I provider potrebbero iniziare a bloccare “amichevolmente” i contenuti protetti da copyright. Ennesima invasione della privacy?

Pirateria

Rappresentanti di At&t e di altri importanti internet provider stanno discutendo la possibilità di filtrare, a livello di rete, i trasferimenti di materiale coperti da copyright ai computer degli utenti. “Dobbiamo farlo – ha spiegato un portavoce di At&t – e dobbiamo solo trovare un metodo gentile per iniziare a farlo”. Fino ad ora i provider internet hanno agito un po’ come delle autostrade a pedaggio: noi paghiamo e viaggiamo liberamente in rete. Per fare una metafora, ora è come se le autostrade iniziassero a voler avere una propria rete di poliziotti e controllori.

A richiedere questo servizio sono ovviamente le major proprietarie di film e musica e le case produttrici di software, che si dichiarano stanche di vedere il loro materiale illegalmente distribuito su internet. Il filtraggio, dicono, già avviene su YouTube o Soapbox: che ci vuole a inserirlo anche a livello di provider? Quello che chiedono – insomma – è di iniziare ad analizzare a campione i pacchetti digitali trasmessi da tutti gli utenti e scoprire se qualcuno sta trasmettendo o ricevendo materiale protetto da copyright.

Cercare scritte all’interno di immagini? Tra poco, con Google, si potrà. Ed è polemica

Scritta

Google non molto tempo fa (ma la notizia è stata data da pochissimo) ha registrato con un brevetto un sofisticato sistema per cercare testo all’interno di immagini. Il sistema, che sarà usato prevalentemente all’interno di Google Ricerca Immagini, darà la possibilità non solo di effettuare una ricerca nel nome del file, ma anche all’interno delle eventuali scritte (proprio come nella foto qui sopra) presenti in un’immagine.

Così, per fare qualche esempio, sarà più semplice trovare nomi di negozi, le scritte sui muri, i nomi di palazzi, le insegne e così via. Ovviamente, la tecnologia non sarà utilizzata solo per la ricerca immagini, ma potrebbe venire utilizzata all’interno del tanto criticato Google Street View, la funzione di Google Maps (che ancora non è arrivata in Italia) con la quale è possibile vedere fotografie scattate al livello stradale delle vie delle principali città. Ma è subito polemica su un’ennesima invasione della privacy.

Slopsbox: ultimo servizio per e-mail temporanee

Logo slopsbox

Al giorno d’oggi è necessario utilizzare il proprio account email per registrarsi a qualunque sito web. Con il rischio di essere “inondati” da spam. Per questo sono stati creati utili servizi che permettono di creare un account email temporaneo che solitamente viene cancellato dopo un pò.

Anche la crew di Pirate Bay ha creato un servizio di email a tempo, che non richiede l’immissione di nessun dato personale e nessuna registrazione. Basta semplicemente collegarsi al sito slopsbox ed inserire un nome utente e il codice di verifica per poter accedere all’email. Oltre al dominio slopsbox ne sono presenti altri.

Adobe spia i propri utenti?

Logo adobe

La risposta sembra essere si. Grazie alla scoperta di un giovane blogger si è venuti a scoprire che le applicazioni CS3 mandano informazioni ad un IP che non è di “proprieta” Adobe. Ma procediamo con ordine e vediamo comè giunto alla scoperta.

Grazie al programma Little Snitch (Che protegge la diffusione di dati privati), il blogger ha notato che quando lanciava un programma CS3, questo tentava di comunicare con l’IP 192.168.112.2O7.
Cosi ha pensato:”Adobe starà controllando se il programma è originale”. Ma qualcosa non gli tornava cosi ha deciso di approfondire.

Cercare nel Web in modo assolutamente anonimo? Qualcosa inizia a muoversi

Askeraser

I motori di ricerca – probabilmente lo sapevate già – conservano tutte le tracce delle nostre richieste e dei siti Web visitati per circa 18 mesi. L’archivio comprende indirizzi Ip, chiavi di ricerca, cookies, nomi utente e tutta una serie di dati che possono portare facilmente alla nostra identificazione e tracciabilità.

Se i motori di ricerca conservano queste tracce per motivi di sicurezza, certamente questi dati possono essere però oggetto anche di molte attenzioni da parte di cracker e spammer senza scrupoli che, se venissero in contatto con uno di questi database, avrebbero come per magia e in un attimo una radiografia completa di tutte le nostre attività e dei nostri interessi. Ma ora, da Ask.com, arriva il modo di cercare nel Web in maniera assolutamente anonima.

Come nascondere i drive nell’esplora risorse di Windows

Forse non tutti lo sanno ma è possibile nascondere i drive nell’esplora risorse di Windows, grazie ad una sola chiave da inserire nel registro di sistema.

Questa procedura può essere molto utile nei casi in cui si utilizzi un sistema multi-boot, ovvero, con più sistemi operativi installati su uno stesso computer, e di conseguenza si voglia limitare l’accesso da parte di un sistema al drive dove ne è contenuto un altro (ad esempio: ho installato Windows nel drive C: e non voglio che tramite lui si possa accedere al drive H: in cui ho installato Linux). Vediamo adesso insieme come procedere:

1. Andare in Start > Esegui… e digitare regedit per poi dare l’invio.

Reti pubbliche Wi-Fi: dobbiamo davvero fidarci? Il pericolo è dietro l’angolo

Wifi

Rispetto anche all’anno scorso ormai trovare una rete Wi-Fi libera, gratuita e senza password in giro per le città non è poi un’impresa così ardua. Utilissime quando siamo nei bar, nei ristoranti, negli aeroporti e abbiamo appresso il portatile (o anche i cellulari di ultima generazione) sia per controllare la posta che per continuare a lavorare senza “sprecare” minuti preziosi. Ma siamo sicuri che è tutto oro quello che luccica?

La maggior parte degli utenti che utilizzano queste reti, infatti, non sanno che le reti pubbliche portano con sé dei grandi inconvenienti in termini di sicurezza. Per dei criminali informatici (che possono magari essere i vostri vicini di tavolo) inserirsi in una rete libera e rubarvi la password dell’account e-mail o del conto in banca può essere davvero facile. Come? Creando, ad esempio, delle reti wireless dal proprio computer con dei nomi che ispirano fiducia (come “Bar Sport Wireless” o “Free wireless” – per dire…) e che però poi vanno a registrare password e dati sensibili direttamente sul computer del maleintenzionato.

Windows Live Messenger, 4 ottimi strumenti per la sicurezza e le emoticon

Windows Live Messenger non ha davvero bisogno di presentazioni: utilizzato anche da chi non può definirsi veramente geek, è infatti uno dei software di instant messaging più utilizzati del mondo.

Proprio questa sua enorme diffusione, ha favorito lo sviluppo di software e strumenti vari che permettono di migliorarlo e renderlo più sicuro. Oggi vi presentiamo proprio 4 ottimi strumenti gratuiti per la sicurezza e le emoticon di Windows Live Messenger. Buona lettura!

SimpLite: Ottimo software gratuito per la sicurezza di Windows Live Messenger che permette di cifrare le conversazioni ed evitare il tracciamento da parte degli sniffer.

I provider s’intromettono nell’home-page di Google per raggiungere i propri utenti. Ma tutto questo è legale?

GoogHp

Per la maggior parte di noi i provider (Alice, Fastweb, Libero, etc…) non sono altro che intermediari tra il computer e la Rete. Paghiamo la nostra bolletta mensile, a volte utilizziamo la casella e-mail che ci viene da loro fornita, ma rimangono società abbastanza marginali (correggetemi se sbaglio) nella nostra “internet-experience”. Purtroppo, da parte loro, i provider non vogliono fare la parte degli “intermediari stupidi”, ma vorrebbero cercare di coinvolgere di più i propri utenti, magari offrendo loro servizi a pagamento.

Ebbene, il provider canadese Rogers sta testando un nuovo sistema (diciamolo subito: molto invasivo!) per inserire messaggi personalizzati e destinati all’utente nella parte alta dell’home-page di Google (ricordiamo che la home page di Google è forse il sito più utilizzato anche come pagina iniziale dei browser). Nell’immagine che ho messo sopra a questo post (ma qui la vedete ingrandita) potete vedere esattamente a cosa mi sto riferendo.

Mai più culetti al vento: Google StreetView si “anonimizza”

StreetView

Mai più culetti al vento o coppie fedifraghe riprese alla loro insaputa. Google StreetView, il servizio di Big G attivo negli Stati Uniti e in qualche paese europeo che permette di vedere vie e piazze di molte città con fotografie scattate al livello stradale, cambierà per tutelare la privacy di utenti e cittadini. In particolare, la decisione è stata presa con lo sbarco del servizio nel Vecchio Continente, dove tutte le facce delle persone e le targhe automobilistiche saranno rese irriconoscibili.

L’iniziativa, forse, sarà estesa anche Oltreoceano. Dal lancio del servizio, infatti, sono numerose le cause intentate contro Google StreetView, che, per fare qualche esempio, ha scattato fotografie di coppie che entravano in sexy-shop, di una ragazza (la vedete raffigurata qui sopra) piegata in macchina che espone involontariamente il suo “didietro” o di un marito a passeggio con l’amante, e via dicendo.

Una password “graffitara”

Graffiti

Una delle sfide più importanti che vengono affrontate in questi anni in rete e nei dispositivi elettronici è quella della sicurezza e in particolare del rendere le password sempre più difficili da “crackare”. Generalmente gli esseri umani hanno una capacità limitata di ricordare “strane” o insignificanti sequenze di numeri e lettere, e così si trovano spesso a scegliere parole chiave facili da ricordare.

Parole che però, spesso, possono rivelarsi davvero semplici da indovinare da parte, ad esempio, di software che provano a inserire tutte le parole di un dizionario, oppure da maleintenzionati che provano a indovinare le password inserendo date di nascita, luoghi di nascita, nome del partner e così via. Ultimamente, proprio in questo campo, una nuova tecnologia chiamata “Draw a Secret” (DAS) inizia a far parlare di sé. Vediamo perché.

I migliori 25 software free per cifrare/decifrare dati e comunicazioni

Cifratura

Se una delle prime cose che vi vengono in mente pensando ad internet è “la fuori è una giungla” o utilizzate un PC che potrebbe facilmente finire sotto le grinfie di persone che non vi stanno troppo a genio, potreste aver bisogno di software utili alla cifratura di tutti i dati importanti e, le comunicazioni via web.

Lo so, già state pensando “la cifratura dei dati è una cosa seria, chissà quanti soldi ci vorranno per averla” e invece vi sbagliate di grosso! Esistono decine di software assolutamente gratuiti che forniscono una cifratura impeccabile sia dei dati che delle comunicazioni via web. Eccovi i migliori 25, suddivisi in categorie:

Instant Messaging:

  1. IMsecure: Cifra le conversazioni tramite IM.

Password:

  1. Password Encryption: File cifrato dove salvare tutte le nostre password.
  2. RoboForm: Cifra tutte le nostre password con una master password e debella tutti i keylogger. Da la possibilità di creare molteplici profili (e risulta quindi ottimo quando uno stesso PC viene utilizzato da più persone).