univoci (da cui vanno sottratti almeno 18 milioni di indirizzi utilizzati per le reti locali). Ecco perché è stato brevettato l’IPv6 che, però, stenta a decollare.

L’Africa e internet: a che punto siamo?

Africa

Più di un terzo degli abitanti dell’Africa avrà una connessione a internet a banda larga entro il 2012. Sono i risultati di una conferenza (“Connect Africa”) sull’utilizzo di internet nel Continente Nero cui la Bbc (e solo la Bbc) ha dato molta rilevanza. Attualmente la situazione non è per niente rosea: meno di quattro africani su cento utilizza la Rete, con una penetrazione della banda larga di appena l’un per cento.

“La buona notizia – hanno spiegato alcuni analisti – è che l’Africa ha avuto il più alto tasso di crescita e sviluppo della telefonia mobile al mondo (circa il doppio della media mondiale) e gli indicatori economici sono tutti in segno positivo”. Segno che, forse, le cose cambieranno nei prossimi anni. Ma andiamo a vedere qual è la situazione attuale.

Lo strano caso dei domìni inesistenti e poi esistenti

Dominio

Alcuni utenti internet e blogger nell’ultimo periodo hanno denunciato uno “strano” fatto. Che poi tanto strano non è. È capitato a moltissimi, infatti, che dopo aver provato a vedere se un dominio fosse disponibile (ed era veramente disponibile) il giorno dopo questo venisse “stranamente” registrato da un’altra persona.

Certo, potrebbe trattarsi di una coincidenza. Ma tante coincidenze, una dietro l’altra? Così in molti hanno iniziato a sospettare che alcuni siti che offrono la possibilità di cercare negli archivi “Whois” rivendano a speculatori senza scrupoli i dati delle ricerche degli ignari utenti. Questi speculatori, ovviamente, ricevuta la notizia di un utente che vuole registrare un dominio, lo registrano prima di lui. Poi, quando l’utente chiede spiegazioni, gli viene richiesta una somma di denaro per sbloccare il dominio ed entrarne in possesso.

YouTube e il grande problema del copyright

YoutubeCopyright

Oggi vorrei proporvi una riflessione sull’importanza di YouTube e l’annoso problema dei diritti d’autore. Un argomento talmente vasto che si potrebbe scrivere una tesi di laurea. Noi, ovviamente, ci limiteremo a darvi degli spunti di discussione. Partiamo da un principio: sappiamo tutti che su YouTube è possibile caricare solo materiale originale oppure video dei quali si detiene il copyright. Ma se vi dicessi che il 90 per cento delle clip presenti sul più grande sito di video-sharing vìola il diritto d’autore?

Non è uno scherzo, è proprio così. Ad annunciarlo un articolo uscito su un blog statunitense e ripreso da Internazionale. Partiamo da un principio: quando effettuiamo un upload su YouTube dobbiamo accettare le regole di comportamento che invitano a “non caricare nessuno spettacolo televisivo, video musicale, concerto o spot pubblicitario senza permesso, ammesso che non consista interamente di materiali creati da te”. Facciamo ora un passo indietro e pensiamo agli ultimi video che abbiamo visto, magari durante questa settimana: quanti sono coperti da diritto d’autore?

Il nuovo status-symbol? Essere su Wikipedia

Wiki

Niente più cellulari all’ultima moda, niente più vestiti firmati, niente più macchine sportive. L’ultimo status-symbol è quello di avere il proprio nome… su Wikipedia. Sembra, infatti, che comparire in una delle pagine della più grande e consultata enciclopedia online del mondo sia un grande onore e faccia la differenza rispetto a chi non vi compare.

Come saprete, infatti, non ci si può costruire una pagina di Wikipedia senza essere un minimo famosi per aver fatto qualche cosa (anche piccola) nella vita. La creazione della pagina, infatti, è legata all’approvazione dei moderatori… e capita spesso che dopo un lungo lavoro di costruzione, questa venga cancellata perché “manca il fattore notorietà”.

Video-chat, il futuro della chat

Video

E se il futuro della chat passasse attraverso la video-chat? È quello che si sono chiesti gli stessi ragazzi che hannno portato YouTube alla gloria e che ora vorrebbero rivoluzionare il mondo della chat un po’ come hanno fatto per il mondo dei video. Il loro servizio, TokBox, permette di chattare con un’altra persona semplicemente attraverso il browser: bastano una connessione veloce e una webcam.

Certo, TokBox non è l’unico servizio del genere in rete (la video-chat la fanno già Aim, Yahoo!Messenger, Skype, Msn, iChat, etc…) ma questo ha una peculiarità: è accessibile a tutti senza scaricare alcun software. “La comunicazione video non è mai decollata. La gente ne parla sempre come il futuro della comunicazione. Ecco perché noi vogliamo renderla facile per tutti”.

Arrivano nuovi alfabeti per il Web

Lingu

L’alfabeto romano perderà a breve almeno un po’ della propria popolarità sul Web. Da lunedì scorso, infatti, l’Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) ha iniziato a testare undici nuovi alfabeti per gli indirizzi Web.

Tra le nuove lingue figurano il persiano, l’arabo, il russo, l’hindi, il greco, il coreano, l’hebrew, il giapponese, il tamil, il cinese tradizionale e quello semplificato. Si tratta, ha spiegato il presidente dell’Icann Paul Twomey di “uno dei più grandi e innovativi cambiamenti nella storia di internet”.

Internet in arrivo sul tuo prossimo aereo

Aereo

Vi è mai capitato, durante un volo lungo, magari tra l’Europa e l’Asia o gli Stati Uniti, oppure anche durante un volo all’interno dell’Europa, di pensare che, avendo internet, potevate sfruttare meglio il tempo? Ormai capita a sempre più persone, e sembra che le compagnie aeree di mezzo mondo l’abbiano capito. E così internet durante il volo è un servizio ormai non così troppo lontano e alla portata di tutti.

Tra le prime compagnie che stanno effettuando test a trentamila piedi di altezza oltre alla Lufthansa ci sono l’American Airlines (con un volo di prova che partirà a dicembre) e che prevede di dotare tutta la sua flotta intercontinentale del servizio per metà del prossimo anno. In corsa anche Virgin America e l’Alaska Airlines, con un progetto competitivo: dotare di internet tutti i propri aeromobili.

Tiscali incontra i blogger


Veduta esterna della sede di Tiscali

Giovedì ho partecipato ad un incontro, tenutosi a Cagliari presso l’Head Quarter di Tiscali Spa. Sono stato invitato da Stefano Vitta, eravamo 2 gruppi, il mio che partiva da Roma con Luca Conti, Mario Bellina, Vincenzo Cosenza, Emanule Quintarelli e Nicola Mattina, più il gruppo milanese che abbiamo incontrato direttamente a Cagliari formato da Andrea Beggi, Lele Dainesi, Mafe De Baggis, Alberto D’Ottavi, Luca Mascaro, Lorenzo Viscanti, Giorgio Marigliano e Daniele Vietri.


Tra le strutture, prato inglese, palme e mare sullo sfondo

Con un pullman ci hanno portato all’ Headquarters, e sono rimasto molto colpito, la struttura e il posto sono stupendi, in vita mia ho avuto la fortuna di girare molto, e probabilmente posso dire che è la più bella che abbia mai visto.

La giornata comincia con una colazione accogliente e subito dopo si passa all’incontro nella sala conferenze decisamente enorme, sicuramente troppo dispersiva per un dialogo faccia a faccia tra Tiscali e i blogger.


Sala conferenza Tiscali

Mi rendo subito conto che Tiscali tiene molto a questo incontro, infatti è presente l’Amministratore Delegato Mario Mariani con il responsabile del portale Klaus Ludemann e il responsabile della community Franco Saiu. La mattinata passa veloce con una presentazione generale dell’azienda, corredati da un po di dati e strategie aziendali.

Scopro in questo frangente che nel mercato UK, riescono a portare l’IP-TV con qualità Mpeg4 con solo 2mb di connessione, per merito della qualità dei doppini in rame, a differenza di quelli italiani montati da telecom italia, che il 99% delle volte sarebbero da cambiare e buttare.

Comunicazione di servizio

Purtroppo a causa dei problemi avvenuti oggi, per un guasto al server, tutti i commenti effettuati dalle 18.30 di ieri,

Berkeley, le lezioni vanno su YouTube

Word

Volete frequentare una prestigiosa università americana cercando anche un po’ di risparmiare? Potete seguire le lezioni su YouTube. La University of California Berkeley ha iniziato a mettere online le registrazioni video delle lezioni sul principale sito di video-sharing. Il progetto inizialmente prevede di inserire su internet registrazioni per circa 300 ore.

Gli argomenti delle lezioni spaziano dalla Chimica alla Fisica alla non violenza. Su questa pagina potete trovare tutti i video disponibili. Tra i video disponibili, anche la prima di una serie di lezioni di Sergey Brin (uno dei creatori di Google) che hanno come argomento i motori di ricerca.

“Internet? È roba vecchia”. Parola dei suoi creatori

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Avete capito bene: secondo i pionieri della Rete, internet sarebbe ormai un’infrastruttura obsoleta. A rivelarlo un articolo del Wall Street Journal. Nel 1969 Larry Roberts del Pentagon’s Advanced Research Projects Agency progettò un programma, destinato agli enti di ricerca, chiamato ARPAnet che avrebbe permesso a più computer di restare connessi tra loro anche a distanza. Per le decadi successive, Roberts ha provato, spendendo circa 340 milioni di Dollari, a migliorare la sua stessa tecnologia, arrivando però al punto che oggi come oggi è obsoleta.

“Non possiamo più contare su questa tecnologia, che è vecchia di quarant’anni” ha spiegato il programmatore che ora ha 69 anni. La sua ultima invenzione è un “router di flusso”, che non fa altro che analizzare il traffico di rete convogliando su “strade” diverse dati di pagine Web, e-mail, telefonate VoIP, e così via. Ma Roberts non è l’unico tra i “creatori” della rete a pensarla così.

Myanmar alla ribalta internazionale grazie alla rete. E ora?

La scia di sangue che sta accompagnando la durissima repressione del governo birmano (pardon, del Myanmar) contro le migliaia di persone scese in strada per chiedere maggiore democrazia è stata accompagnata anche, come tutti sapete, da un totale oscuramento dei canali tradizionali d’informazione. Oltre alla “caccia al giornalista” (che ha portato, tra le altre cose, all’uccisione di un fotoreporter), la rete, i blog e le nuove tecnologie si sono rivelati fondamentali, forse per la prima volta, per far uscire dal Paese informazioni sulla tragedia che, altrimenti, non avremmo mai potuto avere.

Da ieri però, purtroppo, è impossibile connettersi a internet praticamente da ogni parte del Myanmar “a causa della rottura di un cavo sottomarino”, spiega il governo (ma sappiamo tutti che non è così). La strategia governativa, infatti, punta a non fare uscire dai confini nazionali informazioni sugli scontri e sulle migliaia di persone imprigionate e pestate a sangue (se non uccise).